Sala Consilina. Continuano le proteste per salvare il tribunale.

Antonio Citera

SALA CONSILINA – Dopo la manifestazione che due giorni fa ha portato in strada mille persone, occupando per più di due ore lo svincolo autostradale di Sala Consilina, cresce la voglia di far sentire sempre più la voce del territorio contro la soppressione del palazzo di giustizia. Sciopero ad oltranza degli avvocati, e altre proteste si prevedono per i prossimi giorni. Vedere i sindaci in prima fila a mani alzate di fronte ad uno schieramento di agenti in tenuta antisommossa, e addirittura affrontarli , ha spronato anche chi è stato sempre scettico a lottare per una causa comune. Tanti infatti i cittadini che il giorno dopo, sembrano pronti alla battaglia, decisi e convinti finalmente che il territorio è di tutti e va difeso da quelle che appaiono senza veli, decisioni scellerate che usurpano in maniera gratuita la dignità della persona. Lottare per difendere la giustizia, non permettere l’accorpamento  del tribunale a Lagonegro, significa innanzitutto  salvaguardare  l’etica di cittadino, l’uguaglianza di fronte ad una morale sempre meno propensa all’ esigenza della persona, basata su una economia da risanare a tutti i costi, senza guardare in faccia a nessuno. Ecco, in questa ottica va vista la difesa dei diritti, in un Paese che impone doveri , che  rimappa la geografia giudiziaria, senza tenere conto della geografia dei territori. Quindi lottare, difendere ciò che ci appartiene, questa sembra essere la strada finalmente intrapresa. Infatti si preannunciano  scioperi ad oltranza degli avvocati, altre manifestazioni, incontri, per sensibilizzare in maniera finalmente e speriamo definitiva la problematica soppressione tribunale, che se venisse attuata come qualche politico Lucano vuole, provocherebbe effetti nefasti per tutti i cittadini e gli operatori della giustizia che vedrebbero aumentare sensibilmente i tempi di definizione delle controversie, già spesso inaccettabili. Si finirebbe, in sostanza nella direzione diametralmente opposta a quella voluta dallo spirito del decreto legge “salva crisi”. Avrebbe ricadute gravissime non solo a livello economico, ma anche e soprattutto sul piano sociale e civile in un territorio come il Vallo di Diano e zone limitrofe snodo geografico e commerciale di grande importanza in tutta la Provincia. Si rischierebbe di vanificare tutto l’impegno che la società civile, l’associazionismo ed il volontariato hanno profuso per il consolidamento dei principi di legalità, giustizia, rispetto delle regole e democrazia . Il Palazzo di Giustizia, infatti, rappresenta quel presidio di legalità indefettibile in un territorio.- L’obbiettivo comune- ci dicono gli addetti ai lavori, è quello di salvare il tribunale, con ogni mezzo, rispettando le regole naturalmente-.  -Vogliamo far in modo che la nostra protesta sia la protesta di tutti- continuano- organizzando una grande manifestazione a Roma che unisca tutti i rappresentanti e i cittadini di tutte le sedi d’Italia che vivono la nostra stessa situazione- . Idee chiare dunque, protesta legittima che ben presto potrebbe interessare tutto lo stivale da nord a Sud.

 

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