SCUOLA: dopo la tempesta … il “Tasso” dorme come un ghiro

 

Aldo Bianchini

SALERNO – <<Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina,
tornata in su la via, che ripete il suo verso. Ecco il sereno rompe là da ponente, alla montagna; sgombrasi la campagna, e chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato risorge il romorio, torna il lavoro usato
>>. Tutti conosciamo i versi del mitico XXIV canto di Giacomo Leopardi dal titolo “La quiete dopo la tempesta”; quante volte questi versi sono stati letti e riletti nelle austere ed ampie aule del Liceo Classico più famoso di Salerno; quanti studenti hanno pianto lacrime amare perché non riuscivano ad interpretare ed a spiegare l’essenza di detti versi; quanti professori (con la “P” maiuscola) hanno bacchettato, educato, spronato, coinvolto anno dopo anno gli allievi dall’alto della loro autorevolezza. Nelle aule del Tasso di Salerno non volava una mosca, la disciplina e l’ascolto erano cose sacre, l’ordine un fatto acquisito come normalità almeno fino sulle scale, anch’esse prestigiose, della scuola altamente blasonata. Quasi tutti i cervelli, la cosiddetta “intellighenzia” dei nostri giorni è passata per il Tasso. Almeno fino a quando tanti altri istituti scolastici hanno sfornato le maturità obbligatorie per i successivi e consequenziali 18 politici all’università; purtroppo nella società civile di oggi anche questi sessantottini da strapazzo hanno trovato, grazie ai partiti politici, la loro identità nel golgota del potere. Tutte domande che rimarranno senza risposte. Difatti sembra essere già tornata la quiete dopo la tempesta e la stampa locale ha subito abbandonato la triste storia della ragazza che si è sentita male o ha fatto solo finta di sentirsi male e del preside che non le ha subito concesso il permesso di andare via dalla scuola. C’è voluto, purtroppo, l’intervento del 118 a far da paciere prima ancora che da soccorritore. E la storia, almeno per ora, sembra finita nell’oblio della dimenticanza; salvo a riprenderla semmai ci saranno altre notizie da prima pagina con denunce e querele che potranno lavare l’onta di un’offesa ma mai arrivare alla genesi del problema. Perché il problema c’è e come; ma nessun giornale si è permesso il lusso di abbozzare il benché minimo approfondimento su quella che, a parer mio, è la notizia delle notizie: “nel mese di maggio 2013 c’è stata al Tasso una fuga dalle lezioni con una media di cinquanta studenti al giorno”. Incredibile ma vero, il dato è stato pubblicizzato dagli stessi Organi scolastici nel tentativo di difendersi dalla “presunta cavolata” di non concedere alla ragazza di lasciare le lezioni nella mattinata di martedì 4 giugno al primo insorgere del presunto malore. Incredibile ma vero, uno dei più antichi licei d’Italia ridotto alla stregua di una scuola di avviamento (senza offese per quelle scuole !!) con allievi che entrano ed escono a loro piacimento. Di certo si staranno rivoltando nella tomba il fondatore Gioacchino Murat (a.d. 1811), il preside Giuseppe Zito che nel 1925 propose al Comune la costruzione dell’attuale sede, il cav. Lojacono (sottosegretario alle comunicazioni del governo fascista) che nel 1932 inaugurò la sede di oggi e gli architetti progettisti Michele e Luigi de Angelis; la loro opera, il loro capolavoro travolto da quattro ragazzetti dopo circa due secoli di splendore e di immagine positiva. Dov’è finita, si chiedono probabilmente nelle rispettive tombe, la grande autorevolezza dei dirigenti e dei docenti che nell’arco di due secoli si sono avvicendati alla guida del prestigioso Istituto ? Nella polvere di una radicale e, forse, inarrestabile trasformazione per colpa, probabilmente, di dirigenti e di docenti senza più autorevolezza e capacità culturale, cose che possedevano a quintalate tutti quelli del passato anche recente. Insomma quasi come un “tasso” (attivo, iperdinamico, pensatore, propositore …) che si trasforma in un “ghiro” pronto a lunghi periodi di letargo nell’attesa di un possibile e significativo risveglio. L’ho già scritto ma è necessario ripeterlo; fossi nei panni dei dirigenti e dei docenti di quell’Istituto mi chiederei perché piano piano la scuola, la loro scuola, è lentamente ma inesorabilmente scivolata sempre più nel degrado culturale e nell’apatia generale come fosse una scuola qualsiasi. Non è così, il Tasso non è una scuola normale, non è soprattutto una scuola per chi ha poca voglia di studiare. Qualche anno fa Lucia Annunziata dichiarò in tv che con Michele Santoro aveva frequentato il Liceo Tasso di Salerno, lei ci era rimasta fino alla fine mentre Santoro era stato costretto ad emigrare verso il nascente Liceo De Sanctis. La differenza tra il Tasso e tutti gli altri licei del territorio campano e nazionale, forse, stava proprio tutta nella dichiarazione dell’Annunziata, adesso non più, perchè ad onor del vero è necessario affermare che il De Sanctis da tempo ha superato il Tasso e che questa parabola discendente del liceo di Piazza San Francesco non è stata mai valutata nella giusta misura e nessuno si è preoccupato di studiare le necessarie contromosse. Tutti si sono illusi e beati di poter vivacchiare sulle glorie passate. E sono stati puniti, semplicemente ma con crudeltà. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per risalire la china.

3 thoughts on “SCUOLA: dopo la tempesta … il “Tasso” dorme come un ghiro

  1. Caro Direttore, come sempre analisi lucida, equilibrata che va al nocciolo della vera questione. Anche l’editoriale di ieri ha messo in risalto il vero problema. Saluti e buon lavoro a tutta la redazione.

  2. Caro Aldo,

    condivido la tua analisi , ma la questione non riguarda solo il prestigioso liceo ” Tasso”, ma l’istituzione scolastica in generale e la mia riflessione scaturisce dal mio osservatorio privilegiato , quello di insegnante .La richiesta di uscita anticipata proviene sempre dai genitori, mai dagli alunni, perché sono i genitori a consentire certi comportamenti ; un tempo la scuola era sacra, i docenti erano rispettati da allievi e famiglie ed erano considerati anche un modello , io al tempo del liceo ammiravo i miei insegnanti e desideravo, un giorno, poter svolgere quel lavoro . Oggi nessun giovane ha come aspirazione quella di esercitare la professione docente , perché il modello di valori imperante non pone la cultura e la formazione al primo posto, ma il denaro, il potere , il facile guadagno , per cui la scuola viene vissuta non come un’occasione di crescita e arricchimento, ma un tempo necessario da subire . Questo è il messaggio che le famiglie trasmettono ai figli ed é per questo motivo che si richiede l’uscita anticipata, perché non si attribuisce importanza al fatto di perdere ore di lezione, c’è altro da fare, lo sport, lo shopping, il fine settimana, c’è l’arroganza con cui i genitori si rapportano con i docenti, quando entrano nel merito delle valutazioni di profitto e di condotta. Io insegno in un Istituto professionale cittadino e devo dire che nel mio istituto non ci sono problemi di questo tipo , le richieste di uscita anticipata sono rarissime e vengono concesse solo dietro adeguata motivazione. Nel mese di maggio basta una semplice circolare per dichiarare questo divieto, senza alcuna possibilità di deroga . Nessuno protesta, sebbene i nostri alunni siano pendolari , forse dipende dal fatto che nelle famiglie più semplici si attribuisce maggior valore all’istituzione scolastica

  3. Non posso che testimoniare la buona gestione del Liceo Ginnasio Tasso, sia da parte del corpo docente che del sig.Preside . L’Istituzione ha assurto in questi anni vette di eccellenza pur in un contesto globale più vasto di difficoltà per il mondo della Scuola.

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