il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SOCIALISTI: l’incontro di Sassano … e l’insulso attacco ad Amatruda

Aldo Bianchini

SASSANO – Alcuni dei socialisti presenti all’adunanza di Sassano li avevo già incontrati una sera di diversi anni fa. Arrivai nel Vallo insieme all’ex ministro Carmelo Conte e al suo ex delfino Salvatore Aversano, avevano combinato una conviviale con quasi tutti i sindaci e alcuni amministratori del Vallo di Diano (una trentina in tutto) per cercare di serrare le file dopo i disastri di tangentopoli di quello che era stato il grande Partito Socialista Italiano della provincia di Salerno e della Città capoluogo. La conviviale si tenne, ricordo bene, nel ristorante pizzeria “Capolinea” (loc. Trinità di Sala C.)  e la sua denominazione mi diede modo di titolare qualche giorno più tardi: “Il PSI riparte dal capolinea”. Non fu così per una ragione fondamentalmente importante che ancora oggi nessuno vuole dire e riconoscere: era saltato il tappo della lampada magica e tutti pensavano o speravano di essere i nuovi sultani. Insomma qualcosa non aveva ben funzionato nella organizzazione paramilitare del partito ed i nodi drammatici venivano e vengono a galla; praticamente la vecchia guardia del partito che non c’è più non aveva saputo far nascere, crescere e curare i propri delfini per farli diventare leader riconosciuti e rispettati. E difatti molti di quei personaggi incontrati al Capolinea sono ancora oggi ai vertici delle amministrazioni valdianesi e vanno ancora alla ricerca di una ledaer-schip personale che non avranno mai.

Non serve a niente lo strepitare iniziale (e giusto !!) di Rosvelia Ragone (tanto per parlare di politica di sinistra allargata al territorio) se poi la stessa si reca alla “Leopolda” insieme alla giovane Di Flora ma anche con Mimmo Cartolano che lei voleva abbattere ad ogni costo e che l’altro giorno, come lei, applaudiva i rottamatori (o finti tali) delle truppe renziane, sperando di ritornare a casa con il marchio renziano e sfuggire così alla rottamazione. Questo è il problema, il vero problema di un partito che non riparte e di un territorio che si disperde in mille rivoli di potere, a volte anche di squallida bottega personale. Il partito, soprattutto il PSI, è aggregazione nel riformismo ma la volontà di Enzo Maraio di aprire porte e finestre ai nuovi ingressi per tutti è quanto meno molto rischiosa; la storia si ripete !! e difatti lo stesso Carmelo Conte negli anni d’oro del partito favorì la politica delle “porte e finestre aperte” e nel partito entrò di tutto, anche quelli che poi ne minarono le sue fondamenta dall’interno. Del resto il mio ragionamento, se i lettori hanno la bontà di seguirmi, ha avuto la sua rappresentazione plastica nell’adunanza di Sassano dove, questa volta al Montpellier e non al Capolinea, il giovane Gianfranco Russo da poco affacciatosi alla politica con un roboante successo elettorale (frutto di un lavoro di squadra e di grande umiltà di un’intera famiglia molto nota negli ambienti socialisti valdianesi) già all’indomani del suo successo aveva perso pezzi per strada, prima ancora di decidere giustamente di aderire al partito socialista di Maraio; a cominciare dal suo sponsor ufficiale che fino al momento dello scrutinio di maggio aveva un nome ed un cognome: Gaetano Arenare che seppure ufficialmente invitato ha disertato la grande riunione socialista. A queste cose deve stare attentissimo Enzo Maraio se vorrà continuare con esiti positivi la sua battaglia di riunificazione del partito senza perdere tempo in sterili battaglie intestine, a cominciare da quella invereconda con Marco Di Lello che sarà pure un personaggio politicamente esaltato ma che ha avuto una storia ben precisa all’interno del partito.

Come pure se Maraio vuole davvero aprire porte e finestre non può consentire che vengano letteralmente aggrediti ed insultati personaggi non presenti; è vero che l’insulto contro Gaetano Amatruda ( … grazie alla figura di Vincenzo Giordano ha fatto la sua fortuna alla corte di Caldoro !! …) è stato portato da un  personaggio,

 

Luigi Giordano, ormai spento anche se tuttora abbarbicato con forza al potere locale, e da Gennaro Gonnelli che non conta  quasi più nulla sul piano politico e che ripete sempre le stesse cose; ma gli insulti non possono essere consentiti nell’ambito di una convention aggregativa se davvero si ha intenzione di risolvere gli antichi problemi. Mi è dispiaciuto moltissimo che Enzo Maraio non abbia replicato nemmeno con una parola ed abbia così consentito che il fatto denunciato soprattutto da Giordano possa essere passato come verità storica. Così non è, e lo dice il sottoscritto (assumendosi tutte le responsabilità del caso) che è l’unico in provincia di Salerno titolato a parlare bene o male di Gaetano Amatruda. Premesso che il giovane Gaetano è un vero socialista profondamente convinto del profumo delle idee socialiste, va anche detto che fin da bambino è vissuto in casa di Vincenzo Giordano (abitava ed abita sullo stesso pianerottolo) ed è stato plasmato politicamente in maniera eccellente; gli mancava forse la ciliegina sulla torta e un giorno il compianto Vincenzo Giordano me lo portò in redazione pregandomi di avviarlo alla pratica di un  giornalismo rigenerante e d’avanguardia. Non fu assolutamente difficile, la stoffa giornalistica, e non solo quella, c’era tutta; mi bastò lasciarlo libero di esprimersi e di prepararsi ai salti successivi. Difatti l’ex sindaco Giordano lo introdusse nella corte di Caldoro (che allora appariva come unico punto di riferimento socialista, contava poco se spostato a destra o a sinistra perché i socialisti sono tali per sempre, nonostante le scelte momentanee, l’importante era ed è risorgere dalle ceneri di tangentopoli) e Gaetano crebbe subito addossandosi anche molti sacrifici tra Salerno, Napoli e Roma dove diede vita ad un giornale di partito. Poi l’exploit delle elezioni vincenti del 2010 e la giusta collocazione di Amatruda nel ruolo di portavoce del governatore.

E se vogliamo dirla fino in fondo è necessario portare a conoscenza di tutti che Amatruda (grazie anche alla forte amicizia che lo lega ai figli di De Luca, e questo Maraio lo sa benissimo) ha svolto anche un ruolo di ricucitura tra il governatore Caldoro e l’ex sindaco di Salerno con il quale era ed è difficilissimo andare d’accordo se non si è sottomessi; e lo ha fatto per il bene e nell’interesse dell’intero territorio salernitano. Il suo nome, per il ruolo che aveva, fu subito accerchiato da una enorme folla di questuanti e petulanti che, credo, quotidianamente hanno assillato telefonicamente e fisicamente il bravo Gaetano che spesso avrà anche sbagliato nello scegliere le istanze da portare alla firma del governatore (come la storia della soppressione del tribunale di Sala C.), ma l’errore non può essere confuso con la professionalità; questa è la vera storia che sicuramente Luigi Giordano non conosce o fa solo finta di non conoscere. E gli stessi questuanti e petulanti nel momento in cui il portavoce è caduto eccoli tutti pronti a denigrare il personaggio con accuse davvero insulse, offensive e distorsive rispetto alla storia vera. E gli attacchi arrivano proprio nel momento in cui l’ex portavoce di Caldoro sta cercando con tutte le sue forze di portare avanti un’azione di dialogo con tutte le altre componenti socialiste e tutti dovrebbero tenere ben presente che il risultato elettorale di Caldoro di certo non può essere paragonato a quello di Maraio o di altri; ma forse è proprio questo che da fastidio ai “presunti preistorici sultani del PSI” che non vogliono capire che quel partito è finito, non c’è più e non ci sarà mai più. Che poi Gaetano Amatruda, preso dai gorghi del potere, non abbia saputo più raziocinare e scegliere nella massa dei plebei è altrettanto vero; ma le due cose non vanno mai mischiate. Anche con me, sul piano squisitamente umano, Gaetano non è stato eccellente; ma non mi sognerò mai e poi mai di confondere un giudizio personale con un giudizio sulla sua professionalità e sulla sua enorme capacità giornalistica e politica. La ricostruzione e la ricomposizione di un partito non si fa certamente così; non si fa dando a chicchessia la possibilità di parlare e dire cavolate anche contro chi era presente in sala, Raffaele Accetta, e potrà difendersi bene da solo;

la ricostruzione di un partito, caro Enzo Maraio, passa attraverso le radici antiche stando bene attenti a depurarle da tutte quelle radici ormai marcite e che sicuramente non garantiranno un futuro migliore del passato; e questo passaggio epocale può essere garantito soltanto dai giovani. E veniamo ai giovani che molto spesso vengono spesi per coprire inefficienze e distorsioni; cosa dire, quindi, dei giovani che oggi, presi dal furore di rinnovamento e di rottamazione, sembrano affollare le prime file nell’attesa di entrare nel “cerchio magico”; l’unico consiglio che può dare un personaggio come me, che viene dalla preistoria anagrafica, è quello di non appiattirsi mai troppo sulla figura del leader per non correre il rischio (che noi in passato abbiamo già vissuto) che il leader creda talmente tanto nel suo ruolo da dimenticare di far nascere e crescere i suoi successori. Il quadro che vedo oggi e che ho visto anche a Sassano non è dissimile da quello vissuto tantissimi anni fa. Ma un partito non si costruisce se tutti continuano ancora a scimmiottare nella corsa ad abbattere chi ha voglia di mettersi in evidenza e di spiccare il volo; bisogna avere la forza di credere nel leaderismo e di supportarlo, mai di consacrarlo oltre ogni misura accettando e ratificando per buone anche le cose peggiori che ogni “sistema di potere” ha nel suo dna.

Del resto lo ha detto lo stesso Maraio, mi pare, quando ha parlato del progetto Città Vallo e del suo ispiratore Carmelo Bufano che molto stranamente non è stato invitato al tavolo della presidenza e neppure ad intervenire; e Bufano è il personaggio che potrebbe stare benissimo a cavallo del passato e del presente per il futuro.  Per chiudere mi corre l’obbligo di esprimere i miei più vivi complimenti a Gianfranco Russo, a suo fratello ed a suo padre Michele per essere riusciti in un’impresa difficilissima, cioè quella di mettere insieme tantissimi socialisti del passato in uno spirito di assoluta trasparenza. Complimenti, ovviamente, anche al moderatore Pietro Cusati.

1 Commento

  1. Gentile Direttore,
    tralasciando tutto il “piccato” articolo , ricco di particolari che sono il frutto di una sicura e navigata conoscenza ed esperienza ,due cose su tutte mi trovano più che concorde :
    1)” I presunti preistorici sultani del ” PSI” che non vogliono capire che quel partito è finito, non c’è più e non ci sarà mai più.”
    2)”la ricostruzione di un partito, caro Enzo Maraio, passa attraverso le radici antiche stando bene attenti a depurarle da tutte quelle radici ormai marcite (quante) e che sicuramente non garantiranno un futuro migliore del passato”.
    Il PSI in Italia è finito con Craxi, in provincia di Salerno con Carmelo Conte.Tutto il resto è stato un tenacie tentativo di mantenere in vita una “gloriosa idea”. Il profumo del garofano (altro che rosa).
    Di tentativi per rimettere la barca in piedi in Provincia , nel corso degli anni, se ne sono succeduti diversi…………Vincenzo Casalino……………Angelo Grillo……………Gennaro Mucciolo, tutti però vanificati dalla vana gloria del solito saccente e “sedicente”sultano.
    Lo stesso Conte (l’ex Ministro) a più riprese si è rimboccato le maniche e ha cercato di dissodare la terra ,ormai arida,che pure aveva dato tanti frutti per il passato (ricordate il PSI Salernitano ,per le sue percentuali tra i primi d’Italia se non il primo) …………..non ha avuto tentennamenti nel mettersi in discussione con persone che con tutto il rispetto, fino a poco tempo prima, non potevano nemmeno legargli le stringhe delle scarpe….l’ha fatto con passione e lontano da interessi,ingoiando bocconi amari, ha conosciuto l’ingratitudine vera da parte di persone che ha fatto “uomini” politicamente……ha sacrificato pure il figlio Federico.Ma si sa la genia italiana e quella Salernitana in particolare è così :: ….pass ‘o santo….pass’a festa. Anche il grande Carmelo non ha capito che il passato è passato e il futuro è una palude di Kaimani.
    I Partiti non ci sono più….le ideologie sono scomparse, si viaggia spediti verso il “Partito della Nazione”, un mostro ,frutto di una inseminazione artificiale, concepito in terra di Toscana,nel laboratorio “Leopolda”, che pretende di mettere insieme Destra e Sinistra..un mostro…….. e noi ci appasioniamo ancora ai tentativi di ridare ossigeno a un pezzo di storia, per quanto importante e grande , il “PSI” .E’ un “sogno di mezzo inverno”.Nulla di più.
    Nulla contro il rampante Onorevole Maraio,cavallo di razza Bonadies,……ma è un sogno.
    Qualche malevole osservatore, potrebbe anche pensare (noi non lo pensiamo) che si potrebbe trattare di una operazione di piccolo cabotaggio politico per mantenere insieme “ex combattenti e reduci” in vista delle prossime elezioni politiche……di chi spera che fatto un salto a Napoli può farne anche un altro….magari a Roma. Perchè no? Come diceva “zio Bettino” : “mai dire mai”.
    Quello che preoccupa e che questi primi passi si cerca di muoverli da una terra,il Vallo; che per insipienza e veti contrapposti e diventata orfana di rappresentanza politica e terra di conquista.Questo è un peccato grave, tenuto conto di quello che questa terra aveva saputo esprimere per il passato.Tutto finito….obsoleto…..dissipato………..misconosciuto per colpa di “sultani” alla ricerca del preteso potere perduto.
    Certo, si deve riconoscere a Maraio, che si ricorda di essere nato a Polla, di animare una discussione politica degna di note di stima……….. di volersi fare carico di una terra di “nessuno”,………… fosse vero….sarebbe sicuramente lodevole.Brizzi è rimasto al palo,Pica asfaltato, Conte Junior trombato……..certosinamente e senza paracadute.Doveva andare nella lista di Picarone, ma guarda un pò……14.000 preferenze ,fuori, Cascone con 10.000 voti da “campano libero” dentro. Il maestro Vincenzo ha fattto un servizio completo.Si è preso tutto e non ha dato niente. Diversamente di come ha fatto invece subito per il prode Coscioni. Ma ritorniamo a noi.
    Il canto di Maraio al PSI è così? O è solo il frutto di “calcolo” politico ( condivisibile o meno) per porre dei paletti su un territorio acefalo?
    Comunque sia è indubbiamente un ottima operazione strategica forse proiettata nel futuro………..ma con gli ex combattenti (sia pure coriacei) e i reduci non si va oltre il Volturno, altro che Roma.
    Cosa dire poi dei “capponi” che si azzuffano credendosi galli e offendono, sapendo di offendere, semplicemente per metersi in mostra.Avvilente. Il velo di silenzio disteso da Maraio, non intervenendo al riguardo parla da solo e fra spostare l’ago della bilancia più per “l’operazione politica” Arraffa-arraffa che per l’amore del glorioso PSI (sperro come al solito che mi sbagli).
    Se dovessi fare e mi sarebbe consentito un paragone più che di galli parlerei di “topolini” che appena hanno sentito l’odore di formaggio (Maraio), hanno pensato o sono convinti di ritornare a tavola (politica).
    Attenzione………….Il cognome Maraio ricorda ,per suono, ricorda,dicevo, più un “gatto”…..attenzione.Topo di turno avvertito…..mezzo salvato.Quelli che hanno lasciato affondare la barca PSI per primi scappando per mille rivoli.Chi folgorato sulla strada di Arcore……….chi pentito e con la cenere in testa alla corte di “Re Matteo”.Non ci sono commenti.
    P.S.: Forse mi sto sbagliando io………..se Renzi e Angelino hanno trovato le ragioni per stare insieme….anche gatti e topi possono immaginare di andare braccio sotto braccio.Buona passeggiata.Divertitevi.Io resto Socialista.

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