il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

BANCHE: per la Bcc Sassano cade la denuncia di falso e accaparramento di deleghe … Calandriello all’attacco !!

 

 

Aldo Bianchini

 

LAGONEGRO – La notizia viene direttamente dagli uffici della Procura della Repubblica di Lagonegro; il Procuratore Capo avrebbe già deciso di richiedere al GIP competente l’archiviazione della querela per “falso ed accaparramento illegittimo di deleghe in ordine all’assemblea sociale del 15 maggio 2015” relativamente alla Bcc Sassano. La notizia, per certi versi, è eclatante (anche se ampiamente prevedibile) ed arriva giusto in tempo per sconfessare uno dei punti di forza della campagna elettorale che aveva portato il dr. Vincenzo Cammarano ad opporsi tenacemente contro l’allora presidente della Bcc Antonio Calandriello anche per via delle deleghe che, secondo la lista di opposizione e lo stesso Cammarano,  sarebbero state raccolte in maniera non legittima dall’ex presidente; da qui la querela-denuncia depositata dallo stesso Vincenzo Cammarano in data 14 maggio 2015, presso la Procura della Repubblica di Lagonegro dopo che il giorno precedente un altro esponente della Bcc aveva direttamente interloquito con il Procuratore Capo. Si conferma, quindi, la tesi portata avanti dal giurista avv. Donato Cicenia di Avellino che in data 12.05.15 rispondendo per “richiesto parere” ad un preciso quesito della Bcc Sassano precisava che “… Costituisce principio generale che la presentazione delle liste di candidati da parte di soggetti in possesso dei relativi requisiti richiesti deve avvenire salvaguardando inderogabilmente la perfetta conoscenza da parte del firmatario “e/o delegante” dei nominativi di coloro che intendono candidarsi alla carica. L’indicata condizione è garantita dalla sottoscrizione di un documento fisicamente unito e composto da quattro facciate “continue”, perché geneticamente ed indissolubilmente legate fra di loro. In tal modo, il presentatore, apponendo la propria firma su tale modello, deve necessariamente leggere sulla prima facciata i nominativi dei candidati ed essere, pertanto, consapevole di chi intende ricoprire la carica elettiva. Tale modalità, peraltro, garantisce l’effettiva e legittima autenticazione delle firme, posto che, anche la sottoscrizione per autentica posta soltanto nell’ultima delle quattro facciate, non può che riferirsi a tutte le firme dei singoli presentatori, presenti in tale foglio. In difetto di un modulo continuo e geneticamente costituito da quattro facciate indissolubilmente legate fra loro, per un verso, è illegittima la sottoscrizione del presentatore e, per altro verso, è illegittima l’autenticazione delle firme …”.

La Procura di Lagonegro, dunque, sembra aver seguito lo stesso criterio che ha illustrato il consulente-giurista e che ha costituito l’oggetto del parere prodotto nell’imminenza delle consultazioni elettorali per il rinnovo della cariche interne della Bcc Sassano proprio al fine di garantire, tra l’altro, anche la legittimità dell’assemblea dei soci e delle successive operazioni di voto. Sarebbe caduta, quindi, l’accusa più controversa che la lista di opposizione (capeggiata da Vincenzo Cammarano) incominciò a diffondere contro la lista vincente (capeggiata da Antonio Calandriello) proprio in quei giorni di maggio e, probabilmente, l’annunciata decisione della Procura di Lagonegro potrebbe addirittura ribaltare il problema sempre che l’attuale governance della Bcc Sassano ritenesse di essere stata lesa e dovesse di conseguenza chiedere alla stessa Procura di procedere al contrario, non solo per l’accusa di brogli elettorali subita dall’opposizione ma anche alla revisione di tutte le deleghe che la stessa opposizione, anche se in numero estremamente inferiore, aveva raccolto e prodotto nell’ambito delle operazioni elettorali. Il voto segreto, poi, diede ragione all’ex presidente Antonio Calandriello (questo particolare è bene ricordarlo sempre) tributandogli un consenso quasi straripante rispetto all’opposizione. Per la definitiva consacrazione del provvedimento della Procura manca, ora, soltanto il  sigillo del Gip presso il cui ufficio la richiesta di archiviazione sarebbe già stata depositata. Sembra accertato che il dott. Antonio Calandriello, già presidente della Bcc Sassano, in una lettera indirizzata a tutti i soci della banca avrebbe lapidariamente dichiarato: “”La querela sporta nei confronti del sottoscritto ha segnato una lacerante ferita nel corpo dello stesso perché la freccia avvelenata è stata scoccata da chi si è professato e si professa ancora mio amico, che ha rivestito anche posti di responsabilità in banca e purtroppo non è nuovo a tali comportamenti soprattutto di diffamazione del sottoscritto a più livelli e a più riprese”. Per oggi mi fermo qui, ci son o diverse altre cose da svelare ma lo farò a tempo debito. Per il momento vi anticipo che nella prossima puntata parlerò della diffida stragiudiziale notificatami dalla Bcc Cilento a non raccontare cose che possono travisare i fatti in merito alla fusione delle due banche di credito cooperativo.

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