il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Bcc Monte Pruno: Michele Albanese, scrive ai “suoi ragazzi”

Di Michele Albanese

SANT’ARSENIO – Non è facile parlare ai giovani, non è altrettanto facile riuscire a lasciare il segno quando si discute di futuro. Ho sempre pensato che un certo modo di fare vada trasmesso attraverso delle buone pratiche, quindi, con comportamenti che possano diventare ed essere da esempio.

Ho messo nero su bianco, in quanto, ritengo che sia necessario lasciare traccia di alcune esperienze, le quali consentono di inquadrare meglio diverse sfaccettature del nostro mondo, della nostra quotidianità.

Una squadra non solo nello sport: è questo il titolo del mio scritto; vuol essere un modo per leggere il significato che una recente esperienza è riuscita a trasmettermi.

Che la Monte Pruno sia una Banca che promuove valori è ormai un dato di fatto, che caratterizza non solo le attività, ma anche le strategie ed i pensieri.

L’esempio più lampante di questa vision aziendale può essere tratto da ciò che è accaduto nell’ultimo mese; faccio riferimento alla squadra di calcio a 5 della Banca Monte Pruno.

La cronaca di quanto accaduto, ormai, è passata alle statistiche del Torneo Nazionale del Credito Cooperativo, ma resta tanto altro, un segno indelebile, in primis, verso chi ha vissuto quei quattro giorni.

Io, insieme al Vice-Presidente Antonio Ciniello, ho avuto modo di trarre tantissimi spunti da questo torneo e, dato che non si smette mai di imparare, nonostante l’età, anche qualche piccolo insegnamento.

Ho avuto la conferma che esiste una squadra di giovani non solo bravi dal punto di vista professionale e sportivo, ma anche sotto l’aspetto umano e sociale; aspetto di assoluta importanza se parametrato alla forte crisi d’identità che oggi viviamo.

Il modo di confrontarsi con colleghi del Credito Cooperativo provenienti da ogni parte d’Italia, il comportamento nell’accettare le decisioni, l’eleganza nel concludere una partita indipendentemente dal risultato, il non essere protagonisti, la voglia di sentirsi parte di un sistema perché si condividono dei valori sono stati tutti fattori che hanno caratterizzato questi momenti.

Ho avuto la certezza che aggregazione, coesione, amicizia, rispetto guidano e guideranno, per sempre, la nostra azione di cooperatori o, meglio, di artigiani del credito.

Poche sere fa, in un momento conviviale nato per festeggiare il risultato di Lanciano, mi sono preso qualche secondo per guardare negli occhi sia i ragazzi che hanno giocano sia tutti quelli che erano presenti ed ho visto l’essenza della nostra Banca: lo spirito di gruppo.

Ritengo che questi 11 ragazzi “Made in Monte Pruno” hanno lanciato un messaggio unico: insieme si può arrivare dove nessuno da solo arriverà mai! Hanno fatto sì che, dietro un semplicissimo torneo di calcio, ci fosse qualcosa di molto più profondo, che invade, di conseguenza, la nostra azione quotidiana a sostegno del territorio. Una squadra nel campo, ma una squadra, soprattutto, nel lavoro a servizio degli altri.

E non c’è risultato che tenga, non ci sono vincitori e vinti, c’è solo tanta passione in quello che si fa.

Perché lo sport è solo uno strumento per trasmettere qualcosa, per far comprendere che il futuro si può continuare a costruire, senza paura di nessuno, perché le fondamenta sono sempre più solide.

Perché una partita di calcio serve per capire l’importanza dei titolari ma, soprattutto, l’indispensabile ruolo di chi gioca meno. Una squadra è fatta, principalmente, di questi uomini, di chi agisce nel silenzio, anteponendo il bene di tutti a quello proprio.

Li ringrazio perché hanno fatto ben comprendere che creare aggregazione e coesione in un gruppo di lavoro significa saper migliorare le condizioni di tutti, significa produrre entusiasmo, significa generare energia, significa empatia.

Ed oggi ritrovandoli a lavoro, li vedo diversi, li vedo più sicuri, li vedo più forti, li vedo capaci di coinvolgere gli altri.

È questo il messaggio che penso sia giusto trasmettere perché una squadra ha una forza tale da poter abbattere ogni resistenza, anche quella di un Direttore Generale che, preso dal suo proverbiale equilibrio, nel rettangolo di gioco, li richiama a voce alta che il risultato non conta.

Loro, invece, a capo chino, uniti, hanno voluto conseguire un successo, facendo capire che insieme si può, che non c’è autorità che tenga quando sono convinti di poter raggiungere i loro obiettivi.

Sono i giovani a cui vogliamo consegnare le chiavi della società, sono quelli a cui dico di crederci, di lottare, di porsi degli obiettivi, di avere la speranza che saranno i veri protagonisti di oggi e del domani.

Non è la prima volta che capita, ma la Banca Monte Pruno utilizza i suoi successi per gettare le basi per i nuovi e più ambiziosi obiettivi.

Il realismo che ha caratterizza la mia vita mi porta subito al particolare momento che vive il movimento del Credito Cooperativo. Non c’è legge che tenga, non è un problema creare un altro gruppo bancario, non bisogna aver timore del cambiamento.

La differenza la fanno e la faranno sempre gli uomini, che devono avere la libertà di potersi esprimere al meglio delle loro potenzialità, senza censure, ma nel completo rispetto delle idee degli altri.

Nulla deve far paura, anzi dobbiamo agire per lottare contro l’immobilismo, contro chi accetta passivamente, contro chi pensa che scegliere altre strade significa fare polemiche.

Fare banca di credito cooperativo vuol dire saper essere uomini dentro e fuori, trasmettendo valori e valore a chi circonda e vive il nostro mondo.

L’esempio della squadra della Monte Pruno è una bellissima metafora che si inserisce perfettamente nel nostro modello di business: la cooperazione come sistema per superare le difficoltà e le crisi, con un unico obiettivo, il bene di tutti.

Grazie, Ragazzi.

 

1 Commento

  1. questo spirito farà sicuramente superare anche le difficolta create da un legislatore mieope e disattento, che vuole spersonalizzare l’azione del credito cooperativo.
    forza ragazzi bisogna vincere ancora.

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