il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

AGROPOLI: dopo la bandiera anche la spiga !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Non mi contraddico se riaffermo che la storia delle “bandiere blu” consegnate ogni anno a diversi dei nostri comuni rivieraschi non mi ha mai convinto. E non soltanto perché molte volte nei luoghi indicati dalle bandiere ho trovato le acque marine non solo inquinate ma anche visibilmente sporche. Ho sempre sostenuto che le bandiere mi appaiono ondivaghe, o meglio svolazzanti verso colà dove più marcatamente si arrocca il potere, quello politico, s’intende. Tutto questo, ovviamente, non c’entra nulla con il fatto che ad Agropoli è stata da poco attribuita la “bandiera blu” dopo che da un paio di anni sembra ritornata ai tempi dorati ormai dimenticati. La situazione eco ambientale agropolese nel giro di una trentina mesi si è letteralmente capovolta; e da oggi i turisti napoletani che affollano le sue prestigiose spiagge (che sono tali da sempre) non solo troveranno la bandiera blu ma se si girano un po’ verso sinistra (parlo della piazza centrale) noteranno che sui pennoni del Comune c’è anche la bandiera della “spiga verde”, un riconoscimento che da pochi anni viene conferito ai comuni che hanno messo in piedi programmi di sviluppo rurale sostenibile nell’ambito del mega progetto promosso dalla Foundation for Envirenemental Education (FEE) e da Confagricoltura. Ebbene Agropoli è tra i tredici comuni italiani che quest’anno hanno ricevuto la bandiera con la spiga verde – oro. La cerimonia di consegna è avvenuta martedì pomeriggio, 5 luglio, presso Palazzo Della Valle, a Roma, sede di Confagricoltura, alla quale erano presenti Gian Luca Galletti, ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; Massimo Fiorio, vicepresidente commissione agricoltura Camera dei Deputati; Mario Guidi, presidente di Confagricoltura; Claudio Mazza, presidente della Fee Italia. Per il Comune di Agropoli ha partecipato e ritirato la “Spiga Verde” l’assessore alle politiche ambientali Massimo La Porta. Per i buongustai (tutti gli italiani più o meno lo sono !!) l’evento si è concluso con un buffet e la degustazione di prodotti tipici delle località premiate. Grandi apprezzamenti per il fico bianco del Cilento, la mozzarella ed il vino offerti nello spazio dedicato alla città di Agropoli. Il sindaco Franco Alfieri era assente per motivi di impegno lavorativo in regione ma non ha fatto mancare il suo commento: “Siamo felici di essere pionieri di questo nuovo programma promosso da Fee e Confagricoltura  e di essere quindi tra i primi tredici comuni italiani a ricevere il riconoscimento Spighe Verdi, che premia la nostra attenzione alle politiche ambientali e allo sviluppo ecosostenibile. Offre un nuovo eco-label per valorizzare e promuovere le nostre eccellenze produttive ed agricole, impegnandoci a rispettare standard qualitativi internazionali facendo rete tra amministrazione e produttori”. Insomma Agropoli ha battuto tutti gli altri comuni della costa cilentana ed ha conquistato non una ma addirittura due bandiere; mentre gli altri sindaci perdono tempo a suonarsele di santa ragione per la conquista di una benedetta bandiera blu, il sindaco di Agropoli dall’alto del suo nuovo importantissimo incarico di “consigliere personale del governatore De Luca in materia di politiche agricole” (una specie di assessore ombra) ha probabilmente utilizzato tutti i suoi buoni uffici per la conquista della spiga, una bandiera che rispetto a quelle blu vale tantissimo in più in quanto è stata attribuita soltanto a tredici comuni su tutto il territorio nazionale. L’assegnazione della bandiera verde è un fatto molto serio che tiene conto di molti fattori: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni. Insomma, come dire, che Agropoli ha risolto in men che non si dica tutti i suoi antichi problemi e  da oggi dovrà essere additato come “paese modello” dell’Italia intera; mare e terra vanno alla grande, fortunatamente. Mi viene però un dubbio, piccolo piccolo; leggendo attentamente i vari report giornalistici e le dichiarazioni roboanti dei presenti alla cerimonia mi sono chiesto: vuoi vedere che tutto questo è accaduto perché Franco Alfieri rappresenta una fetta di potere molto stratificata a livello regionale grazie al suo incarico a Palazzo Santa Lucia ? La mente, però, si è subito sgombrata allontanando con forza questo piccolo dubbio; no non è possibile, la conquista delle due bandiere è dovuta solo alla capacità dell’intera comunità di trasformarsi in meglio, ed Agropoli è ritornata ad essere la “vera perla del Cilento”.

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