il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Salernitana e De Luca: le due facce di Salerno !!


Da circa venti anni la città capoluogo è bloccata su due “facce” distinte che hanno conquistato e gestito, a volte impudentemente, l’immaginario collettivo di tutti noi

Aldo Bianchini

Da molto, troppo tempo la città di Salerno si dimena, si dibatte e si divide tra due precise, distinte ed inconfondibili “facce” che rappresentano, in un certo senso, anche le icone mediatiche della stessa città e della sua popolazione. Da un lato la squadra di calcio e dall’altro il sindaco; due facce della stessa medaglia; due facce apparentemente opposte ma funzionali l’una verso l’altra e viceversa. Due facce che si sono abilmente intrufolate nella nostra vita quotidiana per gestione gli aspetti più appariscenti: quello sportivo e quello politico.  Due facce che hanno costretto noi tutti ad innalzare sugli altari le loro due icone o a tifare per l’una o per l’altra a seconda dei momenti topici ed anche inquietanti delle rispettive storie. Quello che penso e che scrivo è avallato dalla recente questione relativa alla mitica Salernitana. Il sindaco, in questa occasione, è stato talmente abile nel confondere le carte che tutti ora inneggiano alla sua azione mediatrice ed alla sua soluzione del caso con la consegna del calcio nostrano nelle mani del duo Mezzaroma-Lotito, cosa questa che è tutto un programma. La grande comunicazione di De Luca è riuscita a cancellare la figuraccia che aveva rimediato (è storia vera!!) con l’affaire Rainone. Nel periodo di maggior crisi societaria della Salernitana (giugno 2011, ndr!!) e con i play-off ancora in atto il sindaco non aveva lesinato le sue presenze all’Arechi con l’esponente principale della impresa Rainone  e tutto lasciava prevedere un ingresso di quest’ultimo alla guida del calcio mjostrano. Del resto la Rainone si aggiudicò, proprio in quel periodo, le due gare pubbliche più importanti e grosse della storia della città: il Crescent e il Termovalorfizzatore. Insomma per dirla tutta, mentre Cirielli sponsorizzava Lombardi, De Luca beffava tutti e metteva a segno un doppio colpo da tramortire chiunque. LOa cosa però non ando nel verso giusto e la Rainone, una volta vinto le due gare, si tirò rapidamente fuori dalla Salernitana e dal calcio chiacchierato e giocato. La Salernitana non vince i play-off e tutto sprofondò nel buio della serie D. Come se niente fosse ecco riapparire De Luca sulla scena, con l’aiuto della Carfagna (nemica giurata di Cirielli) riesce a catturare l’attenzione di Marco Mezzaroma e, soprattutto, del cognato Claudio Lotito. E l’operazione decolla tra gli inni e gli strombazzamenti dei tifosi che rapidamente hanno dimenticato che la Salernitana non è in B e neppure in C ma nella serie D. E che fa? Dicono sempre gli stessi tifosi, il necessario è che esiste e che a ridare il calcio (meglio sarebbe dire “calcetto”) è stato lui, sempre lui, l’immarcescibile Vincenzo De Luca, sindaco eterno della città. E il resto, i lavori delle grandi strutture che non si avviano alla conclusione, la megagalattica metropolitana che non esiste ma che ha deturpato molti luoghi simbolo della città, l’ex Di Donato con la stazione di Torrione, le palme del lungomare, la lungoirno che non è più quella di un tempo, la cittadella giudiziaria senza fine, il porto che sta implodendo, e tante altre opere solo inaugurate che fine hanno fatto? Ma chi se ne frega, dice la gente, il necessario ora è prepararci alla festa di San Matteo, o meglio alle 21 inaugurazioni promesse da De Luca per il Santo Patrono. E mentre tutti si trastullano con le descritte due facce, facendole cadere e risalire a seconda del gusto del momento, a Salerno arrivano i napoletani per la conquista del commercio (essenza vitale!!), arrivano le imprese casalesi di Casal di Principe per vincere le gare, arrivano gli operai della zona vesuviana per stringerci tutti in una morsa soffocante. E che fa? Dice la stessa Procura della Repubblica, purchè tutto avvenga nel rispetto della legge. Per carità, niente da eccepire; quello che ho scritto era solo un sfogo giornalistico e nulla più. La vita continua, ovviamente, e sullo sfondo ci sono sempre e comunque le due facce: Salernitana e De Luca.

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