il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ELLY LA PICCOLA PRINCIPESSA DELLA VALLE DI STELLE


di Claudio Rinaldi

C’era una volta una piccola principessa, di nome Elly, che viveva nell’universo in una valle di stelle. All’inizio della valle c’era un pianeta a forma di castello, dove abitavano i genitori di Elly: la regina ed il re. La piccola principessa preferiva stare nella valle, anziché nel castello, in quanto c’erano tutte le sue amiche stelle. I giorni trascorrevano tranquilli e felici poiché Elly era contenta della sua vita nella valle che, era diversa da quella del castello dove si seguivano delle moltissime regole. Elly aveva sentito, da una giovane stella, che, intorno a loro, si trovavano delle altre valli con parecchi castelli. La piccola principessa preferiva la sua valle in quanto tutte le stelle erano buone e sincere. “Hai ragione”, disse un giorno la giovane stella, “In qualche valle le stelle sono malvagie.” Elly chiese il motivo della loro cattiveria ma, la giovane stella non seppe rispondere. Un giorno d’estate nella valle apparve una cometa. Elly osservò che sulla sua groppa c’erano delle stelle. La cometa atterrò nella valle e le stelle, che portava sulle sue spalle, si diressero, in modo minaccioso, verso le amiche di luce della piccola principessa. Quest’ultima notò che le stelle avevano le punte tagliate. “Che strano”, pensò. Le stelle della cometa incominciarono a picchiare le stelle della valle. Elly strepitò: “Che fate? Siete impazzite?” Le stelle della cometa non l’ascoltarono e cercarono di staccare le punte delle stelle della valle. La piccola principessa si avvicinò alla cometa e le chiese: “Perché fanno tutto ciò?” La cometa sbuffò e, non rispose. Elly ripeté la domanda mentre alcune stelle della valle gridavano di dolore. La cometa scuoté la sua coda luminosa e, rispose lentamente: “Un anno fa, all’incirca, nella nostra valle è arrivato un grosso meteorite. Il meteorite è rimasto, per qualche settimana, nella nostra valle. Era molto simpatico e raccontava delle storie divertenti che facevano ridere a crepapelle tutte le stelle. Prima di partire svelò la sua vera natura di un essere spregevole: spezzò tutte le punte delle stelle e scappò via.” La piccola principessa rabbrividì di paura: “Per quale motivo il meteorite ha compiuto un’azione del genere?” La cometa abbassò lo sguardo: “Il meteorite era completamente pazzo: non era soddisfatto della sua natura e voleva diventare, ad ogni costo, una creatura identica al sole. Ha rubato tutte le punte delle stelle per realizzare un mantello di luce che avrebbe indossato. In questo modo il suo desiderio sarebbe stato esaudito.” La piccola principessa restò sbigottita. Non aveva mai ascoltato una storia simile. Nel frattempo le stelle della cometa avevano già spezzato molte punte delle stelle della valle. Elly supplicò la cometa di fermare quel massacro. La cometa rispose senza scomporsi: “Le mie stelle hanno bisogno di procurarsi delle punte: l’unica soluzione è di strapparle a delle altre stelle.” La piccola principessa replicò: “Ci può essere anche una soluzione diversa. Uno dei miei valletti, un certo Kok, vola velocissimo ed, allo stesso tempo, ha una forza incredibile. Gli chiederò di scoprire il rifugio del meteorite.” La cometa pensò per qualche attimo. Poi emise uno strano sibilo. Le sue stelle s’immobilizzarono restituendo le punte lacerate alle stelle della valle. Elly chiamò il valletto, raccontò l’accaduto e gli ordinò di cercare il meteorite. Kok sfrecciò via. Il valletto visitò molte valli di stelle e degli altri luoghi lontani ma, non trovò il meteorite. Kok, mentre era sulla strada del ritorno, incontrò una stella cadente che gli si avvicinò: “Il tuo viaggio nell’universo è stato inutile giacché non hai saputo cercare.” Il valletto restò sorpreso: “Come fai a conoscere tutto ciò?” La stella cadente rispose: “Non abbiamo tempo per le spiegazioni. Seguimi e troveremo il meteorite.” Kok accettò ma, replicò: “Come faccio a seguirti se sei una stella cadente? Tra poco non ci sarai più.”   La stella cadente sorrise e lo invitò, nuovamente, a seguirla. Il valletto, in silenzio, acconsentì. Alcuni minuti dopo arrivarono vicino ad un enorme pianeta a forma di drago che sputava fuoco: alle sue spalle c’era il meteorite che tesseva un mantello di luce. “Come farò ad evitare il drago ed a sottrarre, al meteorite, le punte delle stelle che ha rubato?”, furono le domande  spontanee del valletto alla stella cadente. Costei rispose porgendogli uno zampillo d’acqua che non finiva mai, una lama d’argento ed un sacco trasparente. “Sono sufficienti per sconfiggere il drago, il meteorite e, riportare le punte delle stelle alle legittime proprietarie.” Kok prese nel palmo della sua mano destra lo zampillo d’acqua, mentre in quello sinistro la lama ed il sacco e si avviò verso il pianeta a forma di drago. Quest’ultimo respirò forte prima di sputare fuoco ma, il valletto gli scagliò nella sua bocca lo zampillo d’acqua. Aggirò il pianeta e si avvicinò al meteorite che, incredulo, restò immobile mentre il valletto tagliava, con la lama e la sua forza, il mantello di luce riponendo ogni punta di stella nel sacco trasparente. Di gran lena volò lontano da quel luogo ringraziando, con un bacio, la stella cadente. Il valletto giunse nella valle di stelle della piccola principessa Elly. Svuotò il sacco e, magicamente, ogni punta si riattaccò alle stelle della cometa. Dopodiché la cometa rese grazie alla piccola principessa Elly  che disse con una voce dolcissima: “Non sempre la soluzione è unica.” La cometa comprese e si allontanò con in groppa le sue stelle mentre, nella valle di stelle della piccola principessa Elly, erano ritornate la tranquillità e la felicità di una volta.

 

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