il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

BANCHE: dalla Bcc Cilento-Sassano e Lucania alla Bcc Monte Pruno Roscigno-Laurino e Fisciano … due diverse correnti di pensiero per un unico obiettivo !!

Aldo Bianchini SALERNO –

Dall’osservatorio privilegiato di Salerno, lontano dagli umori e dai veleni territorialmente localistici, non posso negare che la notizia dell’avvio della fusione tra la Bcc Monte Pruno-Laurino e la Bcc Fisciano mi ha colto di sorpresa. Lontano dagli echi e dai commenti, soprattutto dei “liberi pensatori”, non ho potuto fare altro che salutare con molta cautela la notizia di una fusione portata avanti nell’assoluto e silenzioso riserbo con grande professionalità e, soprattutto, nel massimo silenzio-assenso dei numerosissimi soci dalla Bcc Monte Pruno Roscigno – Laurino, molti dei quali sono anche soci dell’altra Bcc valdianese ovvero della Bcc Sassano che di recente ha completato la fusione con la Bcc Cilento Vallo e Lucania Sud. Perché, mi sono chiesto, per la Bcc Sassano il percorso di avvicinamento alla fusione è stato difficile, contrastato e quasi misterioso, mentre per la Bcc Monte Pruno tutto sembra essere filato liscio ? Dato a Cesare quello che è di Cesare, cioè data ampia giustificazione per i tentennamenti della Bcc Sassano in quanto per prima ha avviato un percorso difficile e poco compreso, per il resto è necessario far partire alla pari i due istituti bancari valdianesi per capirne la linearità, le differenze, le incertezze ed anche le imboscate. “Nun sai quanta fatica e quanto fiato sciupi quanno me venghi a raccontà li guai che passi co’ li Lupi. E’ mejo che stai zitta e li sopporti. Hanno torto , lo so, nun c’è questione : ma li Lupi so tanti e troppo forti pe’ nun avè raggione !”, Giove disse alla pecora, così Trilussa amava ripetere per definire le situazioni in cui il potere sovrastava chi, pur partendo da una base di assoluta ragione, cercava di contrastarlo. Probabilmente non c’entra nulla con la situazione che sto descrivendo, probabilmente è solo frutto della mia fantasia giornalistica, ma il quadro oggettivamente leggibile che si para davanti agli occhi è quello di una diversa dimensione tra le due banche, non tanto per il livello di professionalità (l’una non è seconda all’altra, tanto è vero che alcune professionalità sono passate da Sassano a Sant’Arsenio) quanto per l’inaspettato livello di litigiosità improvvisamente scoppiato nella Bcc Sassano fin dal momento in cui il suo storico presidente, dr. Antonio Calandriello, per ragioni di salute è stato costretto a stare lontano dalla “sua banca” per un lungo periodo di tempo. Legittime aspirazioni, complotti, congiure, proteste; si è fatto di tutto un inestricabile miscuglio che stava portando la Bcc Sassano da uno stato di sostanziale stabilità ad una deriva inarrestabile. Fortunatamente su questa situazione di estremo disagio, che sembrava potesse fare inabissare la banca sassanese, si è elevata la figura della presidente pro-tempore, avv. Rosa Lefante, che su questa materia difficile e scottante ha portato quasi per mano la nuova governance (che Calandriello aveva favorito e fatto crescere con le sue dimissioni) verso lidi molto più sicuri tenendo fermi gli aspetti inerenti l’autonomia ed avviando, nel contempo, la fase non facile di rinnovamento e di professionalizzazione che il “mercato globale” richiede e nel quale necessariamente tutto dovrà confluire. Del resto anche lo stesso Calandriello pur sentendo sulla sua pelle la necessità di fusione a garanzia anche dei posti di lavoro non ha mai nascosto la sua naturale inclinazione che era ed è quella di poter andare avanti da soli, ma ha sapientemente avvertito tutti pubblicamente del rischio che l’autonomia poteva comportare a livello di quadri operativi all’interno della banca; in fin dei conti in ogni istituto ed in ogni società il CdA detta le linee guida, spetta poi al direttore generale costruire intorno alle linee guida un modello operativo sufficientemente all’altezza dell’imprevedibilità di ogni situazione e di ogni evoluzione. Si è discusso per lunghi mesi sulla legittimità della linea di pensiero avviata dalla Bcc Sassano, ora alla luce di questa nuova realtà di fusione tra la Monte Pruno e la Fisciano tutto appare più lineare e, quasi, inevitabile; insomma, come dire che Antonio Calandriello aveva perfettamente ragione quando nell’infuocata assemblea del 15 maggio 2015 annunciava l’idea progettuale di una imminente fusione. E allora perché tanto livore e tanti tentativi di sovvertire l’evolversi naturale della linea legittimamente scelta dalla governance sassanese ? Nel merito si potrebbe scrivere o pensare di tutto e di più; non spetta, però, al giornalista lanciare ipotesi ed è dunque necessario rifarsi ad un recente commento che lo stesso ex presidente Antonio Calandriello ha postato in calce alla notizia che annunciava la consegna di una benemerenza al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti in quel di Sassano: “”Caro Direttore quest’anno, nonostante la presenza contestuale del Procuratore della Repubblica di Lagonegro, dott. Russo, si e notata l’assenza del dott. Cammarano e del suo mentore che nella manifestazione dello scorso anno tallonavano letteralmente il dott. Russo. Noi sappiamo perché. Passato il santo passata la festa. F.to: Antonio Calandriello””. Per la cronaca è giusto ricordare che il dr. Cammarano capeggiava la seconda lista di candidati che nel maggio 2015 tentò il blitz contro la leader-schip di Calandriello. E’ forse giunto il momento di fare piena luce su quanto accaduto nella lunga lotta per l’accaparramento della governance della banca in modo da pilotarla verso altre destinazioni ? Non è facile capirlo, sta di fatto che per la prima volta l’ex presidente Calandriello apre uno squarcio molto importante su tutte quelle vicende che hanno a lungo caratterizzato le tormentate fasi della fusione. Due diverse correnti di pensiero, dicevo nel titolo, per un obiettivo comune; certo, l’obiettivo era quello della fusione sia per la Bcc Sassano che la Monte Pruno. Logica voleva che le due consorelle si fossero unificate per garantire il territorio da infiltrazioni esterne; tutto ciò non è avvenuto forse per ambizioni personali e per il gusto di generare confusione e non fusione. Ma questo cercherò di analizzarlo nei prossimi articoli.

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