il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

“CANE DI RITORNO” : IN MANETTE QUARANTENNE SANZESE.

Antonio Citera 

Un uomo di Sanza di circa quarant’anni, è finito in manette per estorsione nei confronti di un allevatore di Sassano. I fatti risalgono allo scorso 15 giugno quando da un allevamento di cani di Sassano, sparisce un segugio maremmano, un cane di prestigio del valore di alcune migliaia di euro. Il titolare dell’allevamento, denuncia il fatto ai carabinieri di Sassano che predispongono controlli specifici per risalire agli autori del malaffare. Giorni di buio sulla vicenda fino a quando una telefonata inaspettata raggiunge l’allevatore sassanese. “ SE VUOI IL TUO CANE DEVI DARCI 1400 EURO”. L’uomo, sgomento da quando appreso, ha subito accettato lo scambio. L’appuntamento è stato fissato  per il giorno 23 giugno nei pressi del cimitero di Buonabitacolo. Tutto sembrava filare liscio per  l’estorsore, che aveva inscenato la famosa tecnica del “cavallo di ritorno” sicuro di farla franca e di impossessarsi senza sudore della cifra pattuita. Ecco allora che nel pomeriggio del giorno stabilito le due parti in causa fanno lo scambio, il cane alla vista del padrone si è illuminato correndogli addosso quasi in un abbraccio fraterno.  Tutto proseguiva secondo i piani ma la sorpresa è sempre dietro l’angolo, infatti dopo qualche minuto ecco irrompere i carabinieri (avvisati tempestivamente) che in flagranza di reato e con ancora i soldi dal profumo sporco ben custoditi nella tasca anteriore del pantalone, hanno tratto in arresto l’uomo di Sanza che non ha potuto far altro che confessare . Lo stesso, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari. Questa la cronaca di una triste vicenda che porta per l’ennesima volta il nome di Sanza alla ribalta della cronaca nera. Un fatto grave, sconsiderato, privo di logica. Una vicenda dal sapore aspro, che ci catapulta in uno scenario oscuro senza alcuno spiraglio di luce, tanti, troppi i furti che nell’ultimo periodo si manifestano in tutto il Diano, pochi, pochissimi i controlli sul territorio, quasi a testimoniare l’abbandono. La colpa di chi è? Non siamo noi a dare sentenze, ma possiamo solo riportare lo stato dei fatti, la cronaca di un’oasi che sta morendo, scippata di tutto e finanche della dignità. Oggi la fortuna ha sorriso in faccia, chi ha commesso il misfatto si è auto tradito con una telefonata, ma tanti i casi in cui la soluzione viene abbandonata tra le grinfie della sorte che spesso non guarda in faccia a nessuno.

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.