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BORSELLINO: benemerenza in memoria del giudice assassinato


Michele D’Alessio

SASSANO – Sabato sera, 18 luglio, in preparazione dell’Anniversario della morte del magistrato Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta (19 luglio 1992), si è tenuto, nella Villa Comunale di Sassano dedicata a “Paolo Borsellino”, il Consiglio Comunale all’aperto per il conferimento della “Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino”, al Capo della Procura del Tribunale di Lagonegro, dott. Vittorio Russo.
Una cerimonia, semplice e suggestiva, per certi versi anche commovente perché il ricordo dei due grandi magistrati Falcone e Borsellino è sempre vivo in tutto il Paese ed anche tra i giovani che vogliono conoscere e sapere.
Tale riconoscimento è stato istituito dall’Amministrazione Comunale di Sassano per chi promuove la cultura, la diffusione e l’applicazione concreta del principio di legalità in tutti gli ambiti e per chi ha portato avanti azioni di contrasto nei confronti delle diverse forme di illegalità.
Il Consiglio Comunale è stato aperto da un momento di preghiera (molto commovente) celebrato da Don Bernardino Abbadessa, parroco della Chiesa della Madonna del Rosario di Silla. Alla cerimonia erano presenti numerosi Sindaci del Vallo di diano e Istituzioni civili e militari del territorio, in rappresentanza del governo c’era il Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa On. Gioacchino Alfano e il Comandante Provinciale di Salerno dell’Arma dei Carabinieri il Colonnello Riccardo Piermarini.
Inoltre, eccezionalmente era presente il Trombettiere dell’Esercito Italiano che ha suonato durante l’alzata del panno dall’insegna intitolata a Paolo Borsellino, all’ingresso della Villa Comunale.
Il sindaco Tommaso Pellegrino, nel corso del suo applaudito intervento, ha messo in risalto la vocazione della comunità sassanese verso la trasparenza e la legalità. Ed ha riconosciuto al procuratore Russo l’applicazione serena e costante del “principio di legalità” portata avanti con grande fermezza in un territorio di cerniera come quello ricadente sotto la giurisdizione della Procura di Lagonegro situato a cuscinetto tra le attività malavitose della Calabria e della Campania.

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