San Matteo: da Forzoni un monito per Moretti

Aldo Bianchini

SALERNO –  Da molti anni ormai la festa religiosa del Santo Patrono di Salerno, San Matteo, si è trasformata in una sorta di squallida e indecorosa passerella per politici, politicanti, amministratori, affaristi e qualche camorrista ben celato tra le file dei personaggi “istituzionali e non” del territorio. Una indegna passerella che al di là delle statue portate a spalla ha fatto radicare, nell’immaginario della gente e dei fedeli, la convinzione che c’è anche una statua che cammina da sola: Vincenzo De Luca. Difatti è lui, dal 1995, il personaggio chiave della lunga processione che si snoda per le vie della città, partendo dal Duomo e ritornando nella Cattedrale. Manca solo che il sindaco fermi il corteo e salga sulla pedana dei portatori al posto del Santo Patrono, così il quadro sarebbe completo per le ovazioni della gente. Il precedente arcivescovo mons. Gerardo Pierro non è riuscito ad arginare lo straripante De Luca che, anche quando non era sindaco, sfilava per primo senza nessuno al suo fianco. Insomma, un’immagine da “basso impero” prodroma per l’idolatria di un totem la cui venerazione sprofonda nel più buio paganesimo possibile. Ci si aspettava dal nuovo arcivescovo, mons. Luigi Moretti, che riuscisse a ridare senso e logica ad una celebrazione, tutta religiosa, più contenuta negli aspetti puramente folcloristici e più rispettosa della fede. Niente da fare, almeno fino ad oggi; ha fallito miseramente e pesantemente anche Luigi Moretti. Un campanello d’allarme per la deriva in cui sta scadendo la celebrazione religiosa più importante della Città (e forse dell’intera provincia !!) l’ha lanciato Salvatore Memoli, consigliere provinciale, quando parlando nel corso dell’ultima conferenza stampa del PdL (quella sulle 21 opere incompiute di De Luca) ha raccomandato di non far scadere la festa religiosa del Santo Patrono a becera passerella folcloristica. Salvatore Memoli, ovviamente, non ha soltanto lanciato una sterile e allarmistica provocazione nei confronti del nuovo arcivescovo, ha anche suggerito una soluzione che appare saggia ed anche più suggestiva per l’immaginario della gente. In cosa consiste l’idea di Memoli: “Tutti i personaggi istituzionali della Città che intendono omaggiare San Matteo dovrebbero aspettare davanti le proprie sedi, con le rispettive delegazioni,  il passaggio della processione e del Santo Patrono”. Così che il Presidente del Tribunale, il Presidente della Provincia, il Sindaco, il Prefetto, il Questore ed altri potremmo vederli dinnanzi ai propri palazzi e sarebbe veramente una assoluta novità. Non so se l’arcivescovo Moretti avrà il coraggio di attuare una simile rivoluzione come fece quel sant’uomo del vescovo di Teggiano-Policastro, mons. Aldo Forzoni, durante la processione del Corpus Domini del 5 giugno 1969 nella piazza centrale di Teggiano. Da qualche anno il personaggio politico di spicco della zona, il compianto Enrico Quaranta, si arrogava il diritto di portare l’ombrello giallo del celebrante in processione. Ebbene quel giorno il vescovo Forzoni fermò la processione e invitò l’onorevole Quaranta a lasciare la presa dell’ombrello che spettava ad un uomo del clero perché quella era una festa religiosa. L’onorevole Quaranta, ovviamente, ci rimase male ma lasciò il manico dell’ombrello nelle mani di un sacerdote all’uopo indicato. Le cronache del tempo raccontano che il vescovo Forzoni il 23 aprile del 1970 (dieci mesi dopo il fattaccio !!) fu promosso e spedito a curare i fedeli nella curia di Apuania; le malelingue dicono che si era trattato di un segno del potere di Quaranta. Chissà!! Il fatto certo è che da allora l’episodio non si è mai più ripetuto e i successivi vescovi, Altomare – Schettino – Tamburrino – Spinillo e De Luca, hanno dormito sonni tranquilli. Ebbene, l’arcivescovo Moretti faccia un piccolo sforzo, si sacrifichi sull’altare della fede e scacci i politici dalla processione (come ha suggerito Salvatore Memoli). Poi si vedrà, anche perché i tempi rispetto agli ’60 sono molto cambiati e le vendette spesso non arrivano.

3 thoughts on “San Matteo: da Forzoni un monito per Moretti

  1. A Bianchì, statte bono, nun te sgolà, tanto nessunto te se fila. E per fortuna…… , Ormai sei der passato. Saluti.
    Giulio

  2. Caro Direttore,è auspicabile per me e molti altri,avere dei giornalisti “liberi” come lei. Al romanaccio dò un suggerimento: ci risparmi i suoi stupidi commenti,si dia all’ippica,

  3. I politici dietro la statua del Santo patrono di Salerno?

    Che ridere…, leggendo la storia di Salerno dal risorgimento ad oggi, si scoprono delle notizie e dei fatti eclatanti.
    Appena arriva Garibaldi a Salerno e l’avvento di Matteo Luciani sindaca della città, si ebbe la brillante idea di VIETARE la processione del Santo Patrono.
    Questo accadimento, la sospensione della processione di S. Matteo è durata per lunghissimi anni.
    Lo leggiamo dai resoconti e le proteste dell’allora Vescovo Primate di Salerno Monsignor Salomone( arcivescovo di Salerno dal 1857 al 1872).
    L’”ottimo”(?) Matteo Luciani, liberale dichiarò che le manifestazioni in ossequio a San Matteo ed ogni altra manifestazione religiosa pubblica erano tollerate solo……. all’interno dei loro recinti…..in quanto queste manifestazioni erano denunciate come forma di “fanatismo della Plebe” e evento retrograde che avrebbero offeso l’intelligenza dei salernitani che vedevano nel Nuovo Corso (risorgimento Italiano) la rinascita della Nazione.
    Infatti Matteo Luciani, in replica alla supplica del Arcivescovo di Salerno Mons. Salomone fatta al prefetto della nostra città, scriveva:
    “Sento il debito di manifestare alla S.V.Ill.ma che la completa separazione tra le solennità civili e religiose è un fatto ormai entrato nelle abitudini di questa popolazione, la quale da vari anni(eravamo nel 1867) è avvezza a vedere queste ultime non stendersi al di là del recinto dei templi. Questa sola considerazione basterebbe a dimostrare con quanta maturità di senno la S.V.ill.ma esprime la volontà di non voler permettere una innovazione che nel campo delle civiltà seguirebbe un regresso. Dopo ciò credo inutile accennare le eventualità che la processione per le strade potrebbe far nascere,ove un fatto qualunque mettesse in urto il fanatismo della plebe con l’indifferenza con la parte colta del Paese.”
    Tratto dal libro La Chiesa salernitana nel Risorgimento tra Rivoluzione e controrivoluzione; ed controcorrente scritto da P. C. pag.57.
    Vedere oggi tanti i politici fare la corsa dietro le Sacre Rappresentazioni, mi vien da dire ….caro “San Matteo pensaci Tu! ”
    In bocca al lupo.

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