il Quotidiano di Salerno

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Piazza della Libertà: parla Celano

Da Roberto Celano (cons.com.Salerno)

SALERNO – Il Sindaco di Salerno, con la stessa disinvoltura con cui per qualche mese ha annunciato che il “paventato” cedimento di piazza della Libertà non era altro che un semplice e normale “assestamento” tecnico che non destava, dunque, alcuna preoccupazione, annuncia ora la necessità di demolire parte dell’opera già realizzata.  L’annuncio appare “straordinariamente” rassicurante, quasi come se si trattasse di casualità comunemente riscontrabile nella realizzazione delle più faraoniche opere europee. Nulla, nemmeno una parola, il Primo Cittadino “proferisce” nel merito dei motivi del cedimento del manufatto e delle eventuali responsabilità….l’importante è che il Comune (a suo dire e nella speranza che così sia!) non ci “rimetta una lira”! Nei prossimi giorni, forse, apprenderemo dalla “bocca della verità” del primo Cittadino che la colpa sarà attribuibile ai cafoni, ai napoletani, ai camorristi, ai figli delle chiancarelle, ai pinguini o ad altri nemici di Salerno che, di volta in volta, individua per “scaricare” responsabilità dei disastri che, negli ultimi tempi, si stanno appalesando quale pesante eredità di un ventennio di dissennata amministrazione. E dopo che ai Consiglieri Comunali è stata negata perfino la convocazione della Commissione consiliare “urbanistica” ed una “ricognizione” nel cantiere, ora sarebbe il caso di fare chiarezza. Ci spieghino a cosa sia attribuibile il cedimento della piazza: ai lavori del Crescent, come, a quanto si legge su un quotidiano locale, sembrerebbe supporre un perito incaricato dalla ditta costruttrice? Ad errori di progettazione? Ad errori di esecuzione?  Non si può certo liquidare tutto annunciando la parziale demolizione dell’opera. La città ha il diritto di conoscere la verità, di conoscere i motivi ed i responsabili del crollo e, soprattutto, di sapere con certezza se la restante parte della piazza è sicura e non è stata realizzata con gli stessi criteri del “pezzo di opera” che andrà demolita. Cosa sarebbe accaduto, ci chiediamo, se il cedimento si fosse verificato in altro momento e, magari, sotto il peso di migliaia di persone riunite in occasione di un evento festoso? De Luca dovrebbe chiedere scusa alla città e trarne le conseguenze, non tanto per il cedimento della piazza, ma per le “fandonie” straordinarie, certificate e conclamate che dice ai consiglieri comunali, ai giornalisti ed alla città intera. Sono finiti i tempi del cabaret,  dell’avanspettacolo e della megalomania. Le difficoltà del momento e le disastrose condizioni in cui versa il comune di Salerno imporrebbero maggiore serietà  e senso di responsabilità.

 

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