PARCHI NAZIONALI: è allarme degli ambientalisti

Luciano Focilli

ROMA – Le maggiori Associazioni ambientaliste denunciano un gravissimo colpo di mano della Commissione ambiente del Senato sulla riforma della Legge quadro sulle aree naturali protette. Con il parere favorevole sull’atto del Governo n.527 si è infatti introdotta la previsione di una radicale modifica della composizione dei Consigli direttivi degli Enti Parco prevedendo una composizione di 6 o 10 membri in relazione al numero dei Comuni presenti ed una composizione dei Consigli con la metà dei componenti designati dalla Comunità del Parco (praticamente i Comuni) e l’altra metà su designazione delle Associazioni ambientaliste e delle Associazioni agricole, con la scomparsa dei rappresentanti del mondo scientifico e dei Ministeri competenti. Per  FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Touring Club e WWF Italia, si tratta di un autentico colpo di mano da parte della Commissione ambiente del Senato che stravolge i delicati equilibri della rappresentanza tra interessi generali nazionali ed interessi locali garantiti fino ad oggi dalla Legge quadro sulle aree naturali protette n.394 del 1991. L’ingresso dei rappresentanti delle Associazioni nazionali degli agricoltori a discapito del mondo universitario e delle Associazioni scientifiche farebbe prevalere inevitabilmente gli interessi di un particolare settore economico rispetto all’interesse generale della conservazione del nostro patrimonio naturale, missione esclusiva degli Enti parco nazionali. Allo stesso tempo l’eliminazione dei rappresentanti dei Ministeri con l’esclusiva presenza di rappresentanti dei Comuni o altri Enti Locali sposterebbe ulteriormente gli equilibri verso gli interessi locali dei territori protetti, marginalizzando l’indispensabile ruolo nazionale dei Ministeri competenti. Per le sette Associazioni ambientaliste le indicazioni  della Commissione ambiente del Senato sono un autentico colpo di mano, perché si cerca negli ultimi giorni utili prima della fine della Legislatura d’introdurre modifiche della Legge quadro 394/1991 per decreto dopo la controversa discussione su proposte di legge con analoghi contenuti sulle quali si erano già riversate le aspre critiche del mondo ambientalista.  Le Associazioni auspicano a questo punto una opportuna correzione di rotta da parte della Commissione ambiente della Camera che recuperi le uniche proposte sulle quali vi era già una sostanziale condivisione.  FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Touring Club e WWF Italia chiedono a deputati della Commissione ambiente della Camera la trasmissione del parere positivo sull’atto del Governo n.527 in esame riprendendo l’impostazione prevista dalla PdL n.4240 – B, relativa a “Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e altre disposizioni in materia ambientale”, la cui discussione ed approvazione è ormai impossibile in relazione al termine anticipato della Legislatura. In particolare le Associazioni chiedono di sostenere una composizione dei Consigli direttivi dei Parchi nazionali con sei rappresentanti di cui tre esperti di provata competenza nella conservazione della natura indicati dalla Comunità del Parco (essenzialmente i Comuni), un esperto indicato dall’ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale), un esperto indicato dal Ministero dell’Ambiente ed un esperto indicato dalle Associazioni ambientaliste. Questa composizione dei Consigli direttivi degli Enti Parco nazionali consentirebbe la soluzione rapida di un problema urgente relativo al mancato rinnovo dei Consigli direttivi scaduti da tempo e definisce una norma che consente il recepimento di provvedimenti per la riduzione della spesa pubblica che imponevano la riduzione del numero dei componenti i Consigli direttivi, garantendo il principio della maggioranza della rappresentanza degli interessi nazionali rispetto alle designazioni da parte degli Enti Locali. Le proposte di modifiche alla Legge quadro sulle aree naturali protette relative alla sola composizione dei Consigli direttivi sono giustificate dall’esigenza di assicurare un’efficiente gestione degli Enti Parco e risolvere alcuni problemi urgenti determinati dal mancato rinnovo degli organi di gestione già scaduti ed in prospettiva la difficoltà a provvedere al rinnovo per quelli in scadenza nei prossimi mesi. Se la Commissione ambiente della Camera dovesse condividere le osservazioni presentate dai colleghi del Senato si scriverebbe una brutta pagina per la conservazione della natura nel nostro paese, con una proposta di soluzione dei problemi di gestione dei parchi che in prospettiva aggraverebbe invece ulteriormente la situazione attuale già critica.

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