il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Garibaldi alla presa del Fortino

Maddalena Mascolo

CASALETTO SPARTANO – Tantissimi e giovanissimi garibaldini, rigidamente in tenuta da spedizione dei mille, all’assalto del Fortino (frazione storica di Casaletto Spartano) capeggiati, in assenza dell’eroe dei due mondi, da una indomabile Anita che è, però, la pronipote del mitico ammiraglio e condottiero. Il tema della serata di domenica 4 settembre 2016 è stato: “L’importanza del Fortino nella spedizione dei mille” in occasione del 156° anniversario del passaggio di Giuseppe Garibaldi, accertato e verificato, proprio per quell’importante snodo stradale del Fortino che sta a cavallo della Calabria e della Campania e che consentiva e consente rapidi spostamenti di truppe in caso di conflitto terrestre. E l’intelligenza del generale, che in quei giorni soggiornava a Sapri, fu tale da consentirgli attraverso il Fortino di baipassare le truppe borboniche che lo aspettavano al varo tra Sapri e Villammare; in barca l’eroe andò da Sapri a Policastro e da lì salì verso il Fortino per ripiegare, dopo qualche ora, verso la piana del Vallo di Diano ed accedere facilmente nell’agro sarnese-nocerino per proseguire verso Napoli e preparare l’incontro di Teano, strategicamente pensato e studiato fin dalla partenza da Quarto del 6 maggio 1860 per approdare a Marsala l’ 11 dello stesso mese. Nell’osteria del Fortino il “vecchio lupo di mare” soggiornò a cavallo del giorno 4 settembre 1860, e lì ricevette tutti i notabili della zona e, forse, da lì inviò il famoso telegramma in cui annunciava di essersi autoproclamato “dittatore”. Sono passati 156 anni e l’osteria è sempre lì con una novità, nel senso che oggi si chiama Taverna Garibaldi” in onore e ricordo del grande condottiero. L’idea e l’organizzazione della serata sono da attribuire alla fervida attività elaborativa della giovanissima Vincenza Gaetani, titolare della taverna rinnovata e modernissima, che è andata alla ricerca non solo dei documenti attestanti il reale passaggio di Garibaldi ma anche dei personaggi che di quell’impresa potevano, come è accaduto, raccontare anche i meandri meno conosciuti; e sulla elaboratissima torta è riuscita a mettere anche, se non soprattutto, la più classica delle ciliegine con la presenza (manco a dirlo nella centrale Piazza Unità d’Italia) l’anziana ma ancora pimpante Anita Garibaldi, pronipote del mitico personaggio sulla cui dimensione storica sono stati scritti, in tutto il mondo, oltre quarantamila libri. Anita ha svelato che il bisnonno prima di essere generale e condottiero terrestre era stato un grande ammiraglio dei mari, ragion per cui ideò la spedizione che avrebbe unificato l’Italia cominciando l’avventura a bordo di due navi (i vapori Piemonte e Lombardo) partite entrambe da Quarto. Con la pronipote dell’eroe hanno fatto da cornice della splendida serata Agnese Belardi (professoressa, scrittrice e poetessa) e Ferruccio Policchio (esperto di storia locale); a fare gli onori di casa, naturalmente, il sindaco di Casaletto Spartano Giacomo Scannelli. Alla Belardi anche il compito di coordinare e condurre la serata in maniera impareggiabile e molto professionale. Il tutto si è svolto dinanzi alla “Taverna Garibaldi”, una struttura nata alcune centinaia di anni or sono e che, di mano in mano, è arrivata fino ai nostri giorni grazie alla sua posizione geografico-strategica molto invidiabile. Le sapienti mani della giovane titolare, Vincenza Gaetani, hanno fatto il resto rendendo la struttura molto ospitale anche dal punto di vista alberghiero senza trascurare la cura e la conservazione degli antichi sapori lucani e campani miscelati in una sorprendente scaletta enogastronomica che non ha eguali in tutta la zona. Prossimi appuntamenti ? la brava Vincenza non si è sbottonata ma ha fatto intendere che non mancheranno di certo belle sorprese. Nel frattempo ha, oltre alla notissima sagra del prosciutto, organizzato una mostra del ricamo che ha attirato l’attenzione di Anita che si è lasciata fotografare insieme alla presidente dell’associazione ricamo concedendosi alla curiosità del numeroso pubblico presente.

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