il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Comunali 2016: i figli di Saddam !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Mi ero ripromesso di non parlare della discesa in campo di Gaetano Amatruda nella corsa a sindaco di Salerno; una serie infinita di motivazioni mi spingono in questo senso. Rompo il silenzio soltanto in questa occasione che mi sembra davvero speciale. Dalle cronache giornalistiche ho letto che Amatruda avrebbe testualmente dichiarato: “ … è il modello che privilegia i figli di papà che rafforza l’idea l’idea di chi immagina che per emergere si debba essere legati al potere. Salerno è e deve essere un’altra cosa. E servono gli esempi. La logica di Saddam Hussein e dei suoi figli Uday e Quasay deve essere culturalmente respinta dagli uomini liberi …” (fonte Il Mattino). Una dichiarazione molto forte che il candidato sindaco avrebbe rilasciato a margine di “una 48 ore politica” vissuta in città all’ombra del governatore e dei suoi due figli Piero e Roberto che hanno impartito lezioni di etica, di politica, di economia e di finanziamenti europei; una cosa che probabilmente i due giovani professionisti sarebbero stati in grado di fare anche senza il papà. Il problema sorge semplicemente dal fatto che se non fossero stati i figli di De Luca quanti li avrebbero chiamati a dissertare su temi di così alta risonanza politico-sociale e quanti dei tantissimi “umili servitori” sarebbero accorsi alle loro lezioni. Probabilmente nessuno, ecco perché il problema posto da Amatruda è serio e va oltre la semplice esemplificazione politica che neppure il suo amico giornalista (autore del pezzo su Il Mattino) si sognerebbe mai di scrivere, e non tanto e non soltanto per non urtare la suscettibilità del kaimano. In questa città nessuno approfondisce i temi importanti ed è questo il peggiore problema dei problemi. Il candidato Amatruda con poche parole ha perfettamente centrato il nocciolo del problema perché bisogna andare allo scontro serio ma duro, senza lesinare niente, se si vuole che la gran parte della città ormai stufa del “sistema di potere”, che obnubila cose e cervelli, si ribelli e vada al voto senza condizionamenti di sorta.  Ma c’è anche un’altra motivazione che va ricercata nello sfogo di Gaetano Amatruda; non tutti sanno che Gaetano è stato e, probabilmente, lo è ancora amico dei fratelli De Luca; e perché allora è sceso in campo con una dichiarazione così dura che potrebbe anche incidere sui rapporti personali. Conosco bene Amatruda, lo conosco meglio di tutti quelli che oggi gli scodinzolano intorno per i motivi più variegati, e so bene che non avrebbe mai dato una dichiarazione così forte. Devo solo pensare che sia successo qualcosa di molto grave che ha inquinato i rapporti tra i tre giovani politici. Difficile dire che cosa possa essere accaduto, bisognerà aspettare per capire. Una domanda la vorrei porre, comunque, all’assessore Domenico De Maio, al momento unico rappresentante del cerchio magico, sceso in trincea a difesa dei figli del capo: perché schierarsi in questo modo e fino a questo punto in una battaglia che non gli riguarda ? La stessa cosa, ovviamente, rivolgo allo storico consigliere comunale Peppe Zitarosa che ha frettolosamente precisato che quello è solo il pensiero di Gaetano. Neanche lui si è reso conto che qui in città, su tutti i marciapiedi, la gente comune se non parla solo di questo poco ci manca. Il potere del kaimano è ormai assodato e cristallizzato, ma credo che nessuno sopporti il potere per delega o per concessione paterna; in questo anche lo stesso De Luca deve stare molto attento nel futuro prossimo. Un imperatore dell’antica Roma Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico detto CALIGOLA nominò senatore un asino qualsiasi per dimostrare all’intero Senato Romano che era soltanto lui a governare l’impero dall’alto del suo immenso potere. Sicuramente l’esempio non si attaglia alla situazione deluchiana e dei suoi figli che sono ottimi professionisti, ma può indicare la via della moderazione per non rischiare che la storia finisca come quella di Caligola quando aveva appena 39 anni.

4 Commenti

  1. Ottimo!!!! Analisi perfetta!!!!

  2. Gentile Direttore,
    a volte da l’impressione di meravigliarsi di quello che più nessuno si meraviglia.Il ” familismo amorale”.
    Scomoda Galicola e il suo cavallo ( asino?) per paragoni con la Kaimano Dinasty.Non è troppo?
    Non conosco ne posso giudicare minimamente il grado di preparazione amministrativo-politica dei rampolli blasonati…………..ma accostarli ai figli di Saddam pure mi sembra troppo ( posso sicuramente sbagliarmi ma tra Saddam e il Kaimano ci sono sicuramente differenze enormi).
    Perchè uno è figlio di…………non potrebbe aspirare a carriere politiche? C’è qualche Legge che lo vieta? Se non quella del buon senso “morale”? Ma chi ci dice poi………..con certezza che il padre stia brigando per questo? E se dietro c’è solo una abile “Cornelia”?
    Tutto è vago……….tutto vive di forse………ma……….potrebbe………..tutto si può scrivere e pensare come il contrario.
    E se questi due professionisti stessero semplicemente subendo pressioni per il cognome che portano?
    A mio avviso , fortunatamente,almeno sulla carta, viviamo in un paese democratico, dove è vero le “primarie possono essere un esercizio “frallocchio” di una parvenza di democrazia, ma il “voto” è un altra cosa o almeno dovrebbe essere e quindi perchè considera i Salernitani una massa di sudditi proni? Non anche questo troppo? Se dovesse esistere un problema è a tutto carico dei quadri dirigenti DS provinciali e regionali che per il momento sembrano nicchiare………..ma sappiamo quando si vogliono bene……..lo abbiamo visto di recente a Napoli.In tutto questo nessun rierimento alla Destra : assente con quaglie pronte al salto.In questa situazione dovrebbero porsi problemi i figli di Saddam? E perchè? Nessuno parla……….nessuno si preoccupa? Vuoi vedere che gli “asini” (sempre che lo siano) dovrebbero parlare loro? Che Salerno da diverso tempo sia diventata una “palude di Kaimani” e non solo i “rampolli” è sotto gli occhi di tutti se nemmeno gli “asini” ragliano è la fine ………..ma non per colpa di Saddam.

    • Sono d’accordo … ma quanti giovani professionisti salernitani validi possono avere le stesse possibilità? Quasi nessuna,….

      • Gentile Ivan,
        mi scusi, ma non ho codificato bene il suo pensiero.Quando scrive :sono d’accordo. Con chi è d’accordo.Con il Direttore? Con il commentatore Aurelio? Non si capisce.
        L’unica cosa che si comprende e che ritiene,forse, il “familismo amorale”, imperante a Salerno. E’ così?
        Ritiene che esista ,come sostiene il Direttore un “Sistema Salerno”………..”Cerchi Magici”?
        Sarà………..forse è così, ma i fatti non vanno proprio tutti in questa direzione. C’è qualche cosa che ci sfugge.
        Fosse mero esercizio del potere all’ora il Principe di Arechi e il suo cerchio magico di cavalieri con il potere che hanno gestito governerebero facile.Invece no…..sono stati asfaltati dal caterpillar Vincenzo.Anche nel periodo d’oro non riuscirono a mettere naso al Comune…………..Provincia sì, ed era quella che contava non quella di oggi. ASL sotto il pieno controllo con D.G. poi vergognosamente scaricato. C’è un quid che ci sfuggie.
        E non conta nemmeno la Magistratura, pure da “impresentabile” ( così si era scomodata la Presidente della Commissione Antimafia a definirlo) il “personaggietto” ha sbaragliato tutti.
        I figli godono di possibilità diverse dei figli dei comuni mortali? Non lo so.Certo hanno un cognome che pesa, ma questo peso può avere due differenti aspetti.Dipende.Lo chieda a Federico Conte.
        Non si comprenda o interpreti male, il padre ha pagato, ingiustamente, un prezzo altissimo sull’altare della debacle Socialista e della stampa cui oggi ci stiamo abituando.Oggi si spara a zero per qualche copia da vendere in più
        domani si dimentica di te quando sei assolto completamente come Carmelo Conte.Gli schizzi di fango restano.
        nel caso Vincenzo, nemmeno Crozza ha potuto niente,tranne che farlo diventare un personaggio nazionale.
        Ho l’impressione che sul Governatore il fango scivola……….non si ferma………….e i figli , nel pieno rispetto delle regole attuali ne raccolgono i frutti o almeno sperano.

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