il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Per stare in piedi bisogna stare in ginocchio

Da Luca Roncolato

ROMA – “Per stare in piedi bisogna stare in ginocchio” ha detto Papa Francesco, ricordando le parole di Don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ricevuta in udienza oggi, sabato 20 dicembre 2014: contro un modello economico che porta allo sfruttamento dell’altro, la risposta evangelica è quella di Don Oreste Benzi, servire gli ultimi.

La società attuale, raccontata attraverso le parole dei membri delle comunità Don Benzi, parla “di schiavitù e di liberazione“, nonché “dell’egoismo di quanti pensano di costruirsi l’esistenza sfruttando gli altri e della generosità di coloro che aiutano il prossimo a risollevarsi dal degrado materiale e morale“.

Queste sono le forme di povertà di cui è ammalata la nostra società: affianco alla povertà economica si affaccia la povertà spirituale, la quale rivela “la miseria più pericolosa, causa di tutte le altre: la lontananza da Dio, la presunzione di poter fare a meno di Lui. – ha detto il Santo Padre – Questa è la miseria cieca di considerare scopo della propria esistenza la ricchezza materiale, la ricerca del potere e del piacere e di asservire la vita del prossimo al conseguimento di questi obiettivi“.

Come sapere se un’opera sarà buona o cattiva nei suoi sviluppi? Bergoglio non ha dubbi in merito: “è la presenza del Signore che segna la differenza tra la libertà del bene e la schiavitù del male… La presenza del Signore allarga gli orizzonti, risana i pensieri e le emozioni, ci dà la forza necessaria per superare difficoltà e prove. Là dove c’è il Signore Gesù, c’è risurrezione, c’è vita, perché Lui è la risurrezione e la vita“.

È in tal senso che diciamo, infatti, che “la fede sposta le montagne“: si tratta delle “montagne dell’indifferenza e dell’apatia, del disinteresse e dello sterile ripiegamento su sé stessi“. Questo viene reso possibile dal fatto che “la fede apre la porta della carità facendoci desiderare di imitare Gesù, ci incita al bene, fornendoci il coraggio per agire sull’esempio del Buon Samaritano“.

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