il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Padula: Presentazione del libro “Ereva re viento” di Giuseppe De Vita

 

Michele D’Alessio

 

PADULA – Nell’ambito delle celebrazioni per il 130° Anniversario della Fondazione, il Circolo Sociale Carlo Alberto 1886, ha  organizzato giovedì 18 agosto alle ore 19.00, presso la piazzetta Santa Croce di Padula, nei pressi della Casa Museo Joe Petrosino, la presentazione del libro di poesie in dialetto cilentano “Ereva re viento” del prof. Giuseppe De Vita.

Alla  presentazione sono Intervenuti Felice Tierno, presidente del Circolo, Filomena Chiappardo, Assessore alla cultura del comune di Padula  per i saluti istituzionali. Sul Libro ha relazionato il Prof. Carlo Di Legge, prefatore del libro; Ha Coordinato i lavori  di presentazione Paola D’Angelo, poetessa, giornalista e presidente dell’Associazione “Voltapagina”.

L’autore del libro e socio onorario del Circolo, il Prof. Giuseppe De Vita, ha letto alcune poesie. Giuseppe De Vita, dal 1986, è ricercatore presso il DITEC della Facoltà di Agraria e Scienze Forestali. Ha pubblicato le seguenti silloge di poesie in dialetto cilentano : “…Cche ssì Ciliento mia!” , “Orla mari”,“Fronne r’aulivo” e “Gente Lucana”.

Si tratta di un poeta dotto e sapiente, che ha fatto dell’umile dialetto del Cilento e del suo paese natale, Moio della Civitella, il proprio cavallo di battaglia. Un poeta che manifesta, in questo libro, la propria poetica delle umili cose che lo circonda, che vede e che vive ogni giorno. La poesia e fatta e vive di povere cose, delle piccole immagini del mondo quotidiano, ma la vita della poesia può essere grande in proporzione inversa rispetto alla dimensione dei mezzi trovati; in fondo, anche quelle minime entità non sono insignificanti come sembrano allo sguardo superficiale. Così per L’ÉREVA RE VIENTO, l’umile parietaria officinalis o erba di muro: perché anche una pianta così umile contribuisce alla bellezza e all’ordine del mondo. Allo stesso modo avviene per tanti di noi, ognuno nel luogo e nella dimensione in cui già si trova a essere – in conformità all’antico pensiero per cui qualunque cosa, benché infima, può essere oggetto di studio e di meraviglia

“…Ringrazio il Presidente Felice Tierno che ci ha tenuto tanto ad organizzare la serata , Ha dichiarato il sommo poeta cilentano De Vita Giuseppe , a fine serata- Questa serata, è per me ricca di significati e ricordi perché a suo tempo (nel 2001), per la prima volta,  fui  accompagnato da mio fratello Aniello  e Maria Rosaria insieme mia moglie Elisa a presentare FRONNE Ŕ’AULIVO e  mio fratello,  in chiusura canto “SO NATO A LO CILIENTO E ME NE VANTO”.

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