il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Caimangate: la caduta di Mastursi e la brutta figura dell’ufficio stampa !! Ma De Luca è indagato e perchè ?

Aldo Bianchini

SALERNO – Non mi piace commentare a caldo notizie eclatanti come la bufera che ha investito “Nello Mastursi”, uomo ovunque dell’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Oltretutto siamo di fronte ad una bufera che viene da lontano, cioè da Roma con tutte le ipotesi del caso, anche quelle più sconcertanti e drammatiche. Siamo, però, nel campo delle ipotesi giornalistiche ma l’incredibile cortina di segreto sapientemente distesa dalla Procura della Repubblica di Roma potrebbe dirla molto lunga sugli effetti devastanti che la bufera farà ricadere non solo personalmente su Mastursi ma anche sul governatorato deluchiano. Un governatorato che da sempre, non dimentichiamocelo, non appare in sintonia o in simbiosi con i desiderata del Partito centrale; e quando si parla del partito nazionale l’allusione a Matteo Renzi è necessariamente obbligatoria. Per ritornare alle ipotesi giornalistiche ne sono state scritte di cotte e di crude, che addirittura potrebbe trattarsi di una vendetta di Rosy Bindi contro il governatore per le arroganti dichiarazioni contro la presidente della Commissione Antimafia; tante ipotesi suggestive anche se bisogna ammettere che ogni ipotesi potrebbe essere quella giusta. Si è tirato in ballo anche l’inchiesta giudiziaria affidata al PM antimafia di Salerno, Vincenzo Montemurro, ferma da parecchio tempo; un’inchiesta sul tesseramento PD/2012 e sulle primarie 2012 e 2013 che in provincia di Salerno sono state “gestite organizzativamente” in lungo e in largo dall’onnipresente Carmelo Mastursi, meglio conosciuto come Nello. Conoscendo benissimo quell’inchiesta non credo che c’entri più di tanto con l’attuale vicenda giudiziaria; un fatto, però, è certo; l’inchiesta di Roma darà una spinta decisiva anche a quella di Salerno.
E allora potrebbero essere dolori per tutti, anche perché una serie impressionante di documenti e di tessere false è ancora in circolazione per il territorio, documenti che potrebbero essere presto acquisiti dal PM Montemurro; documenti che in parte riguardano anche direttamente il territorio del Vallo di Diano (con varie distorsioni in diverse sezioni !!) da dove, è giusto ricordare, Nello Mastursi di dice sia partito con l’allora “gruppo socialista dei Pinto” alla conquista di Salerno dopo aver abbandonato al suo destino il malconcio ex ministro Carmelo Conte che a quel gruppo aveva comunque dato tantissimo in termini politici. Ma non è tanto questo che, al momento, deve preoccupare lo staff di Vincenzo De Luca; ben altre potrebbero essere le ragioni di viva preoccupazione e vengono tutte dalla Procura della Repubblica di Roma. Sembra, ma anche qui è pura ipotesi, che qualche esponente politico del casertano implicato in “Mafia Capitale” abbia parlato in merito al sistema di candidature nelle ultime elezioni regionali e delle sponsorizzazioni elettorali; da qui la chiamata di Mastursi (ma potrebbe essere anche una semplice chiarificazione del ruolo e delle modalità di inserimento nelle liste !!) che si fermerebbe alla “persona informata sui fatti” e nient’altro; me lo auguro anche perché Nello Mastursi che non conosco e non ho mai incontrato, e sul quale non posso quindi esprimere alcuna opinione, mi appare esattamente come lo ha brillantemente descritto il giornalista Mariano Ragusa su Il Mattino di martedi 10 novembre:
“Perché se una caratteristica dominante ha Mastursi è il suo profilo adattativo all’esecuzione del comando, quello del governatore e leader politico Vincenzo De Luca … lo descrivono ruvido più che spietato. E’ uno di quelli che per obbligo di disciplina ci mette la faccia”. Un profilo che la dice lunga; dispiace prendere atto che anche a Mastursi è toccata la stessa sorte di quanti, in passato, si sono votati anima e corpo al loro leader politico; tutti ci hanno rimesso la faccia ed anche il posto; con la brutalità politica di De Luca non si scherza. Ma queste cose che io vado dicendo da oltre vent’anni non trovano la giusta ricaduta perché, come si dice, sono gratuite e i consigli gratuiti non sono mai ben accetti. Del resto anche l’ufficio stampa del governatore ha mostrato tutti i suoi limiti nel sacrificarsi anima e corpo ai desiderata del capo; un ufficio stampa dovrebbe avere la dignità di dimettersi quando si trova nell’impossibilità di comunicare, pur nell’ottica di una linea editoriale, le notizie vere senza girare intorno all’ostacolo. Ma questa è altra storia che avremo modo e tempo di raccontare e commentare. In tarda serata di ieri si è sparsa la voce di un’indagine a carico di Vincenzo De Luca da parte della Procura di Roma; le indiscrezioni si accavallano alle indiscrezioni; il caos sembra essersi improvvisamente impossessato di Palazzo Santa Lucia. Qualcuno ha parlato ? Ne sapremo di più nelle prossime ore !! Intanto l’ANSA scrive: “Uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, ha accolto il ricorso del Presidente della Campania Vincenzo De Luca, contro la sospensione da Governatore, è indagato dalla Procura di Roma – secondo quanto si apprende – per le ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari. Si tratta del giudice Anna Scognamiglio, estensore della sentenza con la quale il 22 luglio scorso la prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha confermato la decisione del giudice monocratico di sospendere l’efficacia della legge Severino nei riguardi di De Luca. Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dichiara “senza alcun margine di equivoco” la sua “totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta”. De Luca ha incaricato il suo avvocato di chiedere di essere ascoltato. L’inchiesta è la stessa nella quale la Procura di Roma ha deciso di far perquisire nei giorni scorsi dalla Polizia l’abitazione del capo della segretaria di De Luca, Nello Mastursi, dimessosi ieri da tale incarico e indagato nella stessa inchiesta per induzione alla corruzione. Le indagini erano state avviate a Napoli e sono state successivamente trasferite dalla Procura partenopea a quella di Roma, che è competente a svolgere le indagini sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli. Le indagini – sempre stando a quanto si è appreso – sono state avviate sulla base di una segnalazione.

2 Commenti

  1. Articolo interessante e imparziale

    • Ottimo articolo Direttore.
      Come al solito la “professionalità” non acqua.
      Dai tempi de i” Corvi” di Palermo, sembrava che questa specie pennuta fosse andata un poco in disuso…..niente affatto:Prima fanno la loro sinistra comparsa sul “Vaticano” ed ora sembrano svolazzare su Palazzo “Santa Lucia”.
      Il problema, in sostanza, non è l’innocenza e la buona fede dell’ex sindaco di Salerno, che potranno essere smentite e sconfessate solo al termine delle indagini e di un eventuale processo (che non credo ci sarà). Il problema è che è sto introdotto ad arte il sospetto che la piena legittimazione a restare al suo posto è venuta a De Luca da una sentenza su cui si è addensata l’ombra (solo l’obra) di essere stata di fatto comperata (chiaramente tutto da accertare). E anche nel caso del magistrato autore del verdetto devrebbe valere la stessa presunzione d’innocenza.
      Non si può non rilevare come da giuridica la questione diventi di semplice e brutale opportunità politica……ma nel momento sbagliato.

      Può rimanere Governatore della Campania chi è gravato del sospetto (costruito ad arte?) di essere seduto sopra un atto corruttivo di tale portata? Può continuare a svolgere serenamente le sue funzioni un amministratore pubblico che deve fare quotidianamente i conti con una così grave forma di oggettiva delegittimazione? I famosi effetti “collaterali”,devastanti” del “tritacarne mediatico” cui tante volte,Lei, ha fatto giustamente riferimento,Direttore. Aveva sicuramente torto De Luca quando apostrofava in malo modo il “giornalettismo casareccio”………..ma aveva così torto?

      Conoscendo il carattere di De Luca è facile presumere che non butterà la spugna tanto facilmente. Ma la sua resistenza ad ogni ragione di opportunità è destinata a diventare l’ennesima spina nel fianco del Partito democratico e di Matteo Renzi.
      Ieri Renzi ha ringraziato pubblicamente la Magistratura milanese per la sua “sensibilità istituzionale” (?)….e questa sensibilità non poteva essere utilizzata anche per la Regione Campania?Prima di dare in pasto all’opinione pubblica una serie di “congetture”….”teoremi”….non si poteva aspettare un poco.Lei si immagina se la nomina dell’avvocato ci fosse stata davvero…che putiferio? Forse era meglio stoppare tutto sul nascere….sui forse….sui ma (la malpensante di turno).

      Renzi ha appena avviato la campagna elettorale delle Amministrative promettendo soldi a pioggia a Milano ed a Roma. Ed ora deve fronteggiare l’ondata di discredito che gli viene addosso come segretario del Pd da Napoli e dall’intera Campania.Ma sacrificare il “Masturzo” di turno non è la stessa cosa che mettere in predicato un Governatore. E’ facile pensare che il primo e più prepotente proposito sia posto 2l’intellighenzia Renziana” è di riservare a De Luca la stessa sorte assicurata recentemente ad Ignazio Marino. Ma qui non ci sono scontrini o “incarichi”…..non c’è niente (almeno così sembra).Mai come questa volta si può dire :”Matteo stai sereno”……De Luca resterà al suo posto.

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