il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Regione: piano bonifiche e consorzi !!

Aldo Bianchini

Via ufficiale alle procedure per l’attuazione del piano atteso da molto tempo. Meno male che c’è stato Mussolini con le sue bonifiche, verrebbe da dire a primo acchitto.. “E’ stata predisposta l’attività di definizione dei contenuti del rapporto ambientale (scoping) che accompagna la proposta del Piano delle Bonifiche: a breve istituzioni, associazioni e anche singoli cittadini, avranno la possibilità di condividerne i contenuti e presentare le proprie osservazioni.” Lo ha annunciato l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano. “Questa fase è propedeutica alla consultazione pubblica e rientra nella  Valutazione ambientale strategica, durerà 90 giorni e servirà a definire i contenuti del rapporto ambientale. Al momento – ha precisato l’assessore – gli uffici stanno lavorando alla definizione del cosiddetto documento di scoping, ossia ad una sintesi del piano fruibile a tutti e che a giorni sarà resa pubblica. L’assessore Romano si è soffermato sull’importanza del documento programmatico: “Si tratta del primo Piano bonifiche della Regione Campania: il precedente, approvato nel 2005, si limitava a ratificare il lavoro svolto dal Commissario. Con questo strumento, dunque, si ridisegna il quadro delle priorità, in un territorio che negli anni passati è stato vittima di azioni e gestioni scellerate dal punto di vista ambientale. La novità assoluta del Piano Regionale Bonifiche è la definizione delle Aree Vaste: le zone in cui, in base ai dati esistenti, si ritiene che la situazione ambientale sia particolarmente compromessa, a causa della presenza contemporanea, in porzioni di territorio relativamente limitate, di più siti inquinati e/o potenzialmente inquinati. Ciò ci consentirà di programmare gli interventi di caratterizzazione e bonifica, in una visione unitaria e non frammentata dei fenomeni di inquinamento presenti e, soprattutto, di verificare gli effetti dell’inquinamento sulle aree adiacenti, che, molto spesso, sono peraltro utilizzate a scopi agricoli. “L’attuale proposta di Piano – ha detto ancora l’assessore Romano – dopo la fase di scoping e la conclusione della Valutazione ambientale strategica passerà all’attenzione del Consiglio regionale. Una procedura analoga a quella seguita dal Piano regionale per la Gestione dei rifiuti urbani e da quello per i Rifiuti speciali. La presa d’atto della proposta del Piano regionale Bonifiche dimostra con assoluta evidenza – ha concluso – l’impegno della Regione per la programmazione in materia ambientale: si colmano, in tal modo, gravi lacune del passato.”

NOTE: Come premessa essenziale affermo a chiare lettere di non essere mai stato fascista, anzi vengo da una cultura politica completamente agli antipodi. Però come fare, da cronista, a non riconoscere a Benito Mussolini ed alle sue maniere piene di boria e arroganza quello che in effetti realmente faceva per questo benedetto Paese. Per quanto attiene le bonifiche meno male che ci fu Benito, in caso contrario metà di questo Paese sarebbe ancora sommerso dalle paludi. Solo nella nostra provincia c’erano le immense paludi della piana agro sarnese-nocerino, della piana del Sele e dell’altopiano del Vallo di Diano. Paludi bonificate senza tante chiacchiere e senza tanti studi di fattibilità, il tutto in pochi anni. E quelle bonifiche, amici lettori, sono ancora oggi validissime a testimonianza di una “politica del fare e non dell’apparire”, con tutti i difetti e le distorsioni che portava con se in forma di autoritarismo diffuso, dall’unico dittatore ai mille podestà. Nel Vallo di Diano, solo per un esempio, grazie all’incuria del Consorzio di Bonifica ogni anno, da qualche decennio in qua, si verificano esondazioni ed alluvioni. Dagli anni quaranta agli anni settanta niente di niente, perché gli argini fascisti reggevano a tutte le intemperie ed alle immancabile cadute eccezionali di piogge. Poi negli anni ’50 l’allora ministro del’agricoltura Bonomi (molto vituperato non perché fosse democristiano ma perché era un decisionista!!) pensò di assegnare i fondi a chi voleva coltivare la terra ed allevare il bestiame; nacque così in tutta la Piana del Sele un vero e proprio miracolo che resiste ancora oggi a dispetto di tutto e di tutti. Infine, però,  bisognava rinforzare gli argini, rifare i canali principali e quelli di scorrimento, adeguarli insomma alle nuove tecnologie. Lo Stato democratico, quello progressista e laico, neanche questo ha saputo fare, nel nome della democrazia ha speso centinaia di miliardi delle vecchie lire, ha rapinato le nostre tasche, ha creato Consorzi di Bonifica e Cooperative Agricole con il risultato che nel novembre 2010 si sono verificate nuove devastanti inondazioni, dalla Piana del Sele fino al Vallo di Diano, passando per l’Agro nocerino-sarnese.  Mentre i politici lottano gomito a gomito per aggiudicarsi un posto nel cda del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano nelle prossime elezioni di fine ottobre, tra colpi di scena ed accordi occulti (si riparla tanto di un accordo trasversale Cirielli-Valiante, come per il Consac!!). Una vergogna. Ora salta fuori il piano di fattibilità progettuale della Regione, spero che non si tratti dell’ennesima bufala e di nuove chiacchiere al vento. Vedremo.

1 Commento

  1. Caro Bianchini,
    credo siamo di fronte ad un classico caso di “fischi per fiaschi”.
    Il termine bonifica, (intesa delle paludi) non ci azzecca nulla con il termine bonifica relativo agli interventi su aree contaminate. Ha scritto un articolo ma mi sembra chiaro che non le è chiaro (chiaro no!!) di cosa sta parlando.
    Senza scomodare Mussolini…
    m.g.

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