il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CRINIERA/1: la parola a D’Onofrio

 

Maddalena Mascolo

PAGANI – Sono passati poco più di tre anni da quando, in quella brutta giornata del 15 luglio 2011, la città di Pagani fu sconvolta da arresti, perquisizioni, elicotteri, decine di auto a sirene spiegate, conferenze stampa per quella che è passata alla storia come la gigantesca operazione anticrimine “Linea d’Ombra” che metteva a nudo (secondo gli inquirenti) il cosiddetto “Sistema Pagani” tra politica – imprenditoria – camorra. In carcere finirono l’ex sindaco Alberico Gambino ed altri politici oltre ai rappresentanti del clan Petrosino-D’Auria. Un’operazione che ha dato vita ad un processo che in primo grado è stato quasi del tutto smantellato e che sta vivendo le ultime palpitazioni in appello. La storia si è ripetuta il 19 dicembre scorso: arresti, perquisizioni, elicotteri, sirene spiegate, conferenze stampa per l’operazione anticrimine che passerà alla storia con il nome di “Criniera” che stranamente evoca un “cavallo impazzito” e che vede al centro dell’attenzione giudiziaria sempre o quasi gli stessi nomi: Alberico Gambino (indagato), Massimo D’Onofrio (indagato con obbligo di firma), Michele (latitante) e Antonio (già in carcere per altri reati) rappresentanti dellla famiglia Petrosino-D’Auria e alcune decine di altri personaggi (per un totale di 53 elementi attenzionati) in parte agli arresti domiciliari e in parte semplicemente indagati. Al centro dell’attenzione degli investigatori, dopo l’operazione “Taurania” che pochi giorni fa aveva smantellato o quanto meno scoperto il traffico di droga nell’agro e che dovrebbe anche dare una svolta decisiva all’inchiesta “Tesseramento PD 2012”, è incentrata sui presunti affari all’interno di diverse società di trasporti e di trasformazione di prodotti ortofrutticoli che da Pagani-San Marzano avrebbe ramificazioni fino all’interno del mercato ortofrutticolo di “Fondi di Latina”. Questo giornale, sempre nell’ottica del massimo garantismo fino a sentenza passata in giudicato, così come ha seguito e sta seguendo il processo “Linea d’Ombra” seguirà certamente i futuri sviluppi di questa nuova inchiesta denominata “Criniera”. Nel frattempo, avendo ricevuto un comunicato da parte di “Massimo D’Onofrio”, provvediamo a darne pubblicazione integrale senza aggiungere, per il momento, alcun commento: “”In merito alle vicende giudiziarie che mi vedono coinvolto esprimo la mia assoluta fiducia nella giustizia e confermo la più totale e serena consapevolezza di aver operato nel giusto e nel pieno esercizio democratico delle attività politiche. Ripongo piena fiducia anche nei miei difensori, l’avvocato De Martino e De Caro, con i quali abbiamo già predisposto la nostra linea difensiva al fine di chiarire le accuse, a mio avviso, infondate. Un episodio merita da subito un chiarimento onde evitare inutili vittimismi e soprattutto per non macchiare la mia attività politica esercitata sempre nell’interesse dei cittadini all’insegna di battaglie ideali. Non posso accettare che una telefonata fatta per intervenire sulla problematica tra comune e consorzio di bacino venga trasformata in un tentativo di ostacolare l’azione amministrativa di chicchessia. Non posso accettare che il mio dovere di amministratore preoccupato dell’igiene cittadina venga interpretato come “ritorsione” piuttosto che come legittima contestazione. Nel rispetto delle convinzioni degli inquirenti mi oppongo a questa interpretazione dei fatti assumendomi tutte le responsabilità. Attendo con fiducia di poter chiarire tutto ed al più presto con gli inquirenti riconfermando la mia più assoluta estraneità ad ogni ipotesi di ricorso ad organizzazioni camorristiche nell’espletamento della mia attività amministrativa e politica ribadendo che ogni forma di opposizione da me svolta e’ legata esclusivamente oggi come allora a combattere inefficienza amministrativa e non per altre motivazioni. F.to: Massimo D’Onofrio””. L’altro indagato eccellente, Alberico Gambino, ha annunciato una conferenza stampa per il 27 dicembre prossimo insieme ai suoi difensori Alessandro Diddi e Giovanni Annunziata.

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