il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il Liceo Tasso incontra i giornalisti Stella e Rizzo

 

 GIOVANNA NADDEO

Si ètenuta lo scorso 16 dicembre 2014 presso l’Aula Magna del Liceo Classico Tasso di Salerno l’incontro “La scuola, il divenire, la questione meridionale” che ha visto la partecipazione degli enti come Legambiente, Università telematica Pegaso ed Aief.

Nella prima parte dell’incontro il professore Maurizio Spaccazocchi, pedagogo con una grande passione per la musica, ha condotto studenti e docenti presenti in Aula in un fantastico viaggio musicale partendo dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri.

Il tutto è scaturito da una citazione di Jean Paul Sartre: “Gli uomini sono condannati alla libertà”, ossia gli uomini non sono liberi di rinunciare alla liberta di fare scelte.

Attraverso i brani eseguiti con la chitarra, da autori  come Celentano a John Lennon, da Orietta Berti a Michael Jackson,  state analizzate varie figure di quegli anni come il pacifista, il misantropo, colui che si sente incolpevole, l’ecologista, il buon samaritano, il sognatore.

Infine, l’incontro si è concluso con il videoclip di The Wall dei Pink Floyd.

Ne è seguita una riflessione sulle nuove generazioni, concentrata solo sull’immagine: su 5 ragazzi al mondo solo 1 va a scuola. I restanti 4 lavorano per quel ragazzo singolo.

Nella seconda parte dell’incontro sono intervenuti i giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella i quali hanno presentato il loro ultimo libro “Se muore il Sud” (ed. Rizzoli).

I due giornalisti hanno analizzato la situazione italiana in confronto al quadro europeo: su 261 regioni UE, le regioni italiane sono tra 128 e 235 posto. Inoltre, il tasso di mortalità ha superato quello di natalità,  con un ribaltamento dei numeri: 1,39 figli per donna al sud rispetto 1,43 per donna del nord.

La regione Campania è ultima per competivita’ del lavoro e occupazione (ufficiale, non in nero), soprattutto femminile (la nostra regione è al 271 su 271 regione europee). Attualmente solo 1 donna su 5  lavora in Campania. È giusto cire che sia “tutta colpa del Nord?”

Di sicuro un grande peso sulla storia economica del sud è stato il fenomeno del brigantaggio, antecedente al 1861 (già nel 1585 Pio V scrisse una bolla a riguardo).

Tuttavia, sin dall’unità d’Italia, la differenza tra Nord e Sud era tra i numeri nel 1861 (ferrovie, tasso d’ alfabetizzazione,  industrie).

Ma il divario massimo tra nord e sud è stato raggiunto durante il fascismo, ritenuto comunemente come un periodo prospero per il Sud, con un pil al nord del +2,0%, pil sud +0,5%.

Oggi il reddito procapite del Trentino Alto Adige 23.000 euro, la Campania invece la cifra di 12,265 euro (dati 2012).

Altro tema trattato è stato lo spreco del turismo nel Mezzogiorno in cui, con 17 siti Unesco, si ricava 5 miliardi. La Gran Bretagna, sempre da 17 siti, ricava la cifra di 40 miliardi.

Tuttavia, al Sud, ci sono anche tanti esempi, in particolar modo di giovani che fanno, appunto, “volare il Sud”: Mimmo Costanzo, imprenditore calabrese che ha consegnato un tratto della A3 con un anno di anticipo; il marchio Harmont & Blaine di Caivano; la ditta Polaretti;  Luca Naso, il quale, a Mirabella Imbaccari,  ha creato Edison Web,  una ditta con la quale vende prodotti di software alle multinazionali fino a NY o alla Cina; Luciano Belviso e Angelo Petrosillo i quali hanno avviato un’impresa per la costruzione di aereoplani che vsnta clienti da tutto il mondo. Vito Pertosa ha dato loro 1 mln x realizzare aereoplano e hanno vinto concorso mondiale.

“Occorre investire su se stessi!” hanno ripetuto più volte i due giornalisti.

Infine, il nodo spinoso dell’Italia: la corruzione. Condizione ontologica dell’italiano?

Spiegono i due giornalisti che anche all’estero c’è molta corruzione ma, a differenza del nostro Paese, negli altri Stati i colpeboli pagano i loro reati con il carcere o altre pene.

L’Italia non punisce i colpevoli, non “estirpa l’erba cattiva”, non fa riforme e prepara generazioni di studenti laureati preparatissimi per regalarle all’estero dal momento che qui non si investe nel lavoro.

La fiducia è riposta nelle nuove generazione. Che essi imparino dahli errori delle classi dirigenti passate e contemporanee e costruiscano un’Italia moderna, competitiva, UNITA.

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