il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Acqua: bene pubblico


Da Annarosa Sessa

NAPOLI – Con la discussione della proposta di legge presentata dal Presidente del Gruppo Fdi in Consiglio Regionale il 15 Luglio 2015, inizia domani pomeriggio, alle ore 15.00, nella Commissione Consiliare Ambiente, l’iter procedurale che condurrà a breve all’approvazione della Legge Regionale di “ Riforma del Servizio Idrico Integrato”.

“E’ un’occasione storica da non poter perdere- ha dichiarato il Consigliere Regionale Alberico Gambino- Possiamo acclarare e certificare, definitivamente, con fatti e non con vuote parole, il principio dell’acqua bene pubblico ,stabilito dagli esiti referendari del 2011 finora rimasti inattuati, e restituire ai Comuni, e quindi ai cittadini, non solo il controllo ma anche le attività di erogazione della risorsa idrica attraverso soggetti gestori pubblici da essi realmente controllati, essendo consapevoli tutti che, con il Decreto Sblocca Italia approvato dal Governo Renzi e dal PD, il problema delle tariffe esose e dei comportamenti vessatori e inumani quotidianamente registrati si risolve solo ed esclusivamente attraverso l’affidamento del servizio a soggetti gestori in cui i privati e le imprese dell’acqua non hanno alcuna ragione di cittadinanza.
E’ anche l’occasione per verificare, attraverso obbligati approfondimenti giuridici e amministrativi disposti da organismi veramente ed effettivamente terzi, la regolarità degli affidamenti effettuati in atto, a partire da quello di cui è stata beneficiaria la GORI SPA nel 2002 e che scade nel 2032.
Purtroppo, però, i segnali che provengono dalla Giunta Regionale, e dai Gruppi Consiliari regionali che la sostengono, non vanno in tal senso, considerato che l’intera maggioranza consiliare ha ormai fatto proprio, addirittura ritirando proprie proposte di legge presentate, il Progetto di legge elaborato e formalizzato dalla Giunta Regionale, esclusivamente finalizzato a mantenere lo status quo ed a conferire a soggetti privati monopolizzatori del mercato dell’acqua non solo la possibilità di mantenere l’esistente ma anche di acquisire, negli anni, sempre più potere fino ad accaparrarsi il ruolo di soggetto gestore unico regionale.
Se passa il progetto di Legge della Giunta Regionale, come i presupposti fanno presagire, essendo esso esattamente uguale a quello presentato dall’allora Giunta Caldoro e che IO ho aspramente combattuto negli ultimi mesi della precedente legislatura, saranno stati sprecati non solo i risultati referendari ma anche anni di battaglie e di lotte portate avanti dai comitati per l’acqua pubblica, dalla Rete dei Sindaci, da tanti comuni che con coraggio hanno sperato che almeno l’acqua potesse essere sottratta al bieco interesse economico dei grandi gruppi industriali imperanti in Italia ed in Campania.
Per parte mia continuerò a sviluppare la mia convinta ed ineliminabile azione di contrasto a questo disegno perverso continuando a sostenere, da un lato, la tesi dell’ATO UNICO REGIONALE che è l’unica soluzione giuridica permessa che consente la suddivisione in Articolazioni territoriali o sottoambiti corrispondenti al limite territoriale della PROVINCIA, e dall’altro lato, ad introdurre l’obbligo – in capo al consiglio dell’articolazione territoriale e non dell’ATO UNICO REGIONALE – di verificare, attraverso organismi terzi, la legittimità giuridica, amministrativa e contabile degli affidamenti in atto nonché ad introdurre il principio dell’erogazione obbligatoria di 50 litri pro capite per giorno anche in caso di morosità.
Mi auguro- conclude Alberico Gambino- che gli altri gruppi consiliari, a partire dal Gruppo Consiliare 5 Stelle, si rendano conto, da un lato, dell’illegittimità evidente – come proposto dalla Giunta Regionale – di avere un ATO UNICO REGIONALE suddiviso in sottoambiti territorialmente corrispondenti ai bacini idrografici, e dall’altro lato, che perseguire il sistema dell’organizzazione in 5 Ambiti Territoriali Ottimali significa solo mantenere in vita lo STATUS QUO e, per esempio, mantenere in vita – in entrambe le soluzioni in verità – l’ATO 3 identico all’attuale ed il suo soggetto gestore GORI SPA sicuramente fino al 2032”

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