il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Comunali 2016: la longevità dei sindaci e il dissenso dei lettori

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Pochi giorni fa, senza alcuna presunzione scientifica o statistica, ho scritto in merito alla longevità dei sindaci del salernitano un articolo dal titolo: “Comunali 2016: longevità dei sindaci Accetta batte De Luca per 216 a 192”. Nessuna pretesa di voler presentare un servizio di aiuto per il lettore medio, neppure una manifestazione di giornalismo di alto livello, soltanto una presentazione conoscitiva di un resoconto esclusivamente di ordine numerico di una situazione facilmente ricostruibile, anche senza il bisogno di una testata giornalistica. La mia semplicistica classifica, nella quale ho accreditato il primo posto a Raffaele Accetta in quanto a longevità rispetto a Vincenzo De Luca, ha scosso verosimilmente la coscienza di un lettore (tale Sergio Vitolo, classe 1957, di Polla) che ha così commentato: “”Gent.mo direttore, proprio per la stima che ripongo in lei, sento l’impulso di comunicarle un mio sconcerto. Questa elencazione numerico-statistica ci è stata presentata tal quale e neanche in chiave comparativa. Così com’è credo sia di scarso ausilio per il lettore; soprattutto per coloro i quali hanno superato 40 anni di età. L’articolo più che altro mi ha sollecitato a interrogarmi, per l’ennesima volta, su quale sia il ruolo precipuo dell’informazione locale (termine che personalmente ritengo improprio e che utilizzo solo per comodità). Una seriazione numerica di questo tipo, collegata, almeno per punti, alle azioni politico-amministrative messe in atto dai singoli personaggi di fronte alle problematiche del territorio sarebbe stata una manifestazione di giornalismo di alto livello perchè avrebbe fornito al pubblico più giovane (purtroppo quello sempre più distratto) precisi elementi di riflessione sulle cause degli attuali assetti, positivi o negativi che si ritengano. Mi rendo conto che sarebbe stato necessario uno spazio ed un livello di approfondimento ben maggiore. Ma delle due, l’una. Una testata come la sua, quando elabora il dato numerico, o “lavora” per comunicare dato e analisi/riflessione, in modo da fornire chiavi di lettura a tutti – anche all’ipotetico lettore di Vicenza – al fine di una chiara comprensione del perchè dei numeri. Oppure abdica al suo ruolo, perchè sappiamo entrambi che in rete vi sono repertori istituzionali e database di organi di informazione ed enti privati nei quali quei dati sono presenti (aggregati e disaggregati, serializzati e tematizzati) in forme esaustive e, in gran parte, di libero accesso””. Ammesso che Sergio Vitolo corrisponda realmente ad un nome e cognome esistenti (dalla rete ci si può aspettare qualsiasi sorpresa) va subito detto che, al di là della professionale e personale esibizione di un lessico di un certo livello, il lettore ha male interpretato il mio scritto che sicuramente non voleva essere, come detto, un saggio storico-scientifico di un fenomeno tutto meridionale riguardo la longevità dei vertici degli enti locali ma anche di tantissime associazioni e di numerose albi professionali (dai medici agli avvocati, ecc.). Ho ritratto, anche in tono scherzoso, una situazione assolutamente esistente e facile da inquadrare senza bisogno di scomodare la memoria storica degli ultra quarantenni. Non capisco, in tutta sincerità, cosa deve essere fornito all’ipotetico lettore di Vicenza per comprendere che Accetta è stato sindaco per più mesi di De Luca e che altri sindaci potrebbero entrare in una sorta di “guinness dei primati” a livello locale e/o nazionale; ovvero cosa può interessare all’anonimo lettore di Vicenza o di Polla l’elaborazione di un dato numerico o il lavoro per comunicare dato e analisi/riflessione in modo da avere chiavi di lettura già preparate e, quindi, massificanti. Offrire dei dati aggregati o disaggregati, serializzati o tematizzati, può anche essere una giusta palestra di legittimo confronto democratico, tale da indurre il lettore ad intervenire per dire la sua e per far lievitare un dibattito. Quale migliore democrazia, dunque, attivata ed offerta a tutti da questa testata giornalistica !! Se, infatti, qualcuno ha la pazienza e la voglia di andare a rileggere il mio articolo del 9 luglio scorso comprenderà facilmente che proprio questi sono gli obiettivi che si pone la strategia editoriale di questo giornale online che non è fatto soltanto di notizie ma che cerca di assicurare diversi approfondimenti su varie questioni che attengono, sempre, lo stato sociale nel suo complesso. Non c’era bisogno, infine, di collegare la “seriazione numerica” alle azioni politico-amministrative dei singoli personaggi citati perché era ed è assolutamente superfluo (almeno dal mio punto di vista) andare a scandagliare nella loro vita pubblica per indurre il pubblico più giovane a riflessioni più attente. Questo, egregio sig. Vitolo, è un modesto quotidiano online che ha alcuna aspirazione a diventare la “Treccani” del giornalismo.

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