il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ASSASSINO SI, MA … GENERALE!

Michele Ingenito

“Impiccagioni, impalature, squartamenti, lingue mozzate, condannati lanciati dall’alto dei minareti.” E la storia lo ripaga con un museo che, a breve, sarà inaugurato “nelle scuderie di quello che fu il suo castello.” Come ha scritto recentemente Flavio Pagano (Corriere del Mezzogiorno, Cultura, 28.8.2011, p. 11).

Sul piano più strettamente storico passi pure la ricostruzione di una “gloriosa carriera militare” e di una “vita avventurosa”.

Sul piano umano, però, che è a sua volta storico, siamo francamente perplessi che il “pragmatismo brutale” di un uomo il cui nome, anzi il cui “nuovo nome” , come diremo, “si lega così indissolubilmente al terrore che tutt’ora è sinonimo di una sorta di orco temuto dai bambini.”, possa trovare indulgenza nei cuori maltrattati delle antiche vittime afghane e delle conseguenti generazioni dei sopravvissuti.

Il riferimento è a Paolo Crescenzo Martino Avitabile (Agerola 1791-1850), militare al servizio di imperatori prima (Napoleone) e re poi (Ferdinando I di Sicilia), così come di shah (Fath Alì di Persia) e maharaja (Rajit Singh del Punjab). Un lanzichenecco, insomma, di antico stampo, un uomo evidentemente ambizioso, dotato di indiscutibili capacità militari, senza scrupoli e, perciò, apprezzato dalle cime politiche delle piramidi del potere.

Gioco facile, dunque, per Avitabile, imporre la forza al servizio dei più forti.

Al punto tale che lo stesso Henry Lawrence, come ricorda Pagano, non esitò a dire di lui: “Avitabile si comporta come un selvaggio tra i selvaggi, invece di mostrare che un cristiano sa impugnare lo scettro senza essere per questo crudele”.

Ben vengano, allora, musei e celebrazioni dei personaggi legati alla storia, soprattutto di quelli trascurati, e tutte le conseguenti iniziative culturali.

Ma lo si faccia a 360 gradi, mettendo a confronto i comportamenti contraddittori, che, nel caso specifico, difficilmente farebbero pendere la bilancia a favore del generale di Agerola; di colui, cioè, che riuscì a sottomettere gli afghani in virtù di metodi bruti che nessun fondamentalismo sia pure invocato del pensiero machiavellico potrebbe mai giustificare.

Dovremmo, se no, perdonare Bin Laden?

 

1 Commento

  1. Gentile Sig. Ingenito,
    L’articolo del Corriere della Sera che lei cita , annunciava un convegno sul generale Avitabile, che guarda caso era “titolato” l’altra faccia del Generale.
    Se alla lettura dell’articolo del Pagano avesse dato seguito anche con la lettura degli atti del convegno, allora anche lei avrebbe un’idea diversa del Generale, non un’assassino ma bensì ………. ecco l’altra faccia.
    Le dico solo che il Generale era un avventuriero, soldato di ventura, usava i metodi previsti dalla leggi dei sovrani che serviva , ma brutale assassino , Bin Laden …..ma diamo i numeri ?!!?
    Fra l’altro ( come anche dichiarato in uno speciale del TG1 del 2008) gli abitanti del Punjab lo rimpiangono ancora.
    Si informi , sarei lieto di aiutarla.
    Cordiali saluti
    F. Cuomo

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