il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sala C.: Tribunale, che passione !!

Giusta protesta degli avvocati contro la  soppressione del tribunale di Sala Consilina. Parla ‘ex presidente Luciano Santoro.

 

Aldo Bianchini

 Sala Consilina – Il comunicato del 10.9.2011 del Codacons del Vallo di Diano mi da la possibilità di ritornare sull’argomento relativo all’eventuale soppressione del Tribunale di Sala Consilina, argomento al quale ho dedicato (grazie a questo giornale) numerose puntate di analisi della situazione alla ricerca delle possibili soluzioni. L’inchiesta giornalistica culminava con le interviste all’ex Presidente del Tribunale Luciano Santoro, al Procuratore Capo Amato Barile ed al Presidente dell’Ordine Forense avv. Michele Marcone. La cosa più inquietante che venne fuori dall’inchiesta fu che le problematiche legate alla soppressione del Tribunale di Sala erano state oggetto di uno specifico rapporto nell’ambito della “relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2010” pubblicata il 29 gennaio 2011 nel corso dell’Assemblea Generale della Corte di Appello di Salerno per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011. Il rapporto si compone di tredici pagine (da pag. 64 a pag. 76), in esso Santoro elencava in particolare 14 punti deboli (strutturali ed organizzativi) che potevano mettere seriamente a rischio la sopravvivenza degli uffici giudiziari salesi. Al momento in cui scrivo non so, in tutta sincerità, quanti avvocati o quanti addetti ai lavori hanno letto quel rapporto; vorrei tanto sperare che lo avessero letto almeno quegli avvocati che da un paio di giorni si trastullano, tra chiacchiericci e cocktail estivi, comodamente seduti al banchetto organizzato dinnanzi al tribunale. In quel rapporto si parlava di tutto e di più: dal fatto che Sala è una sede non particolarmente richiesta al problema rilevante dell’inadeguatezza del personale dell’ufficio NEP, dall’organico del personale amministrativo a quello della Magistratura, dal problema dei trasferimenti senza sostituzioni a quello dell’inadeguatezza delle strutture interne ed esterne al palazzo; insomma il presidente Santoro tracciava una mappa precisa di tutte le carenze che potevano e possono portare alla soppressione. Nella stessa relazione Luciano Santoro evidenziava come tutte queste problematiche erano state, nel corso degli anni, rappresentate al Consiglio dell’Ordine ed a tutte le istituzioni competenti e presenti nella Commissione di Manutenzione e, quindi, anche direttamente al sindaco di Sala Consilina Gaetano Ferrari. Anni e anni di insistenze, di riunioni infruttuose, di promesse mancate che hanno portato, verosimilmente, al risultato di oggi con lo spettro molto serio della soppressione. “Il mio rapporto –dice il dr Luciano Santoro- rappresenta l’atto finale di una lunga sofferenza organizzativa, esso non può e non deve essere letto come una sentenza passata in giudicato ma come uno stimolo necessario per chi può fare qualcosa e non l’ha fatto, per chi ha annunciato risorse e soluzioni che sono poi svanite nel tempo, per chi politicamente poteva intervenire ed ha fatto finta di nulla. Il mio rapporto, in conclusione, era ed è tuttora un validissimo strumento operativo da cui ripartire per salvare una struttura giudiziaria così importante. Le mie parole sono rivolte a tutti: magistrati, avvocati, politici e personale amministrativo”. Molto sintetica e precisa la risposta dell’ex presidente Santoro alle mie domande. Ma nel corso dell’inchiesta che sopra richiamavo ho maturato anche un’altra convinzione. Purtroppo negli ambienti giudiziari salesi tutto quello che diceva e faceva il presidente Santoro veniva preso sottogamba, quasi con un senso di fastidio, quasi come se l’alto magistrato navigasse contro la struttura e non, invece, a favore della stessa nell’estremo tentativo di salvarla. Il tempo è passato e nulla è stato fatto; pensate che non sono state neppure sostituite le vecchie e lise bandiere da esporre all’esterno come vuole la legge; così come non è stato fatto nulla per migliorare la qualità dei locali del NEP, per affrontare il problema del parcheggio pensile che è a grave rischio per citare solo alcuni interventi possibili e mai affrontati. Insomma nessuno ha fatto niente e gli avvocati (bontà loro!!) si dilettano, in una sorta di sceneggiata, a presidiare il banchetto sul quale mancano soltanto noccioline americane, panini e birre, per completare l’opera. Nelle ultime ore, come dicevo in apertura, è intervenuto anche il Codacons a dar man forte alla protesta che, per carità, rimane giusta e sacrosanta a tutela di un territorio da troppo tempo trascurato e maltrattato. Ma dopo le proteste bisogna passare ai fatti con l’aiuto di tutti, bandendo le chiacchiere e le azioni folcloristiche.

1 Commento

  1. La sua analisi è fallace e mendace. La prima regola del suo agire dovrebbe essere la ricerca del fatto, cosa che nel caso di specie le è completanente aliena. Ne è conferma che Ella nemneno ha capito il senso della protesta in atto (per vero, nemneno l’ho vista sui luoghi interessati: glielo dice uno di quegli avvocati che “si trastulla nel banchetto” … ma si vergogni!). Le ripeto ciò che ebbi a dirle tempo fa’, quando col suo stile antigiornalistico ebbe a criticare gente operosa nel sacrificarsi per la riuscita di una nota manifestazione del Vallo di Diano (nell’evidenza che Ella non ha compreso all’epoca il nonsenso del suo giornalare): sutor ne crepidam!

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