il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SALERNITANA: “Allenare qui è un sogno” ha detto Sannino … forse si è allargato troppo !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Nel giro di un anno questa è la seconda volta che scrivo sulla “Salernitana 1919”; questo per chiarire, se ce ne fosse ancora bisogno, che giornalisticamente sono molto lontano dalle vicende sportive. Difatti non tratterò gli aspetti prettamente sportivi di cui altri valenti colleghi giornalisti stanno riempendo le cronache con intere pagine di giornali e inondando le case con servizi televisivi di rara fattura. Mi attraggono di più gli aspetti umani e relazionali che esistono tra tifosi, calciatori, dirigenti e allenatori che sono arrivati a Salerno nel corso degli ultimi decenni e che sono stati prima osannati e poi letteralmente cacciati quasi a calci nel sedere all’apparire dei primi rovesci nei risultati che il campo, impietosamente, offre alla visione di tutti coloro che prima enfatizzano gli avvenimenti e poi sparano a zero sui loro protagonisti, positivi o negativi che siano. A Salerno è stato sempre così, e credo che sarà sempre così. Appena un anno fa le cronache sportive della città ci rimandavano immagini di frenetica ed entusiasmante allegria, abbracci e baci per tutti: calciatori, dirigenti, allenatore e finanche Lotito; erano i giorni della promozione in cadetteria e tutto faceva brodo. Una foto emblematicamente campeggiava su tutti i giornali, una foto che mostrava un tifoso che sul prato dell’Arechi abbracciava e baciava il patron Claudio Lotito. Come al solito, controcorrente, io scrissi testualmente: “Adesso, dopo l’enfasi del trionfo, anche Claudio Lotito si è lanciato nella promessa della casa da far nascere ad Eboli. Vedremo !! Qualcuno, però, mi faccia il piacere di avvertire Claudio Lotito che a Salerno il popolo sportivo, quello verace e non facinoroso, sa aspettare, sa sopportare, ma non vuole essere preso in giro, altrimenti sono guai seri. Va bene la processione di San Matteo, vanno bene gli abbracci con il sindaco, va bene tutto, ma alla fine il tifoso della Salernitana vuole i risultati, quelli che solo il campo sa dare al di là delle smancerie e delle facili promesse. Soprattutto Lotito non si fidi dei baci a tutto campo, degli applausi scroscianti e dei titoli a tutta pagina; tutte queste cose lo possono tradire in men che non si dica, proprio come accadde al tempo di Giuda. E poi è la fine”. Era il giorno 1° maggio 2015 e il mio articolo su questo stesso giornale portava il seguente titolo: “Salernitana: il bacio di giuda”. Non conosco assolutamente il tifoso ritratto  nella storica foto ma vorrei tanto sapere se e a quante manifestazioni contro Lotito ha partecipato e/o organizzato per esprimere tutto il disprezzo nei confronti di un presidente che, seppure sui generis, ha riportato la Salernitana in serie “B” e, soprattutto, ce l’ha fatta rimanere almeno per l’anno sportivo 2016-2017. Le stesse considerazioni rimando al neo allenatore Giuseppe Sannino, cercasse di mantenere un atteggiamento un po’ più riservato e non si fidasse di nessuno (giornalisti compresi !!) perché saranno proprio i suoi momentanei e falsi sostenitori a pugnalarlo già dopo la prima partita di campionato se malauguratamente dovesse andare male. Che usasse toni meno enfatici nelle conferenze stampa ed evitasse di dire quello che ha detto al momento della sua presentazione ufficiale: “Era il mio sogno allenare la Salernitana. Ho passato lo scorso anno  a vedere le partite dal salotto di casa. Ho avuto tempo per pensare e ho pensato che Salerno è sempre stata una piazza dove sarei venuto volentieri. Non conta se la squadra sia in A, B, o C: qui si vive la passione del calcio. Una città intera, una provincia intera vive di calcio”. I sogni sono belli ed aiutano a vivere (dice Marzullo) gentile Sannino, capisco il suo tentativo di conquistare il consenso della stampa e poi della tifoseria, ma la strada da lei seguita mi sembra leggermente sopra le righe; ritorni subito in se, mantenga un atteggiamento di educata distanza da tutti, soprattutto da quelli che in questi giorni le aprono le porte della città; sappia che lo fanno soltanto per accaparrarsi la sua fiducia e le sue confidenze utilissime per scrivere intere paginate sui giornali. Ma sappia anche che saranno i primi a buttarla a mare qualora i risultati non dovessero darle ragione. Non prenda per oro colato le mie parole; provare per credere. E lei la prova potrà averla se avrà l’umiltà di chiamare telefonicamente il suo collega Delio Rossi che nel segreto della telefonata le potrà spiegare tantissime cose. Buon lavoro.

1 Commento

  1. non è mai troppo tardi, finalmente dopo tanti anni, egregio direttore, ha capito come funziona il sistema calcio in un ambiente, quello sportivo e calcistico nella nostra città. una fotografia nitida, precisa.. sottile, arguta la riflessione finale e il suggerimento della telefonata a delio rossi.. il giornalista oltre ad avere valori morali ed intellettuali, deve avere stile, professionalità e attenzione alla verità, purtroppo a salerno, e non solo a salerno, è difficile che il giornalista ponga attenzione alla verità, deve andare avanti una verità che fa comodo.. guai, dico guai se qualcuno cerca la narrazione della verità, scatta immediatamente l’emarginazione, l’esclusione da . parte del coro ufficiale.. egregio direttore si è accorto finalmente di come funziona l’informazione a salerno.. mi fa piacere, meglio tardi che mai..

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