il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Baldi Connection: i falsi invalidi e il cieco di Cava !!

Aldo Bianchini

CAVA de’ TIRRENI – Da quel tragico 17 ottobre 2013 sono passati circa due anni e otto mesi. Quanti ricordano la travolgente inchiesta giudiziaria, condotta dal pm antimafia Vincenzo Montemurro, che portò in carcere una decina di persone tra politici e medici per via dei presunti brogli commessi dalla commissione invalidità civili di Cava de’ Tirreni ? I presunti brogli, ovviamente, riguardavano le pratiche per il riconoscimento di alcune ben mirate invalidità civili, tutte (secondo gli inquirenti) sollecitate dall’allora on. Giovanni Baldi, consigliere regionale. Alla base dell’inchiesta le rivelazioni ai Carabinieri di Cava de’ Tirreni da parte di una “gola profonda” di Salerno (il cui nominativo è stato più volte pubblicato) spinto da due personaggi metelliani che avevano fatto un lavoro psicologico molto particolare sul grande accusatore che non ci mise molto per accusare il suo mentore. Difatti l’accusatore era, in quel momento, forse la persona più vicina a Giovanni Baldi che lo aveva accolto con serena umanità e grande apertura mentale dandogli piena fiducia anche per la tenuta e la trattazione delle numerose pratiche a sfondo sociale-politico-elettorale, come avviene per tutti i personaggi impegnati in politica e come avveniva anche per Giovanni Baldi. Nessuno, probabilmente, ricorda più niente di quella travolgente inchieste che sembrava aver scoperto il “vaso di Pandora” e che, invece, si sta rivelando sempre più un bluff e ogni giorno che passa arrivano notizie sconcertanti sulla consistenza di quel blitz di trenta mesi fa. Verso la fine dello scorso mese di febbraio è rimbalzata dagli ambienti vicini alla Procura una notizia che sembra confermare tutto quanto già scritto, da me, nel contesto dei precedenti articoli dedicati a questa spiacevole vicenda che, comunque, ha gettato nello sconforto diverse persone ed ha distrutto ogni aspirazione politica del super votato Giovanni Baldi, anche nella sua stessa Santa Lucia di Cava. Dunque alla fine di febbraio uno dei titolari di pensione d’invalidità, tra quelli contestati dalla Procura come reato penale in quanto supervalutata da una commissione corrotta, è stato richiamato a visita dall’INPS e sottoposto al vaglio di una severissima commissione. Il pensionato è entrato negli uffici medici dell’Inps con il 67% di invalidità (la percentuale assegnatagli dalla Commissione incriminata di Cava) ed è uscito con un bel 74%. Vale a dire che sicuramente la commissione incriminata aveva lavorato male, ma a tutto vantaggio del sistema sanitario pubblico e non certamente per favorire il singolo titolare della pensione e neppure per rispondere alle eventuali sollecitazioni dell’allora on. Giovanni Baldi che, in pratica, di sollecitazioni non ne aveva mai fatte e che aveva commesso il grave errore di portare in sua compagnia il “grande accusatore” che, verosimilmente, ha provveduto a millantare e vendere prodotti non suoi. Una delle cose ancora più sconcertanti dell’inchiesta riguarda un medico, prima fermato e poi assolto perché “non capace di capire quello che firmava“; mi sembra a dir poco incredibile che un medico non sia capace di capire ciò che firma. Ma c’è anche un’altra anomalia investigativa compiuta dai Carabinieri che hanno convocato uno dei medici (l’unica convocazione !!) per il giorno 24 marzo 2013, domenica delle palme, per porgli l’unica seguente domanda: “Lei darebbe l’accompagnamento ad una persona affetta da tumore del pancreas in fase terminale?”. Risposta decisa, serena e basata su dati clinici oggettivi e obiettivi : “SI”. Ecco trovata la prova regina per l’accusa; avevano filmato il pensionato nel giardino di casa a buttare acqua sulla sua macchina con un secchio per liberarla dalle foglie … camminava … quindi falso (meno male che anche per questo caso il  dottor Valiante, gip di Nocera Inferiore, non ha ravvisato alcun reato e ha dato alle riprese il significato di un uomo veramente sofferente che cercava di distrarsi e che aveva tutto il diritto umano di farlo). Il caso viene presentato al PM come la più classica delle pistole fumanti e il gioco è fatto. Naturalmente parlo di un signore giunto, forse, al termine della sua vita che vuole vivere le ultime emozioni terrene, mica come il “cieco di Cava” scoperto poco più di un mese fa dalla Guardia di Finanza mentre cammina tranquillamente driblando auto e pedoni, ma anche in questo caso non devono mai essere sufficienti i filmati e i rapporti. Quello di Cava de’ Tirreni è un caso giudiziario da scuola per tutti gli inquirenti che devono imparare a non fermarsi mai alla prima bottega e ad andare fino in fondo, semmai indagando anche a carico del perito medico che, scavando come un archeologo alla ricerca dei reperti degli altri occultando i suoi e con atteggiamento da docente universitario, aveva stabilito che al malato terminale non spettava l’accompagnamento ed al pensionato il trattamento economico che, comunque, la Commissione aveva già ridotto. Tutta colpa di un trio (I tre dell’Ave Maria che a cena, dopo aver convinto gola profonda, decisero di affondare la cittadina metelliana) che ha organizzato e messo in atto, con false rivelazioni, un meccanismo che ancora oggi tiene Cava de’ Tirreni sotto stretta sorveglianza. Il venticello della calunnia, ovvero il luogo comune, è difficile da estirpare. Alla prossima.

 

 

3 Commenti

  1. Gentile Direttore,
    i suoi articoli fanno male…………un male che si aggiunge alle pene che hanno passato e passano quei poveretti travolti dall’inchiesta dell’epoca.
    Certo i suoi articoli, per chi li legge come me aiutano a comprendere come a volte la ” Giustizia” sia mal consigliata e genera esagerazioni.Ma nel caso quello che Lei scrive ,sicuramente frutto di un lavoro serio e certosino della ricerca della possibile verità, fosse…..dico fosse vero,che effetto ha su chi ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo nel credere nella”Giustizia”…………….DEVASTANTE.
    Non si può commentare quello che Lei scrive, è semplicemente sconcertante.
    Bisogna riconoscere che Lei, non molla, come un mastino,quando si convice di una cosa non si ferma davanti a niente e per questo non possiamo che riconoscere che Lei non lemanda a dire a nessuno ………lescrive le riflessioni che fa……senza paura……….senza peli sulla penna.
    Ma ormai chi vuole che si ricordi o si ponga il problema di quella inchiesta che balzò agli onori della cronaca nazionale………….nessuno……….quello che è fatto è stato fatto.Bene ….male………non importa è stato fatto.
    Lei crede che che la sedicente “gola profonda” torni su i suoi passi? Non è possibile. Che il medico che ha stilato le valutazioni ha pensato più a se che al fango che ha distribuito a iosa ………….riuscendo a convincere anche un valente e navigato rappresentante dell’autorità Inquirente? Favole.
    Si resta solo sgomenti rispetto a tanta superficialità…………se fosse vera.
    Cosa si può aggiungere……………se qualcuno ha ancora una coscienza vi ci passi una mano.
    Ma Lei, Direttore, lo sa bene che la coscienza è un bene raro e non si vende al supermercato.
    La coscienza non è di questo mondo,fatto salvo il suo giornale telematico. Una goccia in un mare di indifferenza. Ma anche questa goccia serve per non chiudere definitivamente i rubinetti della possibile verità e sia pure si grida nel deserto…………gridare lo sdegno.

    • Lo so Direttore che Lei non ama l’anonimato…………..ma i fatti lo impongono.
      Conosco la signora del 74% e so quello che ha passato……….un inferno e non è finito.
      la signora non sta male………ma malissimo e pure questo non le ha risparmiato il fatto di essere additata pubblicamente come “falsa invalida”. Posso usare la parola …….è una vergogna?
      Il medico che senteziò che il 67% che gli era stato attribuito era falso risponderà di qualche cosa? Anche lui non sapeva non quello che “firmava” ma quello che scriveva? Non succederà nulla……….la signora stava benissimo quando fu vista dalla “commissione addomesticata e venduta” e stava malissimo quando è stata sottoposta a visita dai medici dell’INPS. Direttore ma chi vuole che se ne freghi dei lucciconi e dei bocconi amari ingurgitati dalla signora? Non credo di sbagliarmi troppo……………..assolutamente nessuno.
      Un velo di silenzio assordante è caduto su tutta la vicenda che all’epoca fece tanto rumore e tanto male.
      Ma la “Giustizia” è così………..i tempi sono quelli……….purtroppo.
      Non basta soffrire ed essere veramente invalido per vedersi restituita la dignità…..no………..bisogna aspettare appesi ad un filo far fronte, forse, ad inutili spese legali, per fronteggiare accuse fantasiose. Hanno tirato fuori un medico che non capiva quello che firmava, abbino la tenuta etica per tirare fuori una invalida vera.A che serve accanirsi contro i deboli?Mantenere il punto? Ammettere esagerazioni non dovute ad insipenza ma a cattivi consiglieri? Poco………..molto poco, ma per molti è tanto.

  2. Direttore Lei mette sempre il dito nella piaga…………ma è stato buono………..troppo buono.
    Ricorda l’accusa infamante? voto di scambio politico-mafioso…..a Cava? Si è visto……….Baldi cancellato con la gomma. Se era questo che l’inchiesta voleva dimostrare dal voto sarebbe venuto fuori, avrebbe consolidato tale orientamento, invece no, un agnello è stato sacrificato sull’altare delle delazioni interessate e su i suoi tentennamenti politici.Il voto di scambio si è vaporizzato.Baldi non era inserito nemmeno nella lista degli impresentabili.Gli impresentabili sono stati eletti ,lui no.La suora Direttore………..ci vogliamo dimenticare della suora? Era la cosa che più ripugnava l’autorità inquirente.Un abbaglio gicantesco. La falsa invalida che ha dovuto ricorrere a sue spese alla Cassazione, ed ha vinto per sancire che era invalida, diversamente da quanto sostenuto dal perito dei periti.
    adesso si aggiunge anche il 74% dell’altra falsa invalida (imaggino che con il clima che c’era non hanno proprio potuto fare a meno di riconoscergli il 74% chi sa,diversamente, se non fosse stata fortemente attenzionata, che percentuale doveva avere la signora).
    Direttore Lei è troppo buono…………non affonda i colpi (perchè è un signore), ma veramente c’è da rimanere senza parole.

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