il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CONFERMATA LA SENTENZA DI CONDANNA DI SANDRO PILI PER IL DELITTO DI VIBONATI

 

Maddalena Mascolo

 

POTENZA – La Corte di Assise di Appello di Potenza, Presidente dott. Vincenzo Autera, Giudice a latere dott. Alberto Iannuzzi, ha confermato la condanna di Sandro Pili, responsabile dell’omicidio in danno della moglie Gareffa Pierangela, avvenuto in Vibonati il 01.12.2014.

L’imputato era stato condannato con giudizio abbreviato in primo grado dal G.U.P. presso il Tribunale di Lagonegro, dott. Claudio Scorza, alla pena complessiva di anni 17 (14 di reclusione e 3 di casa di cura e custodia) oltre il risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite. Avverso la sentenza era stato proposto appello dalla difesa dell’imputato (avv. Rocco Colicigno) che riteneva sussistere l’ipotesi di omicidio preterintenzionale e che chiedeva il riconoscimento delle attenuanti generiche per il comportamento processuale del Pili. Avevano proposto appello anche la parte civile Silveza Elsa Sofia, madre della vittima, assistita dall’avv. Giovanni Falci, e Gareffa Gabriella e Adriana, sorelle della vittima, assistite dall’avv. Lucia Cerino, che ritenevano insussistenti le ragioni sulle quali era stato ritenuto il vizio parziale di mente dell’imputato al momento del fatto. Altra parte civile presente nel processo è stata l’Associazione ONLUS “Mai più Lucrezia” (avv. Teresa Paladino) che si interessa di assistenza alle donne vittime di violenza.

Dopo la requisitoria del P.G., dott. Emilia Tierno, e le discussioni dei difensori, la Corte ha confermato la sentenza di primo grado.

Il fatto destò grande clamore per le modalità dell’omicidio; dopo aver colpito la moglie nella zona sottoascellare con un coltello da cucina particolarmente grande ed affilato, il Pili rimase in casa con il figlio minore a guardare la TV senza soccorrere la vittima che moriva dopo circa dieci ore dissanguata.

I difensori hanno detto che all’esito del deposito della motivazione della sentenza (90 giorni) decideranno se ricorrere o meno in Cassazione. Il Pili è rimasto in stato di custodia carceraria.

 

 

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