il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Referendum: De Luca … un posto al sole !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Nonostante la mia avversione politica nei suoi riguardi, avversione che continuo ancora a mantenere dopo 25 anni (ben sapendo che De Luca probabilmente non sa neppure quello che scrivo !!), ho sempre cercato di mantenere un equilibrio costante e di massima educazione nei confronti del governatore; per questo spesso ho detto e scritto che quando si parla di Vincenzo De Luca bisogna sempre fare i conti con la sua popolarità, con il suo consenso elettorale (almeno fino al giorno prima del referendum) e con la sua strategia mediatica di eccellente livello ancorchè infarcita di momenti di precipitose e disgustose cadute di stile. Ebbene l’altra sera (martedì 6 dicembre 2016) quello che io definisco il kaimano è riuscito ad entrare addirittura in “Un posto al sole”, una delle più seguite fiction televisive di questi ultimi anni. Un signore anziano, in una delle scene più significative, invita alcuni giovanotti (tra i quali anche qualche camorristello da strapazzo) ad impiegare meglio il loro tempo libero andando a Salerno ad ammirare le luci d’artista. E’ vero –ha continuato l’anziano- che c’è qualche problema di traffico ma voi potete andare tranquillamente in pullman; così vi arricchirete di cultura (non so quale !!) ed impiegherete bene il vostro tempo. A Salerno De Luca ha fatto le cose per bene. Ogni sera la fiction napoletana è seguita da alcuni milioni di telespettatori anche perché, rispetto alle altre che imperversano sui teleschermi, è forse la migliore nel senso che si sviluppa giorno dopo giorno cercando di mantenere il passo dell’attualità anche temporale. Il colpo messo a segno è da manuale, una fiction popolarissima che parla delle luci d’artista e di De Luca come ottimo amministratore. Nel modo di fare comunicazione c’è una differenza sostanziale che divide Vincenzo De Luca da Matteo Renzi; il governatore è riuscito ad entrare nell’immaginario collettivo del popolino mentre Renzi non ha capito come fare per portarlo dalla sua parte, alludo al popolino. E quest’ultimo gli si è rivoltato contro e si è sfogato costringendolo indirettamente alle dimissioni. Quelle che potrebbero essere giudicate farneticanti affermazioni apodittiche di De Luca potrebbe essere la verità, che cioè l’immagine arrogante del premier e la personalizzazione del referendum hanno prodotto la batosta politica anche in Campania. Per dirla tutta il kaimano è andato giù molto duro nei confronti dell’ex premier: “la gente lo ha punito per le scelte demenziali” (fonte La Città del 10.12.16) a cominciare dalla riforma della scuola che ha scontentato tutti, per finire alla riforma della pubblica amministrazione che è apparsa quasi come una misura punitiva per tutti anziché colpire le aree di parassitismo. Naturalmente ci sono tante altre chiavi di lettura di quanto accaduto ma quella appena descritta resta, a mio parere, una delle più praticabili. Poi in favore di Vincenzo De Luca giocano le modalità con cui è stato costruito il suo “sistema di potere” che è esattamente l’opposto di quello di Matteo Renzi che ho ampiamente descritto nel precedente articolo. Il sistema di potere deluchiano non prevede, soprattutto nel cerchio magico, la presenza di scienziati (intesi come docenti universitari e/o ottimi assistenti e praticanti) come quelli di cui ha usufruito Renzi dando sfogo alle molteplici presenze femminili. Nel cerchio magico di De Luca, invece, si entra solo se si dimostra di essere “acefalici agnelli sacrificali” senza diritto di parola e, soprattutto, senza idee. Questo è dimostrato anche dalle balbettanti risposte che sta dando ai giornali il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, quello della famosa “frittura di pesce” da offrire agli elettori in cambio del voto, e che vanno tutte verso la completa assoluzione del suo capo e la condanna dei mezzi di comunicazione che avrebbero determinato un danno irreversibile per la sua città. Insomma, come dire, Franco Alfieri attacca i giornali e si preoccupa di tenere fuori dal discorso il suo mentore che, però, non ha indugiato un secondo per fargli fare una figura di quattro soldi con quella stupida, insulsa e offensiva frase  del pescato fritto. Una storia che, secondo molti, avrebbe dato l’avvio alla presa di coscienza di tantissimi elettori schieratisi anche a Salerno contro il kaimano. Al posto di Alfieri, non sarei rimasto neppure un secondo intrappolato nelle linee guida del potere dettato, avrei dichiarato: “Ora basta, De Luca ha esagerato e mi dissocio”; ma io non faccio politica e sicuramente nessuno mai si sognerà di chiamarmi a farla. Per tutto questo continuo a dire che Vincenzo De Luca è l’unico politico italiano ad essersi guadagnato un posto al sole, e non soltanto nella fiction televisiva.

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