il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

TRENO VERDE: speranza, economia, ambiente !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Il Treno Verde mancava da Salerno da tre anni, ritorna ed è subito un grande successo per la presenza massiccia di autorità e semplici visitatori incuriositi dai vagoni, neri e di ferro, impreziositi da disegno, foto, depliant, manichini, ed apparecchiature sofisticate ed all’avanguardia nel mondo mediatico e comunicazionale. “Sono stato qui tre anni fa e da allora non è quasi cambiato niente –esordisce Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania–, tre anni fa attesi 35 minuti l’arrivo di un mezzo pubblico di trasporto, la stessa cosa mi è capitata oggi”. Gli fa subito eco Luca Cascone (presidente della commissione regionale trasporti e già assessore comunale di Salerno) che con stile afferma: “Beh !! almeno non abbiamo peggiorato le cose”. Da questo scambio di battute esce in tutta la sua importanza l’immagine, austera e serena, del presidente Michele Buonomo che da sempre sa porsi nella maniera giusta nei confronti delle istituzioni, senza essere irritante e senza mai far prevalere quelle che sono le sue convinzioni politiche, lavorando solo in favore della gente attraverso la tutela del territorio e dell’ambiente. E in questi tempi in cui si parla tanto di economia come un fatto concreto e non astratto e come diretto legame con il territorio e con l’ambiente non ci poteva essere scelta migliore, da parte di Buonomo, nel convocare a parlare il dott. Matteo Bottigliero, sindaco di Castiglione del Genovesi, il paese cha ha dato i natali al grande scrittore, filosofo, economista e sacerdote Antonio Genovesi (nato nel 1713 e deceduto nel 1769).

L’intervento del sindaco, seguito con attenzione dalla platea, è stato tutto incentrato sulla qualità del pensiero del genovesi che coniugava, con assoluta determinazione, i valori dell’economia civile con quelli della tute del territorio e dell’ambiente. “Quasi come un precursore di Legambiente –ha detto il sindaco Bottigliero– il nostro compianto concittadino ha saputo coniugare ambiente ed economia in un discorso innovativo che circa trecento anni fa ha segnato una pietra miliare nella storia a livello internazionale”. L’ambiente e l’economia, difatti, sono legati in maniera indissolubile e su questa simbiosi è necessario costruire il presente per garantire il futuro alle nuove generazioni; un principio che fatto molto ben intendere il sindaco Bottigliero nel suo messaggio sul Treno Verde che altro non è se non uno stretto mezzo di connessione tra ambiente, territorio ed economia. E su quel treno il messaggio del sindaco di Castiglione del Genovesi, uno dei paesi dell’hinterland salernitano ancora quasi del tutto incontaminato, potrà arrivare in tanti altri posti sull’onda emozionale di  conoscere uno dei più grandi economisti della storia recente. “Bisogna abbandonare gli istinti egoistici che contraddistinguono l’uomo e che il famoso Adam Smith nel ‘700 mise bene in evidenza e passare alla concezione dell’uomo quale punto centrale e di riferimento dell’universo e della giustizia sociale, così come indicava Antonio Genovesi, un uomo capace di guardare all’economia civile e generalizzata che può e deve partire dallo scambio di merci e di cultura per rendere il mondo più libero” ha detto, tra l’altro, il sindaco Bottigliero che quasi si emoziona ogni qualvolta nomina il più illustre cittadino della comunità che rappresenta.

Del resto l’uomo del Genovesi è capace di solidarietà, socialità, mutuo soccorso per giungere alla creazione di una società migliore con effetti positivi su tutta la terra, sul posto dove vive che potrà così ritornare ad essere felix; felix perché produttiva in difesa dell’ambiente per la tutela del territorio –ha concluso Matteo Bottigliero, la cui relazione volentieri pubblichiamo in appendice al presente articolo. L’intervento del sindaco di Castiglione del Genovesi è stato molto apprezzato, non solo dal pubblico ma anche direttamente dal presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, che ha anticipato l’idea di organizzare sul territorio del piccolo comune salernitano un’importante iniziativa finalizzata alla conoscenza ed alla diffusione di quel lembo di terra salernitano quasi incontaminato. La presenza del Treno Verde a Salerno è stata anche l’occasione per Legambiente di presentare un progetto tecnologico molto innovativo ed avanzato, detto “Smart City” che, indirettamente e non solo, attraverso l’eliminazione delle disfunzioni burocratiche, tempi di attesa disumani e riduzione dei tempi di percorrenza del territorio, favorirà anche la tutela dello stesso ambiente.

A breve, difatti, per fare un solo esempio, con la “Smart City” non sarà più dispendioso (tempo, carburante, inquinamento, nevrosi) per un semplice cittadino sapere dove, come e per quanto tempo potrà parcheggiare la propria autovettura per poi poter disbrigare le sue faccende. Il Treno Verde, sotto lo sguardo attento e sereno di Michele Buonomo continua il suo viaggio assistito dai tanti collaboratori che continuamente si impegnano nella buona riuscita organizzativa e costruttiva degli eventi.

Relazione del dott. Matteo Bottigliero – Sindaco di Castiglione del Genovesi (SA)

IL 2013 E’ STATO IL TRECENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI  A. GENOVESI; PERSONAGGIO STORICO NATO IL 1° NOVEMBRE 1713 A CASTIGLIONE DEL GENOVESI PER L’APPUNTO, COMUNE APPARTENENTE, ALLORA, AL PRINCIPATO DI “CITERIORE INFERIORE”.

IL GENOVESI FU UN UOMO ECLETTICO: IL SUO INTERESSE ERA RIVOLTO VERSO FILOSOFIA, STORIA,  LATINO, GRECO, MA ANCHE ALLA FISICA, BIOLOGIA, PSICOLOGIA.

FU POI NELL’ULTIMO PERIODO DELLA SUA VITA CHE INCENTRO’ IL PROPRIO STUDIO SOPRATUTTO IN MATERIA  DI ECONOMIA.

PER QUESTA SUA POLIEDRICITA’, A DISTANZA DI TRE SECOLI, OGGI , MA SICURAMENTE ANCHE DOMANI E DOPODOMANI, ANTONIO GENOVESI HA ANCORA TANTE COSE DA RACCONTARCI.

ED INFATTI, PROPRIO GRAZIE AL SUO IMPEGNO SI DEVE NEL 1754 LA FONDAZIONE DELLLA PRIMA CATTEDRA DI ECONOMIA IN EUROPA PRESSO L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI FEDERICO II DI NAPOLI.

LE SUE LEZIONI DI ECONOMIA CIVILE EBBERO UN SUCCESSO COSI’ VASTO DA ESSERE TRADOTTE IN SVARIATE LINGUE CATTURANDO L’ATTENZIONE NON SOLO DEL RESTO DEL VECCHIO CONTINENTE, MA ANCHE DI NUMEROSI PAESI OLTREOCEANO.

GENOVESI VISSE ED OPERO’ NELLA STESSA EPOCA DI UN ALTRO GRANDE ECONOMISTA: LO SCOZZESE ADAM SMITH CHE, SECONDO I PIU’, E’ IL PADRE DELLA CONCEZIONE MODERNA DELL’ECONOMIA.

NUMEROSE SONO LE SIMILITUDINI TRA IL GENOVESI E LO STESSO SMITH, ENTRAMBI ERANO FILOSOFI, ECONOMISTI, CRITICI VERSO IL FEUDALESIMO, ENTRAMBI FERMAMENTE CONVINTI CHE IL MERCATO, LO SCAMBIO DI MERCI E DI CULTURA AVREBBE RESO IL MONDO PIU’ LIBERO.

TUTTAVIA IL PENSIERO DEL GENOVESI SI DIFFERENZIAVA PER UNA IMPRONTA PIU’ UMANISTA, FRUTTO DI UNA CORRENTE DI PENSIERO CHE PONEVA L’UOMO AL CENTRO DELL’UNIVERSO E LA GIUSTIZIA SOCIALE COME MASSIMA PRIORITA’.

AL CONTRARIO LA DOTTRINA DI SMITH ERA VOLTA AD UN PENSIERO PRETTAMENTE PRAGMATICO, QUELLO DI UN UOMO PRUDENTE, ILLUMINATO E CALCOLATORE. CAPACE CIOE’ DI GUARDARE AI PROPRI INTERESSI, ALLA PROPRIA RICCHEZZA. UN UOMO EGOISTA, EGOCENTRICO: AVREBBE DETTO  A. GENOVESI.

E PROPRIO PER TALE MOTIVO NONOSTANTE ANCHE SMITH RICERCASSE  IL BENE COMUNE, LA RICCHEZZA DELLE NAZIONI; IL SUO PENSIERO APPARE SENZ’ALTRO PIU’ CINICO. BASTI PENSARE CHE NEL 1776 SI SPINSE PERFINO A DIRE, E QUI CITO TESTUALMENTE: <<NON HO MAI VISTO FARE NIENTE DI BUONO DA CHI SI PREFIGGEVA DI OPERARE PER IL BENE COMUNE>>.

IN ULTIMA ANALISI, LA FIDUCIA DI SMITH VENIVA RIPOSTA VERSO I MERCATI O GLI STESSI GOVERNI, ENTITA’ ASTRATTE CHE AVREBBERO DOVUTO ADOPERARSI PER LA RICERCA DEL SUDDETTO BENE COMUNE, DATA L’INAFFIDABILITA’ E L’INCAPACITA’ DEL SINGOLO.

E AHIME’, L’ECONOMIA DI OGGI, PURTROPPO, E’ PROPRIO QUESTA: ECONOMIA DI MERCATO CHE SCONFINA BEN VOLENTIERI NELL’ESTREMO CAPITALISMO.

PER IL GENOVESI, NELL’ANIMO DELL’UOMO CI SONO DUE TIPI DI FORZE: CONCENTRIVE O AUTOINTERESSE CHE SE MAL GESTITE PORTANO ALL’EGOISMO (ECONOMIA CAPITALISTICA) E DIFFUSIVE O PROSOCIALI (ECONOMIA CIVILE). QUESTI DUE TIPI DI FORZE PERMANGONO IN EQUILIBRIO, SONO INNATE E SEMPRE PRESENTI. L’UOMO DEL GENOVESI E’ BUONO, HA DEI SANI PRINCIPI INSITI NEL PROPRIO IO, LA DIFFICOLTA’ STA QUINDI PROPRIO IN QUELLA DI FARLI EMERGERE.  IL CELEBERRIMO POSTULATO DI  THOMAS HOBBES “HOMO HOMINI LUPUS” IN QUEST’OTTICA VIENE PERTANTO DISCONOSCIUTO E SOPPIANTATO DALL’ENUNCIATO  “HOMO HOMINIS NATURA AMICUS” DEL GENOVESI.

L’UOMO-AMICO DEL GENOVESI E ‘ CAPACE  DI SOLIDARITA’, SOCIALITA’, MUTUO SOCCORSO. SENTIMENTI CHE CREANO IN ULTIMA ANALISI UN LEGAME, UNA FIDES TRA GLI UOMINI: COME GLI SCALATORI DI MONTAGNA  CHE SONO TUTTI LEGATI DALLA STESSA CORDA; TESA DA COLUI CHE RAGGIUNGERA’ PER PRIMO LA VETTA, FINO ALL’ULTIMO MEMBRO DELLA SQUADRA; OGNUNO PRONTO AD INTERVENIRE IN CASO IL COMPAGNO DOVESSE PORRE IL PIEDE IN FALLO.

L’AUGURIO DI GENOVESI E’ CHE LA CREAZIONE DI TALI RELAZIONI TRA I VARI INDIVIDUI POSSA TRAMUTARE ANCHE IL MERCATO GLOBALE, RENDENDOLO COSI’ PIU’ A MISURA D’UOMO.

L’UOMO DEL GENOVESI HA QUINDI PREDISPOSIZIONE ALL’ALTRUISMO, ALLA SOLIDARITA’ , RECIPROCITA, FRATELLANZA ED ESPRIME QUESTA SUA UMANITA’ ATTRAVERSO LA GRATUITA’, LA DONAZIONE SPONTANEA.

DELLE VOLTE ANCHE SOLO UN SORRISO SE DONATO CON IL CUORE PUO’ SMUOVERE LE  MONTAGNE.

L’ESSERE UMANO E’ FATTO PER VIVERE CON GLI ALTRI, NON PER SE STESSO.

IL GENOVESI AVEVA UN SOGNO: QUELLO DI RAGGIUNGERE LA PUBBLICA FELICITA’ ATTRAVERSO UNA  ECONOMIA CIVILE INCENTRATA SUI BISOGNI DELLA GENTE E NON DEL MERCATO. LA FELICITA’ DEL SINGOLO DIPENDEVA DA QUELLA DEGLI ALTRI, DELLA COLLETTIVITA’.

MAI COME OGGI IL PENSIERO DEL GENOVESI E’ COSI ATTUALE.

LA PUBBLICA FELICITA’ E’ TUTTAVIA ANCORA UTOPIA.

LA NOSTRA RICCHEZZA L’ABBIAMO OTTENUTA ESPROPIANDO QUELLA DEGLI ALTRI ED IN PIENA GLOBALIZZAZIONE, I DEPAUPERATI AFFRONTANO DESERTI ED OCEANI NELLA SPERANZA DI RIPRENDERE CIO’ CHE GLI E’ STATO TOLTO, PURTROPPO NON SANNO CHE NOI ORMAI SIAMO PIU’ POVERI DI LORO.

LA NOSTRA POVERTA’ E’ DOVUTA AD UNA CRISI DI VALORI UMANI CHE SFOCIANO NELL’AUMENTO DELLE DISEGUAGLIANZE, NEI CONFLITTI DI INTERESSE, DI RELIGIONE, DI GENERE. TALE ECONOMIA NON POTRA’ DIRSI CIVILE SE NON RISPETTA L’UOMO, IL SUO AMBIENTE, LA SOCIETA’, IL LAVORO.

MA IL MESSAGGIO FINALE, L’IMPUT, DEVE ESSERE QUELLO DI NON SCORAGGIARCI, DI ESSERE FORTI, DI METTERE IN MOTO ED A ”REDDITO” IL NOSTRO GENIO. I NOSTRI GENI SONO RICETTACOLI DI STORIA E CULTURA PORTENTOSI, INFORMAZIONI QUESTE ATTINTE  NEL CORSO DEI SECOLI. L’ITALIANO NON E’ COME IL CITTADINO DI DUBAI CHE E’ NATO IERI. L’ITALIANO GIA’ C’ERA PRIMA CHE BRUCIASSE LA CITTA’ DI TROIA E NE HA VISSUTE DI COTTE E DI CRUDE MOSTRANDO NEI MOMENTI DEL BISOGNO DI SAPERSELA CAVARE.

SOLO COSI’ L’UOMO DESCRITTO DAL GENOVESI POTRA’, GRAZIE ALLE SUE VIRTU’, RIUSCIRE A REALIZZARE LA PUBBLICA FELICITA’; A CREARE UNA SOCIETA’ MIGLIORE, I CUI EFFETTI POSITIVI INFLUENZERANNO LA TERRA TUTTA, IL POSTO DOVE VIVE, CHE RITORNERA’ AD ESSERE FELIX COSI’ COME ERA DEFINITA DAI NOSTRI AVI. FELIX PERCHE’ PRODUTTIVA NON SOLO COME RISORSE, MA PRODUTTIVA ANCHE DI CAPITALE UMANO E CIVILE, PERCHE’ QUANDO POI L’UOMO SMETTE DI ESSERE ALTRUISTA, E DIVIENE EGOISTA, ALLORA  QUEI LEGAMI, DI CUI DICEVO, SI SPEZZANO E COSI’ COME LA SOCIETA’ CIVILE, ANCHE  LA TERRA CHE SMETTERA’ DI ESSERE FELIX PER TRASFORMARSI NELLA TERRA DEI VELENI O DEI FUOCHI CHE SFORTUNATAMENTE STIAMO IMPARANDO A CONOSCERE.

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