il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Università: morte e sicurezza (5), dal terminal a piazza ferrovia

Aldo Bianchini

SALERNO – Nelle precedenti puntate di questa inchiesta giornalistica ho parlato del concetto di sicurezza, del concorso di distrazione, degli avvisi di garanzia e della scena dell’incidente; su tutte queste cose sta lavorando alacremente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore (pm Amedeo Sessa) e presto, credo molto presto, ci saranno delle novità. Nel frattempo le luci della cronaca sembrano ormai spente e, tranne la lettera accorata inviata agli studenti dall’arcivescovo Mons. Moretti (della quale mi riservo di parlarne in seguito !!), nessuno più ritorna sull’argomento per capire se in quel piazzale del terminal bus può essere fatto qualcosa per impedire nell’immediato il ripetersi di nuove tragedie. In quel piazzale, è giusto ricordare, sono morte per cause ed in circostanze violente ben due persone negli ultimi quattro anni: una professoressa ed una studentessa. In circostanze e per cause quasi identiche; per la morte della professoressa un pullman andava a marcia indietro, nel caso della studentessa un pullman andava a marcia in avanti. Due morti che potevano tranquillamente essere evitate se la “Commissione di manutenzione e sicurezza” (la chiamo così per rendere meglio il concetto) dell’Università fosse intervenuta rapidamente e con forza nella messa in sicurezza dei luoghi in cui hanno perso la vita due esseri umani. Personalmente continuo a scrivere su questa vicenda, e mi piace farlo proprio quando tutti gli altri zittiscono non avendo notizie da eclatare, e continuo a dialogare con il mio amico “Tonino” che per quarant’anni ha svolto il compito lavorativo di “conducente” degli autobus ATACS-CSTP; una buona parte di questi anni Tonino l’ha spesa nel tratto Ferrovia Salerno – Università e viceversa ed è quindi la persona giusta per poter indicare e descrivere tutti i punti a rischio innanzitutto del terminal-bus dell’Università ma anche della pericolosità del piazzale capolinea di Piazza Vittorio Veneto a Salerno. Insomma quello che è accaduto nel terminal bus per ben due volte potrebbe non soltanto riaccadere all’Università ma anche nella piazza della stazione ferroviaria di Salerno dove la situazione, dal punto di vista della sicurezza, è ancora di più a rischio. In seguito alle dichiarazioni del mio amico Tonino mi sono portato di proposito nel piazzale della ferrovia a Salerno, ci passo ovviamente ogni giorno ma mai mi ero fermato ad osservare, ed ho assistito a scene veramente aberranti dal punto di vista della sicurezza. Il pericolo di incidenti è davvero dietro l’angolo, e lo è per tutti, studenti e passeggeri normali; i mezzi di trasporto sono pochi e la massa di passeggeri è numericamente impressionante. A grande rischio le manovre di avvicinamento dei pullman al marciapiedi, per non parlare delle manovre a marcia indietro. Determinati e specifici pullman, soprattutto quelli diretti all’università, vengono presi d’assalto e non c’è alcun limite di contenimento del numero delle persone da poter trasportare in assoluta sicurezza e, quindi, in barba ad ogni autorizzazione. Quando va bene si sta in piedi, altrimenti si sta addossati l’uno all’altro per svariati chilometri e soggetti a tutte le sollecitazioni che la  strada (ed a volte anche la stanchezza dei conducenti) propone a piè sospinto. Al momento in cui scrivo non so in capo a chi o a quale istituzione ricade la responsabilità dell’organizzazione del piazzale della ferrovia e della sua messa in sicurezza; verosimilmente a tanto dovrebbero essere chiamati, comunque, la Sita e il CSTP oltre alle tante aziende di trasporti pubblici ed anche il Comune e la Provincia di Salerno. Da questo giornale posso soltanto lanciare un avvertimento senza alcuna presunzione di essere ascoltato; però è necessario che qualcuno incominci ad aprire gli occhi ed a fare quello che va fatto per ristabilire un minimo di sicurezza su tutto il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Salerno. In caso contrario potremmo trovarci presto a descrivere tutti un’altra tragedia.

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