il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Nihil Sub Sole Novum

di Michele Cavallo (scrittore)

SALERNO – Da un rapporto di Marco Damilano sull’Espresso, viene fuori una fotografia del sud che, forse conosciamo tutti, forse denunciamo tutti, ma che da sempre osserviamo come inermi spettatori, mentre niente accade sotto il nostro decantato sole.

Desertificazione industriale, assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie. Rischio povertà, crollo demografico, disoccupazione alle stelle. Nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l’Unità d’Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da uno stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili. Un paese povero in un paese ricco, un paese immobile in un paese in trasformazione.

Nelle regioni del Sud si viaggia in pullman e per arrivare a Matera, capitale della cultura europea 2019 si prende la ferrovia appulo-lucana. Un mondo separato, per parafrasare Pier Paolo Pasolini, che condiziona la fragile crescita italiana e il calo della disoccupazione. Un mondo dimenticato, sparito dalle mappe della politica italiana, terra di approdo per i migranti in arrivo dall’Africa e alla deriva nel Mediterraneo, terra di fuga per le giovani generazioni. Un mondo che sprofonda sempre più nell’illegalità e nelle mani delle mafie.

Ed è proprio questo che volevo mettere in risalto: i 4 motivi che secondo me contribuiscono a questa serie di primati negativi, a rendere un terzo del Paese come dimenticato. Per il governo, la sfida più difficile. Sempre che voglia davvero affrontarla:

1) Un mondo dimenticato, sparito dalle mappe della politica.

Che ha bisogno di mantenerlo tale, per poter ricattare una popolazione con  favoritismi, raccomandazioni, promesse di lavoro. Quasi solo promesse perché ormai dalla metà degli anni ’90 anche i politici possono e vogliono “occupare” molto meno, essendo più preoccupati di riempire le loro tasche e visto che grazie alle ultime leggi elettorali, hanno sempre meno bisogno di fare proselitismo tra gli aventi diritto al voto. Un parlamento di nominati non ha bisogno di voti.

 

2) Un mondo che sprofonda sempre più nell’illegalità e nelle mani delle mafie.

Che, dove non arriva lo stato, sono pronte a reclutare manovalanza giovanile per uno “stipendio” che in un’azienda si sognano di avere. Un territorio, quello siciliano in particolare (Gela), che io ho conosciuto personalmente, dove i carabinieri venivano “esortati” a non uscire nelle serate in cui si prevedeva una mattanza tra clan rivali. E non credo sia diverso in Calabria, in Puglia, nella nostra Campania.

Generazioni di Baby-Killer che non hanno nulla da invidiare ai tagliagole dell’ISIS. Eppure dall’alto dei miei 50 anni non ho mai visto scatenare una vera guerra contro questo cancro tutto italiano. Sono stati arrestati i Riina, i Provenzano, vecchi mafiosi andati in pensione da tempo e che hanno trovato finalmente vita (e nel caso di Provenzano, morte) molto più dignitosa in carcere.

Anche se, come dice Nicola Gratteri, magistrato della DDA, impegnato in prima linea contro la ndragheta:

“Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti, e le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie”. […] “Prima erano i mafiosi ad andare a chiedere favori ai politici, oggi le parti si sono invertite”

Un libro “Padrini e Padroni – Come la ndrangheta è diventata classe dirigente”, che vi esorto a leggere, scritto insieme ad Antonio Nicaso

3) Una popolazione che, se non emigra, è culturalmente piegata ad accettare queste “condizioni” come ineluttabili o tutto sommato accettabili.

Qui non aggiungo molto perché già troppo ho scritto, sul carattere accondiscendente, egoistico e menefreghista della popolazione italiana ed in particolare del sud (con le dovute eccezioni ovviamente).

4) Lo stato dell’Arte.

E intendo “Arte” nel vero senso della parola: monumenti, musei al chiuso e a cielo aperto in condizioni vergognose. Le coste, il mare e qui mi fermo.

Per favore non stanziate più denari se “il passamano” resterà sempre lo stesso, perché saranno sempre gli stessi a beneficiarne, lasciando inalterato l’esistente.

Concludo con una riflessione storica. I governi italiani per avere i voti del Sud concessero i pieni poteri alla piccola borghesia, delinquente, spiantata, imbestialita, cacciatrice d’impieghi e di favori personali, ostile a qualunque iniziativa potesse condurre a una vita meno ignobile e più umana per la collettività.

E’ anche vero che se Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti, tutto può succedere! Amen.

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