il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

GIURISPRUDENZA: i giudici e l’università … quali incompatibilità ?

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Salerno ha approvato  l’impegno di spesa per liquidare i compensi (poche centinaia di euro a testa !!) spettanti ai professori a contratto per l’insegnamento svolto nell’anno accademico 2011-2012. Tra questi il magistrato del TAR-CAMPANIA, Sezione di SALERNO, Gianmario Palliggiano, titolare di ”diritto dell’ambiente” presso l’ormai ex-Facoltà di Giurisprudenza. Questa la notizia utile per capire l’accostamento di tanti magistrati all’università e di come spesso gli stessi magistrati possono cadere in un significativo “conflitto d’interesse” che dovrebbe valere per tutti e non soltanto per l’uomo di Arcore. Ma ne vale la pena rischiare un conflitto d’interesse per così poco ? Dal punto di vista economico certamente no. Da quello del prestigio e della carriera, evidentemente sì. Ma, se vogliamo essere critici asettici, dobbiamo anche dire che questi accostamenti valgono ancor più per gli studenti beneficiari di sicura professionalità e competenza, come è quella conclamata del giudice Palliggiano e di tanti altri docenti. Già nell’anno accademico 2009-2010, e quasi certamente negli anni immediatamente successivi (certamente nel 2011-2012), il giudice Palliggiano ha ricoperto analoghi incarichi di insegnamento presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno. E, oltre a quello di Diritto dell’Ambiente, anche il più prestigioso e ambito incarico di Diritto Amministrativo presso la Scuola di specializzazione professioni legali di quella stessa Facoltà di Giurisprudenza della nostra Università. Dal 2004 è entrato, infine, nei ruoli della magistratura amministrativa. E’ anche Cultore di Istituzioni di Diritto Privato presso l’Università privata telematica “Pegaso”. Orbene, il 4 aprile e il 18 luglio 2013, nella qualità di giudice estensore il prof. Gianmario Palliggiano, unitamente ai colleghi Antonio Onorato (Presidente) e Giovanni Grasso, rigettava in una breve sentenza tutta una serie di ricorsi e motivi aggiunti presentati da un collega docente universitario ricorrente in servizio nella stessa Facoltà di Giurisprudenza. Quel docente era stato a suo tempo coinvolto in una vergognosa vicenda diffamatoria per la quale, guarda caso proprio il 4 aprile dello scorso anno, la mannaia del Tribunale Civile di Napoli si abbatteva impietosamente contro l’attuale direttore del TG-1 Mario Orfeo (già Direttore de IL MATTINO di Napoli), e tre suoi giornalisti della redazione salernitana dell’epoca (Manzo, De Silva e Napoli). Mancata impugnazione delle sentenza per diffamazione e/o altro per tutti loro e per la SpA IL MATTINO della potentissima famiglia Caltagirone, con conseguente indennizzo risarcitorio e pubblicazione della inattaccabile sentenza passata in giudicato sin dal primo grado di giudizio. Nel 2010, e pare anche prima, quello stesso docente aveva fatto ricorso anche in sede amministrativa, oltre che civile e penale, per tutta una serie di violazioni di legge all’epoca documentate, a carico del Preside, poi deceduto, della Facoltà di Economia dell’Università. Non a caso il GIP del Tribunale Penale di Salerno dott. Attilio Orio aveva disposto la convocazione in qualità di imputato di quel Preside di Facoltà, avendo condiviso le ipotesi accusatorie rilevate per più reati penali messi insieme. Ad esempio, la sostituzione del docente dalla presidenza della propria commissione di esami universitari via via con: a) pensionati delle scuole statali, b) una maestra elementare, c) docenti di altre aree disciplinari ben diverse rispetto a quella di afferenza del docente ufficiale, d) addirittura con una ricercatrice a sua volta indagata.  Insomma, tutta una serie di violazioni che nessun Preside di Facoltà di qualsiasi Università pubblica o privata o telematica si sognerebbe di attuare, pena il ridicolo e ovvie denunce per abuso di potere e/o quanto altro. Nella loro sentenza dello scorso anno, invece, i giudici del TAR-Campania, Sezione di Salerno (giudice Palliggiano, in particolare, in qualità di estensore), hanno ritenuto che, dal punto di vista amministrativo almeno, non sussistessero quegli stessi presunti abusi rilevati dal GIP e, quindi, che l’allora Preside della Facoltà di Economia di Salerno avesse agito legittimamente nel sostituire il docente ricorrente. Perché? Ad esempio, perché all’epoca a sua volta indagato. Sostituito da chi? Da una ricercatrice a sua volta indagata! Due pesi e due misure?  Questa vicenda è, quindi, molto più complessa di quanto possa sembrare a prima vista. E, fermo restando l’autonomia delle varie Magistrature, riteniamo che la sentenza del TAR-CAMPANIA, Sezione di Salerno vada approfondita in maniera dettagliata, sia dal punto di vista del merito, sia della opportunità che fosse proprio quel magistrato ad estenderla. Non sono in discussione l’onestà e la correttezza di chicchessia, tanto più di quei giudici amministrativi del TAR-CAMPANIA da noi citati e, in particolare, del giudice prof. Gianmario Palliggiano. Ma, dal punto di vista dell’opportunità, se non altro, quel Giudice Estensore avrebbe fatto meglio, molto meglio, ad astenersi e a rimettere l’incarico nelle mani di un probabilmente ignaro Presidente del Collegio Giudicante.  E ciò perché, per quanto docente a contratto, il giudice Palliggiano ha comunque giudicato due colleghi in servizio nella stessa Facoltà di Giurisprudenza (ora Dipartimento) e negli stessi anni in cui lui stesso svolgeva un incarico di insegnamento.   Insomma, un Collega (sebbene a contratto e che svolge le medesime funzioni !!) si è ritrovato a dovere giudicare altri due colleghi, per giunta parti in causa su posizioni reciprocamente e nettamente contrapposte nella delicatissima vicenda oggetto del contendere. Possibile che nessuno lo sapesse, che nessuno se ne sia accorto, che nessuno lo abbia segnalato a chi di dovere? Possibile in una città in cui tutti sanno di tutti, specie là dove aleggia il potere? La vicenda merita un doveroso approfondimento, nel merito, soprattutto nel merito. Anche perché ripropone l’annoso problema della opportunità del conferimento degli incarichi esterni ai magistrati di tutte le categorie (amministrativo, civile, contabile, penale). Ma questo è un fatto generale che prescinde da questa vicenda. Basta leggere le cronache di ieri, di oggi e di sempre!

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