il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Cemento/19: Zitarosa e l’ allarme appalti !!

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Un notizia apparsa nei giorni scorsi su un quotidiano mi ha, più che sorpreso, meravigliato. <<L’allarme Zitarosa: “Appalti con eccessivi ribassi e vinti sempre dagli stessi”>>, questo il titolo pubblicato all’indomani dell’ultimo Consiglio Comunale di Salerno, quello tenutosi venerdì 31 maggio 2013. Oltre al titolo la cosa che mi ha meravigliato di più è stato l’attacco del pezzo tutto teso ad enfatizzare la “grande scoperta” fatta da Giuseppe Zitarosa, consigliere comunale di lungo corso ma alla eterna ricerca di se stesso, o per meglio dire della sua identità di appartenenza politica in maniera convinta. Un pezzo così presuppone che anche il collega, oltre al consigliere, sia rimasto di stucco di fronte alla scoperta dell’acqua calda. Difatti, mentre assolvo il collega per la sua giovine età, mi sono subito chiesto dove mai fosse vissuto fino ad oggi il consigliere comunale Giuseppe Zitarosa (che conosco molto bene per la sua integrità morale) per non essersi accorto che da sempre in materia di appalti di lavori o forniture pubbliche accade sempre la stessa cosa, cioè che vincono sempre gli stessi. Vincono, ovviamente, in maniera ciclica e per determinati periodi di tempo sulla base degli accordi politici e delle variabili di maggioranza e minoranza. Così accade al Comune di Salerno, alla Provincia, ed in tutti gli Enti locali. Ma accade anche nella sanità pubblica; per decenni determinati ingegneri hanno sempre progettato le strutture e la loro manutenzione, alcune specifiche ditte hanno sempre effettuato le forniture, così come i tecnici di fiducia dell’ex ministro Conte (Galdi e Amatucci) si aggiudicavano sempre sia le progettazioni di massima che quelle esecutive. Per i primi nessuno si meravigliò, per i secondi sembrava che fossero gli unici artefici del male.  Se ci si sorprende per l’uscita di Zitarosa e per la sua scoperta “sulla via di Damasco” significa ignorare la storia e la realtà; se invece ci si meraviglia per l’uscita fuori tempo e fuori luogo del consigliere, allora vuol dire essere con i piedi per terra. La vittoria degli stessi è, quindi, una costante comune a tutte le epoche politiche con una piccola, ma significativa, variante; prima gli accordi venivano fatti a livello di partiti politici che dopo aver effettuato l’elencazione di tutti i lavori e di tutte le forniture chiamavano i “gruppi imprenditoriali” per la spartizione come da manuale cencelli; ora sono le imprese che si riuniscono tra loro, indicano un capofila o una testa di cuoio, e partono alla conquista degli appalti e delle forniture. Per fare ciò, ovviamente, cercano le intese non con i partiti ma con questo o quel “personaggio politico” che più di altri può garantire l’appannaggio degli appalti o delle forniture. In pratica non esiste più “un sistema perequativo” in grado di accontentare tutti e tenere tutti buoni. E’ sufficiente guardare cosa è accaduto e sta accadendo per l’inchiesta denominata “Due Torri” (quella per i lavori pubblici messi a gara dalla Provincia di Salerno) in cui un piccolo imprenditore della provincia, Luigi Di Sarli, è stato in pratica accusato dai “pesci grossi” di aver pilotato tutte, o quasi, le gare di appalto. Nella realtà, probabilmente, è accaduto il contrario; cioè che Di Sarli sia stato utilizzato come lo specchietto per le allodole utile a coprire i cosiddetti pesci grossi che nella rete sono, comunque, caduti ma per reati di gran lunga inferiori e facilmente superabili in dibattimento. Ecco, di questi aspetti delle gare per l’attribuzione dei lavori pubblici si doveva giustamente lamentare Giuseppe Zitarosa il quale, sul piano della denuncia politica, aveva il dovere di mettere in risalto anche un altro inquietante aspetto della vicenda. Alludo al rapporto esistente tra la magistratura e le indagini su questi grandi mercimoni rappresentati dai lavori pubblici e dalle forniture. Difatti, almeno negli ultimi venti anni, appare una diversità di azione, una sorta di doppiopesismo nell’indirizzo e negli obiettivi delle indagini pur sempre rispettabili. Per come la vedo io, ma posso anche sbagliarmi, è su queste tematiche di carattere politico-generale che l’attenzione di un consigliere comunale si deve soffermare. Sparare nell’aria la scoperta che gli appalti vengono vinti sempre dagli stessi è come sparare a salve in una nuvola fumosa.

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