il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Se questo è giornalismo!!

Antonio Citera

Un messaggio chiaro, forse dettato dal cuore, un consiglio di un amico, un manifesto di potere. Un ragazzo come tanti in una paese qualunque, una passione lo spinge ad intraprendere la dura e tortuosa strada del giornalismo. Una via come tante pensa, ma alla prima curva si accorge che qualcosa di strano si nasconde dietro la siepe. Un pericolo non segnalato, una linea delimita il confine, con una scritta leggibile a malapena “ vietato oltrepassare “. Il giovane immaturo o forse troppo ingenuo, nonostante il chiaro stop, decide di varcare la soglia. Un paesaggio nuovo , un mondo da scoprire e ammirare gli si levava dinanzi. Seduti ad un tavolo alcune persone che allegramente cantavano inni e lodi , il ragazzo si avvicinò per capire l’indirizzo dei canti, più si avvicinava più percepiva un senso di estraneità a quel mondo, ma continuò imperterrito il suo cammino. Giunse al tavolo  senza far rumore, camminando in punta di piedi per non disturbare, alla sua vista cessarono i canti e una gran voce si levò – vieni avanti – esclamò – chi sei- cosa vuoi- continuò- ho smarrito la via – disse il ragazzo con voce tremante – cerco la strada maestra che conduce al castello del giornalismo- ahahahahah- una superba risata a più voci echeggiò in tutta la vallata- siedi con noi e bevi al nostro calice – una strana bevanda di color rosso fu versata- questo è il brindisi del benvenuto – esclamarono in coro. Il ragazzo bevve felice, riprese il cammino, dopo alcuni passi però le forze lo abbandonarono, la vista si offuscò, e quel meraviglioso mondo tutto d’un tratto svanì, il castello del giornalismo era una meta impossibile da raggiungere, solo pochi eletti avevano questo privilegio. Il suo corpo giaceva a terra privo di vita, il calice conteneva un potentissimo veleno che spezzò il sogno al povero ragazzo. Una storia triste, anzi tristissima, un sogno finito in sacrificio. Fare il giornalista è proibito, farlo senza seguire schemi prefissati da chi gestisce l’informazione è reato. La libertà d’informazione, di cronaca sono diritti sanciti dalla Costituzione , ognuno la fa come meglio ritiene, il giusto fine è quello che conta, la notizia corretta data tempestivamente con imparzialità, contraddistingue un vero giornalista dal mondo dei quaquaraquà. Esistono due categorie di giornalisti, quelli impiegati che devono per gioco forza sottostare ai vincoli dettati dal “padrone”, e quelli “veri” che agiscono in piena autonomia. In un mondo dove tutto è in vendita, anche le notizie e soprattutto chi le da, dove gli schemi subiscono manipolazioni e sono facciate di colore predefinito. Il ragazzo della storia sopra citata apparteneva alla seconda categoria di giornalisti, ma la sorte non lo ha aiutato, l’incontro con i baluardi della categoria a pagamento, è stato per lui fatale. Ma la storia non finisce , un potente antidoto datogli prima che cominciasse il viaggio, lo ha salvato da morte sicura, anzi lo ha reso invincibile ed immune agli attacchi di qualsivoglia guerriero mercenario. Ripresa la sua strada, è giunto al castello, con la consapevolezza di ciò che gli era capitato, e la certezza di aver intrapreso la retta via.

2 Commenti

  1. mi fa piacere che esistono ancora giornalisti “veri”, senza redini e ne padroni, che scrivono la verita, e non per sentito “dire”, fanno informazione vera, prima di scrivere vanno sui luoghi dei fatti e dei misfatti. La storia mi ricorda, però, qualcosa o qualcuno…PER CASO IL RAGAZZO adesso SI è VENDUTO A QUALCUNO O A UNA B—–A ….ORA HA UN PADRONE? fammi saper PER CHI LAVORA IL RAGAZZO AVVELENATO NELLA STORIA…
    non immaginavo che nel mondo del giornalismo c’è tanto cinismo….

  2. Quel ragazzo è ancora lì a lottare per principi che si sono persi nel tempo…..che si sono fatti incantare dal canto delle sirene. Sì….è ancora lì cercando di far udire a chi non vuol udire…..di far vedere a chi si finge cieco…..di far capire a chi non vuol capire. E’ ancora lì pronto a metterci la firma….la faccia e molto di più……

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