il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Bike Sharing: da New York al rione Petrosino !!

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Agli inizi dello scorso mese di luglio mi trovavo a New York, nella mitica Times  Square, ed ero intento ad espletare la quasi complicata procedura (almeno per me !!) con carta di credito per ritirare una “bike sharing”  con la quale poter attraversare in lungo e in largo tutta la piazza e gli spazi ad essa collegati. All’improvviso mi sento chiamare dalle spalle, lì a New York ad oltre seimila chilometri di distanza da Salerno, mi giro e vedo il volto amico di G.I.. Faccio in tempo ad estrarre la bicicletta e subito ci abbracciamo, vedersi in  terra straniera fa sempre un certo effetto. Pochi convenevoli e poi gli dico che voglio provare l’ebrezza della bike-sharing che vedo per la prima volta. Fa un sorriso e dice: <<Mi meraviglio di te, non sei informato, vedi che fra pochi giorni anche Salerno sarà dotata di bike-sharing e potrai gustare a casa nostra le bellezze della Salerno che non conosciamo, anzi da noi le bike saranno più moderne ed anche assistite con un’autonomia di diverse ore, quindi ti stancherai di meno>>. Ha ragione, mi viene in mente di aver visto i lavori di installazione delle rastrelliere, ma non avevo dato eccessivo peso alla cosa. Mi viene, però, in maniera spontanea da dirgli che sicuramente a Salerno ci saranno problemi di quantità delle biciclette, basta solo pensare che a Manhattan pur essendoci oltre cento rastrelliere ci sono problemi di tempo per riuscire a prelevarne una. E lui, più con tono sarcastico che offensivo, mi risponde: <<Guarda se non trovi la bicicletta disponibile sarà sufficiente andare al Rione Petrosino, lì certamente ne troverai una>>. Parole profetiche, quasi come se il mio amico avesse voluto intendere che Salerno non è New York, che a Salerno certamente le bike non avranno vita facile e che se qualcuno avesse rubato qualche bicicletta le forze dell’ordine le avrebbero recuperate sicuramente al Rione Petrosino. Non che nel Rione Petrosino ci siano solo delinquenti, anzi per quel che mi riguarda c’è la stragrande maggioranza di persone perbene ed educate, ma ciò non toglie che l’immagine molto brutta di quel rione abbia scavalcato addirittura l’oceano Atlantico. Capisco anche che da molti anni a questa parte quando si parla di quel rione nell’immaginario collettivo scatta subito l’effetto poco lusinghiero di identificarlo come un <<luogo malfamato in cui si è concentrata tutta la malavita salernitana>>. Sarà pure un luogo comune, una diceria metropolitana, ma vivaddio la bike sharing rubata è stata ritrovata, guarda caso, nell’androne di un palazzo del Rione Petrosino: Mariconda, Pastena. Mercatello, Torrione, Via Ligea, Fratte, tutte località che nel corso degli anni sono state indicate, in successione, come località pericolose, adesso impallidiscono al cospetto del nuovo rione che si arrampica su per la collina di Giovi.  La bike rubata, purtroppo, era lì al Rione Petrosino quasi a simboleggiare la pericolosa predominanza di quel rione rispetto a tutta la Città. Una città che è, comunque, rimasta attonita di fronte all’accaduto. Con tutta la buona volontà del sindaco (Vincenzo De Luca), dell’assessore ai trasporti (Luca Cascone) e della Renergo Energy, a Salerno anche le belle idee e le cose di una certa limpidezza turistica devono fare a cazzotti con l’assoluta sfrontatezza di pochi e ben individuati malavitosi abituali e delinquentucci di giornata (che sono anche più pericolosi dei primi). In tempi andati bastava citare il “Vicolo dei Barbuti” per significare che tutte le <<puttane>> di Salerno si trovavano lì; non era proprio così. La stessa cosa dicasi per il Rione Petrosino, non tutti i delinquenti di Salerno stanno lì; anzi è possibile che qualcuno sfruttando la brutta immagine del rione abbia potuto portare fin li la bici rubata per scaricare su quella gente colpe che non ha. La realtà ci dice che in nessuna altra parte del mondo è mai accaduto che venga rubata una bike-sharing, a Salerno sì, e manco a dirlo la bici rubata è stata ritrovata nell’androne di un palazzo del Rione Petrosino. Che brutta e sconvolgente immagine per una comunità che nella sua stragrande maggioranza è serena e pacifica. A tutti questi lancerei un appello alla legalità; tutti insieme, così non si rischia, facessero fronte comune contro la delinquenza organizzata e quella occasionale e sempre tutti insieme denunciassero gli episodi di criminalità o di microcriminalità che accadono sotto i loro occhi, nel loro quartiere, nei viali del parco, nelle scale dei loro condomini. Soltanto così l’incantevole Rione Petrosino potrà ritornare allo splendore immaginato da chi l’ha progettato e costruito. Ritornando a New York, con il mio amico GI ci demmo appuntamento dopo qualche ora nel planetario Hard Rock Cafe di Broadway per parlare, ovviamente, un po’ della nostra Salerno e del fatto che ogni città è fatta essenzialmente dai suoi cittadini e non certamente dalle opere pubbliche e private; le aspirazioni europee e mondiali di Salerno sono purtroppo ancora molto lontane dalla realtà, almeno così come appaiono viste da lontano, dalla mitica Grande Mela.

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