il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Furti nei cimiteri del Vallo di Diano.

 

Antonio Citera

 VALLO di DIANO – Oltraggio alla memoria, ladri senza scrupoli varcano il cancello del sacro e portano via il  sigillo del ricordo di una persona cara. A Sanza cappelle blindate per paura di subire l’ennesimo misfatto. Sono tanti i furti che negli ultimi tempi si consumano nei cimiteri del Vallo di Diano, molti infatti, a detta degli stessi carabinieri non vengono nemmeno denunciati ma, il fenomeno è in continua crescita. Statue, vasi, oggetti sacri perfino  i fiori e  tutto ciò che è rivendibile in un mercato clandestino che, secondo gli esperti gode di ottima salute, è oggetto del desiderio di ladri , che nelle ore notturne si intrufolano nei cimiteri e consumano il loro reato. Un fenomeno tenuto sotto osservazione dalle forze dell’ordine che monitorano quotidianamente il territorio ma, evidentemente tutto cio non basta. Un reiterarsi di episodi che desta preoccupazione tra i cittadini, già provati dalle numerose bande di topi di appartamento che saccheggiano il territorio da nord a sud. Ladri specializzati forse o, semplicemente persone senza scrupoli che pur di rivendere a pochi euro l’oggetto trafugato, si esibisce in un macabro misfatto.  Di mira negli ultimi periodi sono stati presi i cimiteri di Sala Consilina, di Padula e, anche di Sanza, infatti proprio a Sanza qualche tempo fa in una cappella di famiglia, sono stati portati via alcuni oggetti sacri, un susseguirsi di furti  che ha costretto i proprietari della stessa  quasi a blindare la porta d’ingresso incatenandola con un grosso lucchetto. Una situazione paradossale spinta dal rimorso di una libertà e una tranquillità che viene negata anche ai morti.   L’esperienza del lutto ci fa toccare con mano la fragilità e la temporalità del vivere umano. Il desiderio di non perdere il ricordo e il vissuto di un affetto affidato alla terra, porta chi rimane a visitare e curare il luogo di sepoltura che cela quanto resta  della persona amata. Questa espressione d’affetto, come poteva avvenire quando in vita, si manifesta spesso mediante il dono di un fiore posato sulla tomba. Quanti vivono questo “donare” vengono feriti nel loro intimo quando scoprono di essere stati “derubati” di questo gesto. E’ un’esperienza vissuta da tante persone che quotidianamente si recano  nei cimiteri del Vallo di Diano che, si sentono come  “visitati” da un ladro in casa propria. Evidentemente coloro che compiono il furto di un fiore o di qualsiasi oggetto dalla tomba si rivelano incapaci di cogliere la sacralità del luogo, la nostalgia, la speranza e, la sensibilità di quanti lo frequentano con sofferenza.

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