il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sanza. No all’IMU sui terreni agricoli montani, già raccolte 500 firme

 

Antonio Citera

SANZA – Dopo un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato numerosi cittadini, in cui sia il Comitato No IMU sui terreni agricoli montani sia l’amministrazione ( che delibererà in consiglio comunale )  hanno espresso all’unanimità il loro dissenso verso un decreto  “scellerato”, irrazionale e anticostituzionale, è partita la raccolta firme che ha visto in soli due giorni raggiunta la quota record di 500 adesioni. I membri del Comitato, contano di raccogliere almeno 1500 firme e, per lo scopo nei prossimi  giorni scenderanno in piazza  allestendo appositi stand.  Intanto dal Governo arrivano segnali di proroga. Domani è previsto un nuovo Consiglio dei Ministri che, tra le altre misure, potrebbe prendere decisioni anche in merito alla  proroga per il pagamento dell’IMU sui terreni agricoli, forse per evitare che il Tar posticipi ancora la decisione fino al prossimo 4 febbraio. L’obiettivo è quello di superare l’ostacolo del Mef che non vuole ulteriori proroghe di pagamento per i vincoli imposti dall’Ue e ciò significa che il governo potrebbe decidere di sospendere tutto e trovare un’altra soluzione per far sue le coperture necessarie (tra i 280 milioni e 400 milioni) soddisfacendo le richieste delle  associazioni di settore che chiedono di non far pagare l’IMU anche sui terreni. Il decreto dello scorso dicembre, che  ne stabilisce il pagamento, prevede che  l’esenzione totale dall’IMU è limitata ai soli Comuni con altitudine superiore ai 600 metri sul  livello del mare, mentre in presenza di un’altitudine compresa fra 281 e 600 metri l’esclusione è limitata ai coltivatori  diretti iscritti alla previdenza agricola e gli imprenditori agricoli professionali. Il Governo in attesa della sentenza di merito del TAR del Lazio che dovrebbe arrivare il 21 gennaio e, sotto la pressione dei tanti Comuni ( montani) tra cui Sanza che stanno manifestando l’illegittimità di un decreto che colpisce sempre più la fragile economia dei territori, potrebbe rivedere i  criteri di esenzione e stabilire nuove regole.

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