il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ODCEC: le ragioni di una vittoria !!

Aldo Bianchini

SALA C. – La vittoria del dott. Gaetano Romanelli, conquistata in nome e per conto dell’ ODCEC (Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili) di Sala Consilina, è fuori da ogni discussione, tanto è la sua chiarezza in una realtà politica, sociale e imprenditoriale molto avvezza ai complotti politici di bassa lega, e non solo nel Vallo di Diano. Detto questo, va subito precisato, a scanso di equivoci, che l’ ODCEC è l’unico “Ente Pubblico non economico”, nato a Sala Consilina, che rimarrà a Sala Consilina per i prossimi anni grazie, ripeto, all’impegno costante, professionale ed appassionato del presidente Gaetano Romanelli. Va anche detto che l’ODCEC è l’unico organismo territoriale che nella battaglia di sopravvivenza ha dimostrato grande compattezza e grande unità di intenti; sicuramente non saranno mancati gli scontri interni, ma questi sono stati utilizzati in maniera costruttiva per crescere e cementare l’unità invece di dividersi. Ma chi sono tutti gli uomini e tutte le donne del presidente ? Mi sembra giusto elencarli: Vice presidente: ANGELO PAGANO, Segretario: DANIELE PADOVANI, Tesoriere: ANNA FLORIO; Consiglieri: Paolo D’ALVANO, Anna Vincenza MEGA, Antonietta PEPE, Nunzio RITORTO,Vito TROTTA; Collegio dei Revisori: Teresa CHIURILLO – Presidente, Giuseppe ABBRUZZESE – Revisore effettivo, Vito CROCE – Revisore effettivo, Annamaria SENATORE – Revisore Supplente, Pina BIANCAMANO – Revisore Supplente; Consiglio di disciplina territoriale: Presidente: Dott. Alfredo PACILIO, Segretario: Dott. Antonio CAGGIANO, Consigliere: Rag. Domenico BARRESE. Dunque ripartiamo dal fatto che l’ ODCEC è l’unico ente pubblico (non economico) nato e cresciuto a Sala Consilina dove è destinato a rimanere anche dopo l’annessione del Tribunale di Sala Consilina a quello più piccolo di Lagonegro; in genere l’ordine dei commercialisti segue pedissequamente la localizzazione dei tribunale. Ebbene nel caso di Sala Consilina il Ministero di Giustizia, se vogliamo anche con un escamotage molto tecnico, ha riconosciuto la possibilità all’ODCEC salese di rimanere, con la sede legale e operativa, nel territorio comunale di Sala Consilina, Nella conferenza stampa del 19 settembre scorso, tenutasi nella sede salese dell’ordine, il presidente Romanelli ha chiarito con una severa serenità tutte le tappe percorse, l’una dopo l’altra, per conseguire un risultato che agli occhi dei più appariva come un miraggio ovvero come un fatto non concretizzabile. Ma Romanelli ha anche esaltato l’opera e la professionalità dell’avvocato Nicola Senatore che ha seguito il progetto dell’ordine passo dopo passo. E ritorna, a questo punto, la domanda sul perché nella battaglia per il tribunale non ci si è avvalsi di sicure e sincere professionalità operative invece di dare la stura a “tanti inutili tribuni” che probabilmente con la loro insipienza hanno determinato la svendita di una delle istituzioni più importanti del territorio; un mistero che si aggiunge ai tanti altri misteri legati a quella infausta battaglia che, ad onor del vero, aveva già preso le prime mosse con la “relazione Santoro” per l’anno giudiziario del 2009/2010 che evidenziava le “quattordici criticità” (alcune anche fantasiose, se non proprio fasulle) sulle quali i soloni della politica e della pubblica amministrazione avrebbero dovuto lavorare indefessamente per eliminarle e rilanciare la funzionalità dell’organismo giudiziario. Ma tutto questo, ormai, appartiene al passato anche se fa specie prendere atto che lo stesso Ministero di fronte alle giuste e legittime posizioni dell’ ODCEC ha assunto decisioni completamente diverse, contraddicendo se stesso e non aggregando territorialmente l’Ordine al Tribunale. Oggi, però, la cosa più importante è assicurare all’ordine una sede degna di ospitare le centinaia di dottori commercialisti che arriveranno a Sala Consilina per i corsi di formazione e specializzazione che l’ODCEC è stato già chiamato ad organizzare ed a condurre sul piano delle professionalità interne ed esterne da mettere a disposizione degli stessi corsi e corsisti. E su questo tema delicato (la sede degna !!), in conferenza stampa, c’è stato lo strappo tra il presidente Gaetano Romanelli e il sindaco Francesco Cavallone; uno strappo montato più su un equivoco di fondo che su un concreto problema ostativo. Bisogna tener presente le inderogabili esigenze della politica, e quindi del sindaco Cavallone, di assicurare sedi degne e sicure agli “Enti più prossimi” alle esigenze della popolazione ma anche l’unicità di un Ente come l’ ODCEC che è l’unico veramente di Sala Consilina. Mi spiego meglio; il sindaco in conferenza ha parlato di Inps e di Inail (tra gli altri enti) ma ha dimenticato di precisare che pur essendo enti di prossimità non sono sicuramente espressione pura e semplice del territorio. Su questo il presidente Romanelli ha fatto chiaramente intendere che lancerà un’altra campagna capillare di informazione e comunicazione in quanto Sala Consilina non potrà permettersi il lusso di abbandonare a se stessa l’unica istituzione locale che riveste anche un interesse di carattere generale e che potrebbe essere in futuro il punto di riferimento nella battaglia diretta a riportare a Sala Consilina il Tribunale che è stato ingiustamente sottratto. E poi è giusto anche sottolineare che l’arrivo nel territorio salese e valdianese di centinaia di professionisti potrebbe essere foriero di sviluppo, di crescita e di garanzia occupazionale. Purtroppo su questo territorio si pensa di più a garantire l’effettuazione delle sagre, delle sfilate e delle feste in una gara assurda che mette in competizione campanilistica i vari paesi sul numero annuale delle manifestazioni organizzate, molte delle quali sponsorizzate con denaro pubblico. Un’ultima riflessione sul caso. Il presidente Romanelli nell’aver scelto, insieme ai suoi, di battersi per conservare l’originalità della denominazione dell’Ordine al fine di non perderne l’autenticità ha, molto verosimilmente, scelto la strada che gli impedirà di ricandidarsi (nell’ordine sono previsti solo due mandati) per il quadrienno 2017-2020; con i tempi che corrono non è un sacrificio da sottovalutare. Per la cronaca i dottori commercialisti e gli esperti contabili, iscritti all’ordine, saranno chiamati al voto nei giorni 3 e 4 novembre 2016.

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