il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CAIMANGATE: Roberto Penna, dai rumors di tangentopoli alle inchieste silenziose sull’arcivescovo Pierro e il sindaco De Luca !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Io andrò pure contro corrente, anzi vado contro corrente, ma nel momento in cui tutti i riflettori della cronaca sono puntati sulla sorte del “sindaco caimano” mi piace puntare almeno uno di detti riflettori sul personaggio che in silenzio, seppure tra contestazioni e addebiti vari, è riuscito a decapitare questa città sul piano religioso e politico. Il suo nome è ROBERTO PENNA, sostituto procuratore della repubblica di Salerno; non ha magliette colorate, è indipendente e corre da solo senza mai essere “un uomo solo al comando”. Nel 1992 ci vollero ben “tre Di Pietro a Salerno” (Michelangelo Russo, Luigi D’Alessio e Vito Di Nicola) che ribaltarono un quadro politico forte e tenebroso sollevando polveroni, perquisizioni e tintinnio di manette; a distanza di venti anni un semplice PM viaggiando sul filo del cosiddetto “punto di diritto”. Certamente ha commesso errori ed ha avuto degli eccessi, ma è stato ed è un magistrato che spesso esce dal suo ufficio per effettuare sopralluoghi e seguire “de visu” le indagini ordinate alle Forze dell’Ordine. Non c’è dubbio, Roberto Penna, ha praticato e sta praticando un modo nuovo di condurre le inchieste; un PM in prima linea non c’è stato a Salerno neppure ai tempi di tangentopoli (eccezion fatta per alcuni aspetti solo caratteriali di Michelangelo Russo). Penna è a Salerno già da alcuni anni, è salernitano d’origine con radici profonde anche in quel di Buccino. Dotato di un innato intuito investigativo affronta le inchieste senza proclami e senza chiamare e sollecitare la stampa per fornire loro veline e indiscrezioni; studia gli atti e le carte (come si diceva un tempo) innanzitutto dal punto di vista della loro irreprensibilità legale anche con un profilo futuro per metterle al riparo dagli attacchi che nelle fasi successive (processo, appello, cassazione) ogni imputato ha diritto di adire. Ebbene da solo è stato capace di condurre inchieste sia sulla pubblica amministrazione che sull’ambiente come sulla malavita organizzata e sul sociale, inchieste che hanno davvero fatto andare in fibrillazione più di qualche incauto detrattore; perché di detrattori Roberto Penna ne ha avuto tantissimi, soprattutto ai tempi della sua devastante inchiesta a carico della Curia di Salerno ed in particolare sull’ex arcivescovo S.E. Mons. Gerardo Pierro, su don Comincio Lanzara e su Giovanni Sullutrone (già presidente della Regione Campania) per la vicenda del famoso Angellara Home. Il 15 luglio 2008 il pm Penna piomba con la Guardia di Finanza sulla litoranea e sigilla la struttura pseudo alberghiera che sarà dissequestrata soltanto il 20 novembre 2012 dopo ben 1588 giorni. Il processo di primo grado (un po’ come quello dell’altro giorno su De Luca) gli da ragione ma ridimensiona le richieste di pena. Il 18 luglio 2012, alle ore 19.34, la lettura della sentenza in aula dal parte del presidente del collegio, Teresa Belmonte, se è vero che demolisce in parte la corposa istruttoria, è altrettanto vero che manda condannati tutti e tre gli imputati principali: Pierro dieci mesi, Lanzara 12 mesi, Sullutrone 12 mesi. Il processo ora è in sede di appello; un appello proposto sia dal PM che dai condannati. Nelle  more del processo, però, il pm Penna raggiunge l’importantissimo obiettivo della sostituzione dell’arcivescovo Pierro con l’inviato del Vaticano Mons. Luigi Moretti. In pratica finisce un lunghissimo periodo, dal 1993 al 2010, in cui il potere religioso e quello politico (Pierro e De Luca) si sono miscelati per governare la città in forma quasi oligarchica, potere che viene bruscamente interrotto, anche nell’immaginario collettivo che non aveva digerito il fatto che l’arcivescovo fosse andato ad esprimere il proprio voto per una delle tante primarie del PD (un fatto mai accaduto in precedenza !!).  E’ stato sufficiente un semplice esposto anonimo (così si dice) per far cadere l’altra testa importante della città, quella di Vincenzo De Luca, con un’inchiesta ficcante, perniciosa e pericolosa e che, comunque, in alcuni passaggi mi è apparsa anche carente. Si poteva, forse, andare anche oltre ma i magistrati sanno bene che vincere non deve mai essere confuso con l’umiliazione. Condotta quasi essenzialmente sugli atti, sui decreti di nomina, sui passaggi di incarichi e sulle perizie tecniche, è stata presa da tutti con una certa sufficienza, forse dagli stessi difensori del sindaco De Luca, di Di Lorenzo e di Barletta. La battaglia intrapresa dal PM è stata assai ardua in quanto ha attaccato per demolire l’uomo politico più potente degli ultimi trent’anni, colui che ha spazzato via come un rullo compressore amici e nemici, questuanti e venditori occasionali. In pratica Roberto Penna, più di tutti gli altri pm che stanno indagando De Luca, da Vincenzo Senatore a Rocco Alfano, da Guglielmo Valenti ad Angelo Frattini (solo per citarne alcuni !!), è riuscito ad aprire un piccolo buco in uno scudo d’acciaio temperato che sembrava, fino ad ieri, tenere al sicuro il caimano da qualsiasi scherzetto; il nuovo tentennamento con rinvio al 16 aprile prossimo pronunciato ieri dalla Corte di Appello nel contesto del “processo decadenza” (la vicenda dell’incarico di vice ministro) in parte conferma questa mia ipotesi dello scudo d’acciaio; ne sapremo di più il 3 di febbraio quando alla sbarra della II sezione penale (presidente Siani) dovrebbe giungere al capolinea il “processo Crescent”. Ieri sera nel salone dei marmi di Palazzo di Città, affollato dai fan sfegatati e dai noti peones, il sindaco-caimano ha gridato: “Ritenete che ci sia una sola persona perbene in Italia che possa sentirsi non indignata per una sentenza del genere? Chiedo a tutti di porre questo interrogativo. E’ accettabile che venga offesa la dignità di un essere umano perché ha parlato di Project manager e non di Coordinatore?  Voi ritenete che si possa vivere in un paese del genere? Ribadisco il mio totale e pieno rispetto per l’autonomia e per il lavoro della magistratura. In passato avevo rispetto per tutta la magistratura, ora ho rispetto solo verso quella parte di magistratura che sa cos’è lo stato di diritto ma non esprimo il mio rispetto verso chi non sa cosa sia il diritto” (fonte Salernonotizie.it). Proclami apodittici, suggestione delle folle, messaggi trasversali; come sempre, come ormai da oltre vent’anni ha saputo fare con grande abilità mediatica, ma qualcosa è cambiato; ormai tra la gente comune, tra gli stessi magistrati, comincia a circolare un pensiero comune: “Nun ce’a facimm chiù ‘a sent sti cazzate. Tv, tv, tv, cazzate su cazzate”. Sempre da Salernonotizie.it leggo che Vincenzo De Luca ha anche gridato: “Voglio avvisare tutti che non è cominciata la ricreazione”. Bravo sindaco, questa volta hai proprio ragione, la ricreazione non è cominciata, è finita.

1 Commento

  1. Caro Aldo,
    il mio pensiero potrebbe essere di parte su Roberto Penna,figlio di mia sorella,per cui evito di parlarne.Devo però dirti che le “radici profonde in quel di Buccino” sono dovute soltanto alla mia presenza.
    In questo paese si vive da anni,seppure con le dovute proporzioni,stagioni politiche-amministrative identiche a queste salernitane.
    Purtoppo,Roberto Penna, avendo lo zio consigliere comunale di opposizione, evita di ficcarci il naso.
    Roberto, con il papà di Cavadei Tirreni e mamma di Sicilì di Morigerati, è cresciuto fno alla adolescenza, essendo il padre veterinario, in luoghi a te cari come Silla di Sassano e Prato Perillo di Teggiano,per poi trasferirsi con la famiglia a San Cipriano Picentino negli anni 70.
    Ma la molla che mi ha indotto a scriverti è l’apprezzamento perchè, giammai, un giornalista a Salerno si è esposto ed avventurato a scrivere su i poteri forti della città senza alcuna riverenza.
    Tu lo fai da sempre con sincerità e professionalità.
    Ecco perchè,al di là della ultra trentennale amicizia,la mia stima verso il “giornalisata Bianchini” è grande e profonda.
    Continua così a rappresentarci le verità, perchè gli uomini onesti ne hanno bisogno.
    Un caro saluto.
    Gregorio

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