il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Papa Francesco prega: Signore Gesù, dammi un cuore libero

 

di Luca Roncolato 

ROMA – Le letture bibliche di  domenica 17 luglio 2016, tratte dal libro della Genesi e del Vangelo, ci parlano dell’ospitalità: sia dell’ospitalità vera e propria, in quanto vedremo aprirsi le porte delle case, che di una ospitalità più profonda, visto che vedremo spalancarsi le porte del cuore.

E quando questo “altro” che si riceve è niente di più e niente di meno che Dio, Gesù, questa ospitalità risulta felice e feconda, perché Dio ci guarisce dal male e ci riempie di gioia e la forza del suo amore onnipotente.

Abramo – nella Genesi – si rende conto, capisce, percepisce, è in grado di comprendere che queste tre persone che sono davanti a lui non sono uomini, ma angeli che Dio stesso ha mandato e prega: “Mio Signore, ti prego, non andare oltre. Fermati. Sono qui per servirti” e inizia a servirlo. Per questo cuore ospitale, Dio fa ad Abramo il dono della gravidanza Sara, la sua anziana e sterile moglie.

Nel Vangelo, la sorella di Lazzaro, Marta, riceve Gesù nella sua casa quando Gesù attraversa il paese. Tuttavia Maria, l’altra sorella, è quella che si concentra completamente sull’ospite. Infatti mentre Marta prepara il cibo e la tavola, Maria si dedica ad ascoltare accuratamente Gesù, il quale più che di cibo aveva bisogno di parlare, di conversare e trascorrere un momento con loro. È così che difronte al rimprovero di Marta, Gesù loda l’atteggiamento di Maria che non si è distratta nel fare le cose ma si è concentrata nel rafforzare l’amicizia con Lui.

Questi due brani ci ricordano quanto è importante avere un cuore ospitale e un cuore libero: non è sufficiente aprire la porta di casa per accogliere Dio, “bisogna saper avere il cuore libero. Perché tutti sappiamo che nel mondo ci sono tanti lacci che ci legano il cuore e non lasciano che il cuore sia libero“.

Preghiamo dunque affinché il Signore Gesù ci dia “un cuore libero. Che non sia schiavo di tutte le trappole del mondo. Che non sia schiavo della comodità, dell’inganno. Che non sia schiavo della “bella vita”. Che non sia schiavo dei vizi. Che non sia schiavo di una falsa libertà, che è fare quello che mi piace in ogni momento“, un cuore libero e aperto all’incontro con i fratelli.

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