il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Vacanze Italiane: stessa spiaggia, stesso mare

Aldo Bianchini

Dal grande boom economico degli anni ’60 ad oggi profonde mutazioni hanno caratterizzato le vacanze degli italiani

 

 

 

 

 

 

 

 

La grande ed inimitabile Mina, agli inizi dei mitici anni ’60, cantava il noto refrain “per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare”, una canzone che accompagnò l’italiano medio in vacanza almeno per un decennio. Poi arrivarono le vacanze diverse ed ogni anno si cambiava posto, spiaggia, mare e montagna. Oggi sembra essere ritornata la grande voglia cantata da Mina e alcuni istituti demoscopici assicurano che sei italiani su dieci privilegiano la scelta suggerita da Mina, uno è ritornato alle vacanze talpa (c’è chi si chiude in casa ed esce solo a vacanze finite!!) e tre su dieci varcano i confini nazionali. La piazzetta di Capri è ritornata un sogno come ai tempi della mitica Jacquelin Kennedy e la massa riscopre le spiagge di Rimini mentre i vip prediligono quelle di Riccione. Insomma un vero e proprio ritorno al passato. Un fatto, però, è certo; rispetto agli anni ’50 dell’immediato dopo-guerra il turismo interno è sestuplicato e non pedala più (una volta molti andavano in spiaggia in bicicletta). Oggi c’è un livellamento quasi totale rispetto agli anni ’60 quando per la prima volta l’operaio riuscì a piantare il suo ombrellone proprio vicino a quello del commendatore. Il turismo di massa iniziò proprio in quegli anni del grande boom economico nazionale. I vitelloni da Via Veneto si trasferivano a Riccione per le vacanze lunghissime e, spesso, lente e stanche, con il capo famiglia a fare la navetta tra l’ufficio in città e la moglie al mare. Negli anni ’70 l’intellighenzia di sinistra scopre, anch’essa, la favolosa Capri dove i vip arrivano, ovviamente, con i panfili e non vanno più in piazzetta come Jackie o Lex Barker (il mitico Tarzan degli anni cinquanta). Negli anni ’80 arrivano i tour operator e i pacchetti all-inclusive e le vacanze spaziano sull’ampio orizzonte internazionale. Gli anni ’90, i mondiali di calcio sono in Italia, portano le vacanze low-cost, e i giovani scoprono Ibiza con almeno trent’anni di ritardo rispetto al resto dell’Europa. E veniamo agli anni con il doppio zero, iniziati male con l’attacco alle Torri Gemelle e con la grande recessione che ha portato la crisi economica globale, fautori per l’84% degli italiani della scelta di una località nostrana per vacanze alla Mina: “per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare”.

3 Commenti

  1. Un bel pezzo, davvero, questo di Bianchini. Non è una sorpresa, ormai da anni è sulla breccia. ualche tempo fa su un altro giornale curava la rubrica Fort Apache, perchè non la trasporta su quuesto?. Grazie e auguri.

  2. Le vacanze … al secondo giorno sbadiglio di noia e devo tornare al lavoro. Ovviamente non lavoro alla Pirelli dove tutti vanno in bagno all’unisono e dove tutti vanno in vacanza 14,5 giorni all together. Lasciare soldi all’estero lo trovo un delitto, lasciare soldi ai furbetti italiani che lavorano solo i tre mesi estivi mi disgusta.
    Per cui, vecchio mio, mi dico: “Caro Roller per quest’anno non cambiare, stesso tavolo senza vista mare. Di buon lavoro ce n’è sempre da fare. A settembre, a spiagge vuote, anche Roller si gode il mare…”
    Buone vacanze, comunque, a chi ci va
    Roller.

  3. Non avevo idea che tali personaggi iconici usati per trascorrere le loro vacanze sulle spiagge dell’Adriatico.

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