San Matteo 2015: è finita a tarallucci e vino … con qualche canzonetta


Aldo Bianchini

SALERNO – Finirà a tarallucci e vino … con qualche canzonetta ? Sembra proprio di sì, ed è meglio così. Questa sera grande festa in Duomo per cristallizzare i raggiunti nuovi corretti rapporti tra la Curia e i portatori di San Matteo. E’ un fatto assolutamente inedito, mai organizzato prima, per “ringraziare la comunità per la buona riuscita della processione”; questa l’idea geniale del sacerdote-cantante, don Michele Pecoraro, chiamato da un paio di mesi fa dall’arguto arcivescovo Mons. Luigi Moretti a dirigere la parrocchia della cattedrale. Non me ne voglia nessuno, ma io in uno dei precedenti articoli avevo già messo in evidenza che solo “don Michele” avrebbe potuto risolvere i gravi problemi della processione 2014 e che li avrebbe risolti “cantando e mangiando … con un buon bicchiere di vino”; ed avevo anche scritto dell’abilità con cui l’arcivescovo ha prima individuato il problema, lo ha poi circoscritto ed infine ha chiamato “don Michele” al capezzale della cattedrale (ed anche della Curia) per risolverlo attraverso l’unica freccia nell’arco della Chiesa “una conviviale per stare un po’ insieme e cantare” (lo ha detto lo stesso don Michele) e perché no anche per bere un bel bicchiere di vino con tanti tarallucci da inzuppare nei bicchieri tinti di rosso, nel pieno rispetto di un’antica tradizione popolare salernitana. Canzoni napoletane e musica live, questo il succoso menù della performance di “don Michele” che rinverdirà all’interno del quadriportico del Duomo gli antichi e mai dimenticati successi canori di piazza. Non si sa ancora se l’arcivescovo, S.E. Mons. Luigi Moretti, donerà la sua presenza anche se per pochi minuti agli ansiosi portatori; di sicuro, però, ci sarà la folla delle grandi occasioni perché il centro storico ha avuto il parroco che voleva e correranno tutti per applaudirlo ed osannarlo. Scherzi a parte, va detto che “don Michele”, il sacerdote-cantante, è davvero molto bravo e riuscirà sicuramente ad incantare tutti quelli che non l’hanno mai visto esibirsi nelle feste di piazze di molti paesi dell’hinterland salernitano. “La serata sarà divisa in due parti; la prima incentrata sui canti liturgici sul vangelo e sulla condizione umana, tutti molto toccanti e pieni di significato; la seconda tutta piena di musica napoletana con quindici brani di largo e sicuro successo, allo scopo di unire tutti i cuori nella musica”, ha dichiarato “don Michele” (fonte La Città) che ha continuato “Non sarà un karaoke, non ci saranno immagini né basi registrate. Tutto sarà suonato rigorosamente dal vivo grazie al gruppo di ragazzi attivi in parrocchia che utilizzeranno i loro strumenti. Sarà una cosa estremamente simpatica e un ottimo modo per cominciare l’anno nella serenità e nella gioia oltre che per dire grazie a tutti quelli che hanno consentito che la festa di San Matteo fosse vissuta nel migliore dei modi”. Veramente bravo “don Michele” e non lo dico in senso ironico; è riuscito da solo a capire e risolvere, con una festa a base di tarallucci e vino, un problema che sembrava irrisolvibile anche se la soluzione era a portata di mano e nessuno, tranne l’arcivescovo, l’aveva capita. Tutto risolto quindi, meglio così; nel solco della tradizione italica più nobile ed anche più sobria. Peccato che gli impenitenti “uomini del Comune” non l’abbiano capito anche loro; un po’ di fuochi pirotecnici avrebbe senza dubbio iniziato il momento del disgelo, e certamente stasera ci saranno anche quelli. In Curia e in cattedrale non si respira più il clima pesante e funereo dei 14 anni di mandato affidato a “don Antonio Quaranta”, ora si balla, si canta, si beve e si mangia, proprio tutto quello che il popolino vuole per ritornare ad onorare alla grande San Matteo e San Gregorio ai quali la cattedrale è dedicata. La strada giusta è stata imboccata, onore e merito a “don Michele Pecoraro”.

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