il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Camorra & Politica/35: parla Amatruda

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Un argomento come quello dei rapporti della politica con la camorra, e viceversa, non può non tenere banco dopo la relazione letta dalla dottoressa Iside Russo (Presidente della Corte di Appello di Salerno) e contenete specifici riferimenti nominativi e temporali sugli stranissimi connubi tra “Camorra & Politica” a Salerno e sul resto del territorio provinciale. I commenti davvero si sono sprecati, ed è stato detto e scritto di tutto e di più; purtroppo la malavita organizzata (camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita, mafia, ecc.) è una costante nella vita politica locale e nazionale; le infiltrazioni della malavita negli apparati dello Stato ed in tutte le Istituzioni non si contano più; fanno quasi parte del costume di questo Paese, come un batterio che si insinua nei gangli vitali nella gestione amministrativa di tutti gli Enti locali diffusi sull’intero territorio nazionale. Per la provincia di Salerno sono diversi i punti caldi dove si registrano maggiori infiltrazioni di questi malefici organismi che, come i tarli, distruggono tutto quello che trovano al loro passaggio. La magistratura offre le sue migliori specializzazioni nella lotta contro questo fenomeno micidiale che viene messo all’indice da tutto il mondo; parlo della stragrande maggioranza della magistratura, perché anche essa si espone ai rischi di ridurre la “lotta alla malavita” alla stregua di una battaglia politica su cui demolire e/o costruire i vari potentati attraverso un “sistema di potere” che diventa sempre più violento in danno di quello che dovrebbe essere il bene minimo della comunità sotto controllo. Ma al di là della relazione della Presidente Russo -che a tratti è assolutamente sconcertante per come vengono poste certe verità all’attenzione del grande pubblico, verità scritte per la prima volta, forse, in una città capoluogo che sembra essere preda di “un silenzio rumoroso” da tantissimi anni- ci sono tantissime verità vere che molti non vogliono vedere anche se si toccano con mano . L’intervento che più degli altri mi ha colpito è stato quello di Gaetano Amatruda, giovane giornalista e già portavoce dell’ex presidente della regione Stefano Caldoro. Appena qualche mese fa, Gaetano Amatruda, si era lanciato nella competizione elettorale amministrativa proponendosi per la carica di sindaco; così come si era proposto è stato anche capace di fare un passo indietro nel momento in cui si è reso conto che il centro-destra non viaggiava compatto alle sue spalle. Grande sensibilità, senso di rispetto degli altri e immensa umiltà; queste erano, e sono, le doti che Amatruda aveva portato in dote e che, sicuramente potrà ancora portare. Perché non ha sbattuto la porta al centro-destra come hanno fatto in tanti al primo insorgere di qualche difficoltà, è rimasto sul terreno di gioco e si è subito messo a disposizione degli altri con la speranza (vana !!) di poter ricostruire una coalizione moderata che potesse, e possa, ancora opporsi allo strapotere delle truppe cammellate deluchiane e, soprattutto, del “sistema di potere” che avvolge come una cappa asfissiante la nostra città fin dal 1993. Amatruda è nato alla scuola di Vincenzo Giordano, che la storia ci indicherà come il vero sindaco della gente; l’ex sindaco lo aveva allevato ben conoscendo le sue doti di personaggio portatore lanci di una naturale logica politica, di uno spiccato senso riformista ma anche di una grande capacità di mediazione. Il centro destra, con umiltà, dovrà a tutti i costi cercare di recuperarlo per poterlo lanciare, da subito, come unico ed indiscusso candidato alle prossime elezioni amministrative che si annunciano non tanto lontane, anche per via dei possibili sconvolgimenti giudiziari che potrebbero cadere sull’amministrazione comunale per via dell’inchiesta sulle cooperative di servizio che non è, badate bene, una cosa da niente e che può essere davvero la “madre” di tutte le inchieste. Ma ecco la riflessione di Gaetano Amatruda:

“”La Camorra a Salerno e l’inchino alla moglie del boss. Savastano e De Luca chiedano scusa. Solo a Salerno può capitare come dice il Presidente della Corte di Appello di assistere “all’intitolazione di un bene confiscato alla camorra al nome delle moglie del camorrista destinatario del provvedimento ablativo”. Una eroina la signora ? Non pare. Condannata per estorsione, è considerata la cassiera del clan. Eppure casa Valeria nasce per rendere omaggio al boss. Pare ci sia stato l’intervento e l’assenso dell’Amministrazione comunale. Savastano è sotto inchiesta. Anche sulla procedura amministrativa seguita per l’affidamento c’è qualche dubbio. La magistratura chiarirà. Non credo che questa vicenda possa accostare Nino Savastano alla Camorra, non credo e non rinuncio al principio garantista. Però in questi casi servono, dalla politica, segnali forti. L’assessore chieda scusa, nella migliore delle ipotesi un grave scivolone. Chieda scusa lui e lo faccia anche De Luca.  Chiedano scusa senza il classico scarica barile e prendano le distanze pubbliche da questi signori della criminalità. Ai mascalzoni ed ai delinquenti non si intitolano beni, non si fanno ‘inchini’. Serve chiarezza ! Chi governa questa città abbia il coraggio, poi, di denunciare un problema più generale. La Camorra ha invaso Salerno. Ha messo le mani o tentato di metterle in tutte le principali opere pubbliche. La Camorra usa Salerno come piazza per il riciclaggio. La nascita di bar e ristoranti? Il boom di Salerno? Con la crisi della movida è evidente che questo dinamismo è al servizio, per una buona parte, della criminalità. Il tasso di mortalità delle attività è molto alto, preoccupante. Sicuramente nei numeri incide la crescita della città, sicuramente è un segno della crisi ed unica via di salvataggio per molti giovani, ma il dato più generale deve allarmare. A Salerno molte attività servono per riciclare e fanno concorrenza sleale alle realtà sana e storiche del territorio. I due articoli di oggi (venerdì 3.2.17), de Il Mattino e La Citta, messi insieme invitano a questa riflessione. Cronache lo fa, in verità, da molto tempo ed adesso tocca alla opinione pubblica riflettere, alla politica rispondere e ad altri indagare””.

Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, è servito; Gaetano Amatruda non ha assolutamente nulla di quel “ragazzotto ossimoro” che in campagna elettorale il sindaco stoltamente voleva accreditare nell’opinione pubblica; una sorta di denigrazione che il “ragazzo giovane e innovatore” non meritava affatto, soprattutto da parte di un personaggio come Enzo Napoli che, più degli altri, aveva assistito alla crescita del ragazzotto alla scuola di Giordano che aveva concesso allo stesso Napoli un ruolo che, forse, non meritava. L’altro giorno ho scritto che soltanto sulla posizione di De Luca non condividevo la riflessione di Amatruda (che faccio mia per tutto il resto) in quanto l’ex sindaco non ha mai firmato alcun provvedimento (come quello autorizzativo per l’intitolazione di “casa Valeria” alla memoria della moglie del boss al quale la struttura era stata confiscata) che possa metterlo in difficoltà; lui non ha bisogno di firmare direttamente, al suo posto ci sono tanti seguaci che si butterebbero nel fuoco pur di farselo amico. I vertici di Forza Italia, di Fratelli d’Italia, del Nuovo PSI e degli altri gruppi, farebbero bene a designare un personaggio giovane, preparato e  super partes; e questo personaggio non può essere che Gaetano Amatruda al quale bisognerà dare tempo e mezzi per catalizzare l’attenzione di gran parte dell’opinione pubblica ed incominciare a tracciare il lungo percorso verso il palazzo di città. Può davvero iniziare la tanto sospirata “svolta di Salerno” con i giovani tra i protagonisti assoluti che non hanno nulla dell’ossimoro decantato dall’attuale sindaco pro-tempore.

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