il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CERTOSA: la sicurezza, interviene il sindaco ?

Aldo Bianchini

PADULA – Avevo chiuso l’ultimo articolo sulla Certosa di San Lorenzo di Padula con la seguente considerazione: “Ultimamente molte (non so se tutte !!) le amministratrici del Vallo di Diano si sono date appuntamento sullo scalone della Certosa che è normalmente chiuso al pubblico e senza rendersi conto che calpestavano un letamaio. Sono state autorizzate o hanno semplicemente spostato il cordone della transenna ?”. Difatti quella dello “scalone panoramico” è uno dei grossi problemi del momento, un problema che sfocia anche nell’obbligo di mantenere il monumento in una situazione di accettabile sicurezza per i visitatori; a parte il fatto che lo stesso è impedito soltanto da un cordoncino a causa della presenza di ingenti quantità di feci dei piccioni, un liquame che rende praticamente inutilizzabile lo scalone a meno di non rischiare cadute rovinose. Bene ha fatto il responsabile della sicurezza a sbarrare l’accesso ed a sospendere, forse, anche la continuazione della mostra “Dov’è la Patria nostra” (organizzata dalla soc.coop. Nova Civitas diretta dal dr. Gianfranco Cataldo e composta da eccellenti giovani padulesi che con passione e preparazione dedicano il loro tempo libero alla crescita culturale dell’intera comunità); difatti la porta di ingresso al salone della mostra è doverosamente sprangato in quanto a valle è stato chiuso lo scalone infettato dagli escrementi dei volatili; e se è chiuso per la mostra deve a giusta ragione essere chiuso anche agli amministratori e/o alle amministratrici. Nessuno sembra accorgersi del grave problema, non se ne sono accorte le amministratrici del Vallo di Diano in visita “culturale” qualche giorno fa e neppure la vice-sindaco di Padula che detiene deleghe importanti e mirate specificamente sul settore. Ma per le amministratrici in visita c’è un’altra domanda da porre: erano in gita di piacere o in missione esplorativa alla ricerca delle dinamiche giuste per rilanciare la Certosa ? Nel primo caso non avrebbero dovuto assolutamente rimuovere la recinzione e nel secondo caso avrebbero dovuto avere almeno una specifica autorizzazione da parte del responsabile della sicurezza. Perché, mi chiedo e vi chiedo, se si fa male qualcuno chi paga ? Ma quando si parla di sicurezza è lecito porre qualsiasi domanda che non deve mai essere recepita in maniera distorta e deve essere accettata di buon grado ancorchè diretta alla sensibilizzazione del problema ed alla sua risoluzione. Se c’è uno che ha preso a cuore il problema serio della sicurezza, questi è il sindaco Paolo Imparato che sembra sia andato qualche giorno fa in Certosa per verificare la situazione dell’albero pericolante che potrebbe cadere sulla cella n.4 (pare che ce ne sia un altro che incombe sulla cella n.7) che sarebbe stata chiusa, dopo i miei articoli, dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale. Ebbene il sindaco, molto lungimirante, si sarebbe offerto a farsi carico del taglio dell’albero pericolante (anche in considerazione della carenza di risorse economiche del monumento) e avrebbe dato, giustamente, anche un’occhiata allo scalone infetto e maleodorante. Pur non avendo direttamente competenze all’interno della Certosa il sindaco probabilmente si è avvalso della sua qualità di primo cittadino che sovraintende, comunque, alla sicurezza su tutto il comprensorio comunale; e la Certosa ricade in quel territorio comunale. Complimenti al sindaco. Nel precedente articolo ho accennato ad un possibile “infortunio sul lavoro” che sarebbe occorso ad un soggetto-lavoratore all’interno della sala del Capitolo; era il 22 febbraio 2016 e il soggetto-lavoratore mentre era intento alla sua attività veniva investito da un pesante stucco staccatosi da una parete del salone. L’accadimento è tutto da accertare perché dalle voci correnti è emerso che tale soggetto non sarebbe entrato in Certosa per sua specifica volontà ma perché appositamente chiamato al fine di effettuare quel tipo di intervento che solo uno specialista può realizzare. Ripeto che tutto va accertato nella maniera più compiuta, partendo dall’ospedale di Polla dove potrebbe essersi recato il ferito, per finire alla verifica dell’eventuale contratto (anche ai fini della copertura previdenziale: è un operaio dipendente della Certosa ?, un artigiano autonomo ?, un dipendente di una ditta esterna ?) utile per eseguire il lavoro all’interno di un monumento pubblico e di grande pregio. Alla prossima.

1 Commento

  1. Finalmente del GIORNALISMO vero, concreto, libero, obbiettivo. GRAZIE, BIANCHINI! Alimenti speranza col tuo modo d’INFORMARE. Continua ad essere… “Fastidioso”… Alla fine,la cosa torna a vantaggio di tutti.

    Mario Senatore

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