il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PORTO: ma Salerno ha perso ?

Aldo Bianchini

SALERNO – Si avvicina al galoppo la fine dell’anno e sull’Autorità Portuale tutti i fari si sono spenti. Che tristezza !! L’unico Ente che ogni fine anno riusciva giustamente a presentare i suoi indubbi successi ha chiuso i battenti. Che tristezza !! Quest’anno tutto lascia pensare che l’Autority non sia mai esistita, tanto è il silenzio che la circonda. Che tristezza !! Da Napoli Pietro Spirito (neo presidente dell’Autorità di Sistema) parla e pontifica anche per Salerno e qui da noi tutti tacciono. Che tristezza !! Fino a qualche mese fa la politica (governatore, vice governatore, sindaco, presidente CCIAA, aziende private ed operatori portuali) raccontava ancora di successi soltanto immaginari; da qualche settimana più nulla. Che tristezza !! Il vice governatore che si era vantato di aver strappato al governo almeno 36 mesi di moratoria (cioè tre anni ancora di autonomia per preparare la fusione), allo stato non si sa bene se di quei 36 ne verranno concessi 12 o niente; ma ora il vice governatore tace. Che tristezza !! Anche la conferenza stato-regioni di fine marzo 2016 è stata letteralmente calpestata e cancellata. Che tristezza !! “Occorre trovare un giusto equilibrio, superando l’eccessivo localismo attuale, ma evitando allo stesso tempo un’eccessiva ricentralizzazione, che non permetterebbe di valorizzare le conoscenze dei propri mercati locali ed internazionali che ciascuna Autorità Portuale possiede, rendendo più difficile il raccordo con le esigenze di ciascuna città e dei sistemi economici e logistici che vi fanno capo” così era stato scritto nel documento conclusivo della conferenza; tutto rispedito alle ortiche in danno sempre e solo di Salerno. Che tristezza !! Fortunatamente, anche se turandomi il naso, avevo scritto che: “”Solo partendo da questo assunto si può capire e valutare l’idea progettuale del ministro e del governo, un’idea che allo stato è come un grosso contenitore nel quale è ancora possibile introdurre tutte quelle soluzioni normative ulteriori e capaci di dare ancora più splendore a quel progetto prima della sua definitiva attuazione. E’ proprio in questo squarcio che la Regione Campania e per essa il governatore De Luca, con i suoi più stretti collaboratori, sono stati molto capaci di inserire con tatto e prudenza le necessarie puntelle per cercare di salvare l’autonomia di Salerno che già da oggi appare, forse, definitivamente al sicuro. Tanto il Comune di Salerno avrà diritto a nominare un suo rappresentante nella troika che, a decreto legislativo entrato in vigore, dovrà governare la portualità campana o almeno gran parte di essa; insomma avremo un rappresentante di Salerno, uno di Napoli e l’altro del ministro che andranno a sostituire la farraginosa mescolanza di decine di consiglieri e consigliori oggi a capo della portualità campana. Da qui si evince la perfetta autonomia delle due realtà portuali esistenti che progressivamente potrebbero fondersi senza urtare nessuna delle due suscettibilità””. Ora tutto è costretto nel silenzio assoluto; che tristezza !! E nessuno che dica apertamente che il governatore kaimano, Vincenzo De Luca, ha perso la sua prima grande battaglia in difesa del territorio salernitano. Che tristezza !! Ora lo attendiamo al varco delle altre grandi prove: aeroporto, interporto, alta velocità; ma le premesse non sono delle migliori. Che tristezza !! Nei precedenti articoli avevo anche parlato di selezione delle professionalità specifiche nel mondo del “commercio mare” e delle portualità europee e mondiali; giustamente l’ing. Gaetano Perillo mi aveva risposto citando un aneddoto: “”Ad un gruppo di studiosi, riuniti attorno a un tavolo per una sessione di “brain storming”, era stato chiesto di elaborare un documento che descrivesse le caratteristiche ottimali da attribuire ad un cavallo perché potesse essere definito il “Purosangue per eccellenza”. Al termine di una dotta e appassionata “tempesta di cervelli”, chi lesse il Rapporto conclusivo ebbe chiara la sensazione che quel consesso di saggi aveva progettato un … “Cammello”!!””. Ora si nomina un esperto (così si dice !!) di trasporti su gomma che probabilmente di mare non ne sa nulla, e tutti tacciono. Che tristezza !! “”Si faccia di tutto affinché non ci si debba iscrivere alle corse future con un quadrupede adatto alle traversate del deserto, che non sarebbe in grado di contendere la vittoria o rimanere in lizza con tanti agguerriti e dotati avversari, perché privo delle caratteristiche per essere impegnato su una pista di corse al galoppo””, aveva concluso l’interlocutore Perillo, e mai affermazione mi è parsa più giusta. Allo stato non sicuramente il cavallo di razza non c’è e, purtroppo, non c’è neppure il cammello. Che tristezza !! Si è parlato tanto e  molto del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (P.S.N.P.L.), ma tutto è stato inutile; è stato sufficiente il pensiero di un ministro, neppure tanto vicino alle esigenza salernitane, per capovolgere il quadro e ritirare le numerose promesse; e Vincenzo De Luca resta in silenzio distraendo la gente con la sua ironia sulla frittura di pesce e sul blitz della Guardia di Finanza in Regione alla ricerca di carte e file sulla convocazione dei trecento sindaco all’hotel Ramada. Che tristezza !! Ma orami, come dicevo in apertura, i fari si sono spenti e l’Autorità Portuale è rimasta al buio nella tristezza dei suoi funzionari e dipendenti nonostante il cambiamento di sede che sembrava essere prodromo di altri eclatanti successi. Che tristezza !! E l’avv. Andrea Annunziata, il più brillante presidente che l’Autorità abbia mai avuto, dov’è ? Nessuno risponde, sembra essere stato cancellato col cassino, così come un semplice nome scritto su una lavagna col gesso. Che tristezza !! Oggi si parla della diversità dei traffici come forza propulsiva del porto di Salerno; sarà anche vero, ma Napoli è un immenso gigante che presto inghiottirà tutto il resto facendo precipitare in una confusione totale anche l’ottimo lavoro svolto a Salerno in questi ultimi anni. Che tristezza !! Ma c’è già qualcuno che vorrebbe trasformare i piazzali del nostro porto in un immenso parcheggio per camion, autotreni, autoarticolati, trailer e quant’altro dedicato al trasporto tutto-gomma. Che tristezza !! E riparte anche la “guerra delle banchine” che Annunziata era riuscito a tenere sotto controllo per garantire l’ampliamento del porto; ora i vari operatori sono di nuovo in corsa per la riconquista degli spazi perduti. Che tristezza !! Le eccellenze di Salerno, quelle che l’Autority era riuscita a portare in Europa, nel Mondo ed a Miami in Florida, saranno svendute al miglior offerente, probabilmente anche da chi su quelle eccellenze era riuscito a far crescere il proprio impero economico. Che tristezza !!  Mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno dobbiamo far leva su un’unica speranza, che quelli che verranno sapranno fare le stesse cose che hanno garantito a Salerno autonomia, indipendenza e successi.

1 Commento

  1. Se il dr. Bianchini, dopo essersi chiesto lo scorso mese di aprile: “ma Salerno ha vinto?”, si pone ora la domanda: “ma Salerno ha perso?”, allora vuol dire che si cominciano ad avvertire i primi scricchiolii che potrebbero minare il futuro del porto di Salerno.
    Il ripetuto refrain della “tristezza” che egli usa nel corpo dell’articolo è sintomatico per indicare lo stato d’animo di quanti hanno a cuore i destini della struttura e ora temono di vedere ridimensionata la sua importante funzione per l’economia territoriale.
    Trovo appropriata questa presa di posizione intesa a sollecitare chiarimenti sull’assetto futuro che dovrà assumere il porto di Salerno, sia nell’immediato, riferito al periodo di proroga dell’autonomia gestionale (se ci sarà), e sia soprattutto per la fase successiva quando diventerà pienamente operativa la nuova organizzazione dei porti campani (Napoli, Salerno e C/mare di Stabia) accorpati sotto una unica Autorità di Sistema Portuale del Medio Tirreno, con sede a Napoli. Se giustamente si rivendica la salvaguardia delle specificità, delle caratteristiche operative e funzionali delle singole strutture e della forza lavoro che ciascuna di esse esprime e mantiene, è altresì importante acquisire consapevolezza delle opportunità che può offrire la nuova situazione.
    Certamente quell’aneddoto ricordato dal Direttore induce al pessimismo.
    Addirittura, rimanendo nel richiamo figurativo dei quadrupedi, se il … singolare “cammello” che scaturiva da una riprogettazione troppo elaborata del cavallo, venisse poi privato o depotenziato anche delle sue peculiari caratteristiche, allora avverrebbe una ulteriore involuzione verso un altro esemplare del genere “equini”, cioè uno di quelli dotati di lunghe orecchie e idoneo solo a mansioni umili e limitate, ancorché utili in certi contesti.
    Non credo ovviamente che esponenti politici, operatori portuali pubblici e privati, rappresentanti dei lavoratori, ecc. possano immaginare o accontentarsi di una regressione funzionale della struttura. Le recenti notizie riguardanti il completamento delle opere a mare del Marina d’Arechi – destinato ad affermarsi quale uno dei principali punti di ricovero per la nautica da diporto nazionale e internazionale – fanno ritenere che l’attuale porto commerciale sul litorale di ponente manterrà ancora attive le sue funzioni per il settore crocieristico e per il traffico mercantile (velleitaria infatti sarebbe ogni altra ipotesi di delocalizzazione delle suddette attività!!).
    Ed è pertanto qui che occorre concentrarsi.
    Giorni fa, abbiamo assistito ad una nuova inaugurazione avente per oggetto il collegamento diretto fra un porto (Livorno) e la linea ferroviaria tirrenica. Esso consentirà di instradare sulla rete nazionale i treni composti sulla Darsena Toscana, renderà più veloce l’inoltro a destinazione dei container e, come commentato dal Presidente della Toscana, “farà assumere al porto di Livorno un ruolo centrale nel Mediterraneo”.
    Dal canto suo, l’amministratore delegato di RFI Maurizio Gentile si è detto convinto che con la nuova infrastruttura Livorno diventa “un importante hub per il traffico merci su ferrovia da e per i poli logistici italiani ed europei”.
    Il Presidente De Luca deve allora essere atteso al varco non solo e non tanto per come si porrà nei confronti di altre grandi opere (aeroporto, interporto, alta velocità), ma anche perché dia precisi segnali su cosa ha in mente per il porto e se ritiene che Salerno stessa potrebbe aspirare ad avere “un ruolo centrale nel Mediterraneo” e diventare “un importante hub per il traffico merci su ferrovia … “.
    Peraltro, ad un simile risultato non si può pretendere di pervenire per l’impegno e la determinazione di una sola Autorità. Un adeguato e corale supporto al Presidente può e deve pervenire da tutti i soggetti coinvolti, se realmente si intende pervenire ad esiti convergenti, proficui e concreti. Se però si ricomincia con la “guerra delle banchine” (ma di quanti posti barca c’è bisogno a Salerno?), oppure si sogna di adibire banchine e piazzali del porto solo ad aree di parcheggio per tir, autoarticolati e veicoli vari ad uso trasporto di merci e container “su gomma”, allora ci sta tutta la sopracitata “sconsolata” esclamazione, reiteratamente fatta dal Direttore nel corso dell’articolo.

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