il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

L’ULTIMA CENA di Ulisse Sartini

Maddalena Mascolo

 

MILANO – Il 23 marzo 2016, nella Sagrestia del Bramante della Basilica S. Maria delle Grazie a Milano, sarà inaugurata la mostra: Ulisse Sartini L’Ultima Cena a cura di Giovanni Gazzaneo; presentazione di Enzo Bianchi, Roberto Mussapi, Stefano Zuffi, ospite d’onore Luciana Savignano.

Informazioni più dettagliate sull’inaugurazione della mostra, sulle opere e sulla biografia del maestro Ulisse Sartini (ritrattista, già incaricato dalla Santa Sede per la realizzazione dei ritratti ufficiali di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Papa Francesco) sono reperibili sul sito:

 

www.ulissesartini.com

 

Stefano Zuffi ha definito l’opera di Sartini (cm. 180 x 500) monumentale, sintesi espressiva di assoluta potenza. E detta da Stefano Zuffi (storico italiano dell’arte italiano, autore di numerosi volumi di divulgazione culturale, legati alla storie dell’arte soprattutto rinascimentale e barocca) è in assoluto un certificato di garanzia della sicura originalità e unicità dell’opera stessa.

 

L’opera pittorica rimarrà esposta al pubblico dal 24 marzo al 25 aprile 2016.
Ma cos’è l’opera del Sartini ? E’ un dipinto di grandi dimensioni (circa cinque metri di lunghezza per due di altezza, realizzato nel corso dell’anno 2015) che riproduce, quasi a dimensioni naturali, sia i personaggi dipinti che l’ambiente in cui si svolse la vera ultima cena. Sarà, come innanzi detto, esposto alla città proprio nei giorni che preludono, nel calendario liturgico, l’avvento della Pasqua: un appuntamento dal forte significato simbolico, che offre nuovi spunti critici sui codici iconografici propri dell’arte sacra e sul dialogo tra contemporaneità e tradizione.
Del resto anche il noto biblista Enzo Bianchi (priore della Comunità di Bose), che sarà presente all’inaugurazione, ha sottolineato con il suo intervento in catalogo la fisicità dei protagonisti e l’intensità della profonda carica espressiva dei protagonisti dell’opera del Sartini, un’opera che egli ha definito come costruita sulla “composizione di corpi che fanno corpo, si toccano, comunicano, osano la carne” quasi come se con la semplice osservazione del dipinto ponesse il visitatore nelle condizioni di toccare con mano lo stridente contrasto con la figura di Giuda che invece “non fa corpo con gli altri, ma è già rivolto verso la notte, volgendo la nuca a Gesù, come il traditore che nelle Sacre Scritture volge il suo calcagno per andarsene”.

 

Ulisse Sartini nasce nel 1943 a Ziano Piacentino, vive e lavora a Milano. Avvia la sua attività espositiva nei primi Anni Settanta, con le prime personali negli spazi meneghini della Galleria Schettini, ritagliandosi presto un ruolo di primo piano nel genere della ritrattistica: è il secondo pittore italiano dopo Pietro Annigoni ad entrare nelle collezioni della National Portrait Gallery di Londra. Nel corso degli anni Sartini esegue ritratti ufficiali di personalità di primo piano della scena politica e culturale internazionale, come quelli di Maria Callas per il Museo Teatrale alla Scala di Milano, il Nuovo Teatro della Musica Megaron (Atene) e per il Teatro La Fenice (Venezia), quello di Luciano Pavarotti per Covent Garden (Londra), quello di Audrey Hepburn per la nuova sede UNICEF in Roma; a cui si aggiungono i ritratti ufficiali dei papi Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

 

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