il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Anziani in città

Anna Augusto

Uno dei problemi più drammatici della nostra società:la violenza agli anziani,il loro abbandono. Eppure gli anziani sono una grande risorsa,sono saggi,hanno grande esperienza.La realtà è che molti di loro si trovano a vivere in modo precario,non solo dal punto di vista materiale. Spesso ciò che manca loro è un pò di affetto,gratitudine,riconoscenza da parte dei figli e parenti. Soprattutto nelle grandi città. E nei mesi estivi, aumenta il numero degli anziani lasciati soli a badare a se stessi. Il negozio sotto casa è chiuso, anche la farmacia di turno, magari è lontana. Si trovano isolati e frastornati. Molti familiari si scaricano la coscienza affidandoli alle badanti. Ma essi soffrono per mancanza di calore umano. Una volta al sud vivevano di più in famiglia

Mi è ritornata in mente una breve novella dei fratelli Grimm:

 

LA CIOTOLA DEL NONNO

C’era una volta un vecchio che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia gli tremavano. E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia, e qualche volta gliene scappava dalla bocca. E la moglie del suo figliolo se n’era schifita; ed anche il suo figliolo. Sicchè alla fine non lo vollero più a tavola con loro. Doveva star seduto al canto del camino,e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terra. Un giorno, siccome le sue mani tremavano, tremavano, ecco la scodella gli cadde per terra e si ruppe in due o  tre pezzi. Allora si che la nuora gliene disse! E il povero vecchio non rispose nulla,chinò il capo e sospirò. Gli comprarono una ciotola di legno. E gli dissero: <Codesta non la romperete>. Quella sera il suo figliuolo e la nuora videro il loro bambino che giocava e raccattava i cocci della scodella. -Che fai costi?-gli disse suo padre. -Riappiccico la scodella per dar da mangiare a mamma e babbo. Quando sarò grande. E il babbo e la mamma si guardarono negli occhi, poi si misero a piangere, e ripresero il nonno a tavola con loro, e d’allora in poi lo trattarono bene. Il povero vecchio.

 

 

 

3 Commenti

  1. Come si può intuire, anch’io sono un anziano di quasi ottant’anni, e, grazie alla discreta salute, continuo ancora “ a tirare la carretta” per raggiungere un po’ più agevolmente il fine mese. Ma non è questo il punto:
    Si, certo, si da spesso la colpa a certi familiari che maltrattano gli anziani che convivono in casa o che vivono da soli e poco curati dai propri figli. Ma molto spesso , bisognerebbe dare un po’ di colpa anche a quelle autorità che non muovono un dito a beneficio degli stessi anziani.
    Uno di questi problemi dovrebbe saltare all’occhio di chi , per esempio, si trovasse a transitare presso delle piazzette dove si riuniscono gli anziani. Tra le tante piazze me ne viene in mente uno che si trova al Carmine e un altro nei giardinetti di fronte alla chiesa di S. Francesco .
    Quegli anziani mi fanno davvero soffrire il cuore perché li vedo curvati su di un sedile a farsi una partita a carte con il coetaneo di turno. Ma è mai possibile che il comune non ci pensa a creare dei tavolini di pietra muniti di panche per fare stare più comodi quegli anziani? Cosa costerebbe? Ci dovrebbero essere ampi spazi proprio per i vecchi con vari tipi di passatempo, ma almeno a Salerno, non ne vedo. Allora suggerirei a chi di dovere a smuovere un pochino le acque a favore degli anziani, Lo spero.
    Alfredo Varriale

  2. Perché il direttore pubblica novelle moralistiche fuori luogo, dopo un’ opinione così sentita della signora
    Augusto?

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  1. ANZIANI IN CITTÀ – L’Albero Verde della Vita

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