il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Scagliato nello spazio da una collisione

 

Da ANSA.it

ROMA (31 gennaio 2015) – L’asteroide da record 2004 BL86 che ha appena salutato la Terra è probabilmente ‘figlio’ di uno dei più grandi asteroidi del Sistema Solare, Vesta, che si trova nella fascia degli asteroidi compresa fra Marte e Giove. Lo ha detto all’ANSA Andrea Milani, che insegna Meccanica celeste nell’università di Pisa e responsabile del gruppo NeoDyS, uno dei due gruppi di ‘sentinelle cosmiche’ specializzati nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra. L’altro gruppo si trova presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

L’asteroide 2004 BL86 potrebbe essere un frammento espulso da uno dei due grandi crateri di Vesta, Rhea Sylvia e Veneneia, scoperti dalla sonda Dawn della Nasa anche grazie ad uno strumento italiano, lo spettrometro Vir (Visual and Infrared Spectrometer), realizzato da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Si è arrivati alla conclusione che Vesta potrebbe essere la ‘mamma’ di 2004 BL86 perchè le osservazioni ottiche e nell’infrarosso indicano che i due oggetti cosmici hanno la stessa composizione. Lo stesso gruppo di Milani (formato da ricercatori italiani e serbi) ha individuato ben due famiglie di oggetti che provengono da Vesta, anzichè una come si riteneva finora. Una delle due famiglie è nata da un impatto avvenuto circa un miliardo di anni fa, l’altra risale a circa due miliardi di anni fa.

Poichè l’analisi dei dati della missione Dawn indica che il più recente dei crateri, Rhea Silvia, abbia circa un miliardo di anni ”è un’ipotesi ragionevole – rileva Milani – che la famiglia più ‘giovane’ venga da Rhea Sylvia, mentre quella più vecchia da Veneneia”. Per questi oggetti, spiega, ”il percorso per arrivare alla Terra, è complesso ma possibile, avendo a disposizione tempi così lunghi”. Anche se, conclude l’esperto, non sappiamo se l’asteroide 2004 BL86 ”abbia avuto origine dal cratere Rhea Sylvia o da quello Veneneia, e quindi non sappiamo se il suo viaggio verso di noi è cominciato circa un miliardo o circa due miliardi di anni fa”.

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